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METABIEF Giro del Mont-d’or

Métabief l’indimenticata ed indimenticabile sede dei Mondiali del 1993 ed Europei 1994 che tanto hanno dato al MTB azzurro.

Métabief ed i suoi dintorni li conoscevo da tempo, poiché, per un certo periodo delle mia vita, abitando a Parigi ed avendo i genitori separati uno à Paris e l'altra a Pallanza, ho fatto per almeno 10 volte all’anno la spola tra la Francia e l’Italia e versavice.

La via più breve tra Parigi ed il Lago Maggiore passa attraverso questo villaggio sulla frontiera franco-svizzera e parecchie volte mi è capitato di fermarmi a dormire nei pressi, facendo anche qualche breve escursione.

Nella fattispecie, ricordandomi delle caratteristiche morfologiche del luogo, all'inizio degli anni novanta ho compiuto parecchie gite in Mtb sui sentieri, già allora molto ben segnalati, di questa terra di confine che si presta magnificamente alla pratica escursionistica.

Vi descrivo un bel percorso che passa sui sentieri delle citate gare.

Percorso

Da Métabief si sale verso il Morond (anche con la seggiovia attrezzata al trasporto bici) seguendo i cartelli GTJ-VTT (Grande traversée du Jura en VTT).

La strada forestale incontrerà un selciato che seguiremo verso sinistra per arrivare sulle piste da sci.[1] Seguendo la strada che attraversa queste piste saliremo fino alla sommità (Morond), per la cresta, sulla pista VTT, raggiungiamo un parking e continuiamo fino alla vetta del Mont-d’or il punto più alto della gita.

Scendiamo a mezzacosta attraverso vari alpeggi passando dallo Chalet de la Vermode, poi, su un sentiero in terra battuta e quindi su una strada che passa sotto allo Chalet de la Grande Echelle fino alla frontiera con la Svizzera.

Attraversiamo la barriera, richiudendola dopo il passaggio (Borne 76 = Cippo 76) e a sinistra per circa 2,5 Km (Borne 67) risaliamo a nord verso la Francia.

Poco dopo, ad un tornante, troviamo due sentieri, seguiamo quello in alto (segnavia gialli) lasciandolo dopo 50 m per scendere attraverso una radura, in fondo, a sinistra, per il sentiero che sbuca su una carrareccia, scendiamo fino alla partenza della seggiovia delle Roches, per le piste da sci ci abbassiamo fino a Les Tavins e alla nazionale N57 che percorreremo in salita per 400 m, a destra, una strada di campagna ci farà risalire fino a Jougne.

Dalla chiesa del paese scendiamo fino alla cappella di Saint-Maurice. Attraversiamo il ruscello proprio di fronte e, dopo 300 m, a sinistra, uno sterrato sale a Entre les Fourg. Dietro alla formaggeria scendiamo alla strada che seguiremo a sinistra fino a Jougne. Saliamo verso destra al villaggio e per il sentiero GR a Métabief.

Torno a dire che questi luoghi sono molto adatti alla pratica della MTB e se voleste soggiornarvi per una vacanza non sarete delusi dalla varietà dei percorsi. In loco potrete procurarvi le splendide cartine del I.G.N. (Istituto Geografico Nazionale francese) aggiornatissime con indicati i percorsi in VTT! (Vélo Tout Terrain che come avrete capito significa mountain bike). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La leggenda del santo bevitore

Un ricordo spiritoso (spirito=alcool...) che ho di questi luoghi è quello della nascita del soprannome Peppiniello per l’amico Raffaele.

Con gli amici eravamo andati ad assistere ai mondiali di MTB, una sera Raffa, forse un poco ciucco, mi aveva raccontato, confusamente, che nel camper vicino al suo aveva visto uno strano tipo che gli era sembrato simpatico e che aveva, forse, sentito chiamare Peppiniello.

Data un’occhiata al camper mi sono accorto che era quello di un mio fornitore di Varese (allora avevo il negozio Good Bike) che un poco strano era, ma non si chiamava di certo Peppiniello e neppure Peppino o Giuseppe ma Roberto..

Maligno come sempre, visto lo stato alterato dall’alcol dell’amico, in verità spalleggiato da tutta la combriccola, ho detto che lo conoscevo e che si chiamava davvero Peppiniello e che era terrunciello!

A questo punto Raffa ha cominciato a bussare al camper ed a chiamare: "Peppiniello! Peppiniello!" a gran voce senza ottenere, ovviamente, risposta e continuando a disturbare per buona parte della notte. 

Quelli del camper, forse un poco spaventati non hanno mai risposto e sono stati rintanati, fuggendo senza dire nulla al mattino presto. Il conoscente di Varese non ha mai accennato a questi fatti, ