N.B.: Il percorso descritto l'ho compiuto molte volte in seguito ed anche ultimamente, dunque non è solo un reperto archeologico.
Ho trovato delle vecchie dia da cui ho tratto queste foto (ormai) d'epoca, sono passati 20 anni!
Sono dell'89, all'epoca si parlava di raduni, non erano gare, ma la scoperta tutti insieme di nuovi posti dove andare in bici.
I nostri amici del Gruppo MTB Vercelli, avevano organizzato per domenica 16 Aprile 1989 una gita all’Alpe Sacchi partendo da Camasco, una frazione di Varallo Sesia.
Noi, volendo provare un percorso da proporre per un’eventuale passeggiata ai colleghi del nostro Mtb Club Lago Maggiore, li abbiamo raggiunti dal nostro versante, da Quarna (Alpe Camasca).
Partiti alle 10 circa con un tempo magnifico, siamo giunti all’appuntamento verso mezzogiorno con i vercellesi.
Il percorso da noi effettuato attraverso il sentiero di mezza costa sotto il Monte Croce non è purtroppo completamente pedalabile, ma non è eccessivamente faticoso, salvo forse l’ultimo tratto dove bisogna portare la bici in spalla per superare un’aspra gola (ci si può illudere di essere su qualche passo Himalaiano...basta una buona fantasia!)
Dopo aver fatto uno spuntino in compagnia, aver chiacchierato di bici, di nuove gite, abbiamo lasciato gli amici e ci siamo diretti verso l’Alpe Soliva sottostante al Sacchi. Qui giunti, invece di prendere a sinistra, ci siamo inoltrati a destra fidandoci della cartina che riportava un sentiero ormai in disuso: abbiamo vagato un po’ nella natura, guadando alcune volte il torrente Fiumetta ed i suoi affluenti, scavalcando tronchi caduti, quasi nuotando nelle foglie secche (pensando di essere in Amazzonia, questa volta!), prima di raggiungere la gippabile che ci ha portato facilmente ai Laghetti di Nonio.
Nel frattempo il tempo era cambiato in peggio ed un violento acquazzone ci ha completamente inzuppati.
Questo percorso è senz’altro consigliabile a
persone già esperte poiché i sentieri non sono sempre ben evidenti ed è
facile sbagliarne strada ai molti bivi. I continui guadi dei torrentelli che
scendono dal Monte Croce possono rallentare il buon procedere. Indimenticabile
è la vista sul Mottarone ed il lago d’Orta da una parte e la Valsesia
dall’altra.
Dipende forse dal carattere ma, per me, come abbiamo appurato, i brutti ricordi svaniscono più in fretta e col tempo si trasformano in piacevoli esperienze.
Nei dintorni si sono svolte alcune gare abbastanza seguite, di una riproduco lo spiritoso disegno illustrante il percorso in modo che possiate, se lo volete, rifarlo.

Difficoltà
Per esperti, il percorso non è difficile ma lungo.
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