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OASI ZEGNA, PERIPLO DELLA VAL SESSERA

Un percorso insolito sia per il luogo sia per la relativa distanza dai percorsi abituali, quasi tutti nei dintorni del Lago Maggiore, ma l'ho effettuato, divertendomi, su suggerimento della rivista "Airone".

Questa rivista ha il merito d’aver parlato del mountainbiking tra le prime in Italia e d’aver contribuito, con la presentazione del "Rampichino" Cinelli, mi sembra già nel 1983, a farci sognare possibili avventure cicloalpinistiche e, di conseguenza, alla nascita in Italia di questo nuovo modo di fare escursionismo.

Difficoltà

E’ un itinerario abbastanza lungo e faticoso, forse sconsigliabile ai neofiti od ai poco allenati, non per difficoltà tecniche che sono inesistenti, ma per la lunghezza (minimo 47 km), il dislivello (1000 m), per dover portare la MTB per circa un’ora su un faticoso sentiero e per la mancanza di punti di ristoro fino circa al 32° Km.

Riporto la descrizione della rivista che fino al Bocchetto di Sessera è davvero perfetta, consiglierei da qui in poi di non passare dalla Panoramica Zegna, asfaltata, che nei giorni festivi può essere molto affollata, ma di seguire gli altri percorsi proposti.

Nel mio "Quaderno di Caccia" ho incollato l’itinerario, modificandolo solo dove non mi aveva soddisfatto la prima volta. Mi sono procurato altre cartine gratis[1]al Centro Zegna di Trivero.

Un po' di storia

Questi luoghi sono legati alla storica figura dell’eretico Fra Dolcino (vedi "Il Nome della Rosa" di Umberto Eco, "L’Inferno" della Divina Commedia di Dante, per non parlare di testi più specialistici) che con i suoi seguaci si era ritirato tra queste montagne prima di essere catturato ed arso vivo nell’inverno del 1306-7. L’eresia dolciniana seguiva gli insegnamenti del parmigiano Gerardo Segalelli, fondatore della Setta degli Apostoli o Fratelli Apostolici alla quale aderivano circa 4000 proseliti. Scacciati dal Trentino, dove Fra Dolcino aveva conosciuto la compagna di tutta la sua breve vita, Margherita, dopo lunghe peripezie, i Dolciniani raggiunsero la Valsesia, forse perché, con ogni probabilità, Dolcino è originario di Prato Sesia. Una lega di Signori valsesiani li combatté e li scacciò, obbligandoli a raggiungere la zona di Trivero. Gli accoliti, come in Trentino ed in Valsesia, oltre alla solita questua, per necessità, si diedero a saccheggi ed incendi. Già avversati per le loro idee riformatrici dalle autorità religiose (Clemente V aveva bandito una crociata contro l’eresiarca) queste violenze fecero nascere la reazione dei Vescovi di Novara e Vercelli, che radunato un notevole numero d’armati, dopo un lungo assedio ebbero ragione degli eretici presso il Monte Zebello ora Rubello (da "ribelle" qual era considerato il nostro).

Presso la Chiesa di Trivero (Matrice) un grande affresco illustra la cattura dell’eretico.

L’Oasi Zegna nasce dalla lungimiranza d’Ermenegildo Zegna, industriale laniero, che negli anni trenta del secolo scorso promosse la costruzione della Panoramica Zegna, una strada di circa 65 km che abbraccia tutte le prealpi biellesi. La grande intuizione del mecenate è stata quella di cogliere che quest’opera sarebbe servita come strumento per una nuova politica territoriale e sociale: attuare il rimboschimento della montagna, servire come appoggio per la manutenzione ed il recupero di sentieri e di piste forestali, alla costruzione di una colonia alpina, di una scuola alberghiera, di un istituto per l’infanzia abbandonata e di altre strutture ricreative e sportive. I famigliari, alla sua morte, hanno continuato l’opera inaugurando l’Oasi naturalistica finalizzata ad interventi sul territorio con la predisposizione di segnaletica informativa e campagne di sensibilizzazione e promozione didattica per scuole, famiglie, comitive.

Descrizione del percorso

L’itinerario prende avvio dal Centro Zegna di Trivero (m 780), in provincia di Biella ma a pochi km da Borgosesia, e si dirige subito verso la borgata Castagnea (km 1,2). Si attraversa il piccolo abitato e, passando sotto un portico, s’imbocca la strada sterrata per il santuario della Novareia, pedalando in piano tra i castagni. Al km 3,8 si lambisce il santuario (m 746) e ci si addentra nella Val Sessera. La strada, in parte sconnessa, scende ora al ponte e alla centrale elettrica del Piancone (m 556, km 6,79), costruita nel 1938 per alimentare gli opifici di Coggiola.

Si prende a risalire il fondovalle, angusto e suggestivo, seguendo il torrente Sessera. Al km 9,8 s’incontrerà il bel ponte ad arco della Babbiera (m 692), poi il tracciato si fa più faticoso con brevi strappi fino al km 12,2 (galleria). Sul fianco dell’aspra montagna si scorgono tracce degli impianti minerari per l’estrazione del corindone, attività cessata nel dopoguerra.

Superata una insellatura (m 879), la strada piega più decisa verso nord; l’ambiente si fa via via più selvaggio e solitario. Con saliscendi si arriva alle case dell’Oro della Lamma (m 847, km 13,5, cancello) e poco dopo (km 15) alla diga del lago delle Mischie (m 885).

Il lago delle Mischie

Inizia qui il tratto più impegnativo: dal piazzale ove termina la strada, tenendo il lago sulla sinistra, si segue il sentiero, segnalato da un cartello, che risale il versante idrografico sinistro della valle del torrente Dolca. La bicicletta va portata a spalla circa un’ora (secondo me un po' meno: in alcuni tratti si può pedalare) lungo lo stretto sentiero. Dopo aver contornato il vallone del rio Stramba si accede, guadando il fiume nei pressi di un antico ponte in pietra di cui restano solo le spallette, all’Alpe Collette di sotto (m 1030, km 18,5, fontana), dove riprende il tracciato pedalabile.

Si scende subito al ponte dei Lavaggi (m 960, km 19), superato il quale s’imbocca una larga pista che, in ripida ascesa, ripercorre, sul versante opposto, la valle del Dolca percorsa in precedenza. Si passa sotto alcuni alpeggi abbandonati e si procede nella faggeta (ad un tratto sulla destra, è segnalata una vecchia carbonaia, verso valle appare il lago delle Mischie. La pista, con alcuni brevi ma duri strappi, torna a dominare la valle del Sessera; non è infrequente scorgere camosci, isolati o in piccoli branchi.

Al km 23,5, dopo un tornante, si giunge al bivio della strada proveniente dall’alpe di Mera, si piega a sinistra, sempre su sterrato, per una lunga discesa fino al rio Caramalo (m 1.135, km 24,6). La strada, ora larga e ben battuta, punta verso il fondovalle e raggiunge la Casa del Pescatore (m 1.190, km 29), dove si attraversa il torrente. Sul versante opposto si sale con pendenza costante alla Bocchetta Sessera (m 1.382, Km 31,6), alberghetto.

Come finire il giro 

a) Itinerario abbastanza tecnico almeno dopo Bielmonte

Si può costeggiare il Monte Marca stando dietro Bielmonte sull’itinerario 14 e poi 9 fino alla Bocchetta di Luvera, poi itinerario 5 o 5bis fino alla Bocchetta di Stavello, itinerario 3, dove si possono ancora vedere i ruderi delle fortificazioni costruite dai seguaci di Fra Dolcino, e poi arrivare a Trivero. 

b) Consiglio invece a tutti, attraversato l’asfalto, di scendere sul sentiero in mezzo ai bei prati per l’itinerario 13 (L61), antica "via d’alpe" utilizzata per condurre mandrie e greggi dai paesi del biellese in Val Sessera verso Camandona che non si raggiunge ma sempre a mezza costa, seguendo le indicazioni, vicino al Monte Terlo, della GTB: Grande traversata del Biellese, attraverso Le Piane ed altri alpeggi, nei paraggi resti d’antiche fosse: le "luere" usate come trappole per la cattura dei lupi. All'asfalto si abbandona la GTB e si prosegue per Caveggia, Veglio, Provinciale 105, viadotto della Pistolesa, Mosso, Capo Mosso, Madonna della Brughiera (L 1) (Oratorio d’epoca barocca), Barbato, Lora e infine Trivero oppure, dal santuario, risalendo un poco verso le Piane del Barbato, costeggiando a sinistra il Monte Cattivo, direttamente a Trivero Centro Zegna.

Un altro modo di entrare in Val Sessera

Il Rosa da Mera

Quest'estate ho trovato un altro modo di entrare in Val Sessera: dall'Alpe Mera.

Da Scopello in Val Sesia  portatevi verso Mera, lasciate l'auto presso il bivio con l'indicazione Bocchetta della Boscarola (da dove ritorneremo) e continuate per l'asfalto fino alla stazione di arrivo della seggiovia, continuate per la forte salita verso la località Boschetto poi, a mezza costa, raggiungete l'avvallamento tra le due stazioni di arrivo degli skilift, andate a sx verso la cima di Camparient, guardate nel prato verso il biellese, vedrete un alpeggio: è lì che dovete andare (Alpe Camparient).

Alpe Camparient da Mera 

Cercate la traccia nel prato, anche per non rovinarlo, e, con attenzione, raggiungete quest'alpeggio, da lì facilmente raggiungete in discesa l'Alpe Collette di Sopra e poi verso dx per l'ampio sterrato che vi porterà, attraverso il Selletto Grosso, con un lunghissimo saliscendi fino alla Casa del Pescatore da dove inizia una più impegnativa salita verso il Bocchetto Sessera (ristoro e bar) con bella vista sulla pianura e la città di Biella.

Bell'incontro

Per il ritorno vi consiglierei di ridiscendere nella Val Séssera passando dall'Alpe Baraccone (itinerario C), Piana del Ponte, e proseguendo a dx attraverso Alpe Caramala, Cascine Henry, Ponte dei Lavaggi, Alpe Piana dei Lavaggi, verso Alpe Collette di Sopra da dove proseguirete dritto (leggermente a dx) per la Bocchetta Boscarola e dai lì all'auto. 

Quasi 50 km in mezzo alla natura, non particolarmente impegnativi, ma appaganti. Attenzione: pochi cartelli indicatori!

  

Masso inciso alla Bocchetta Boscarola

[1] Vedi capitolo dell’introduzione (metodo scientifico) riguardante il modo di ottenere gratis informazioni e supporti cartacei vari.

Oltre il Sempione

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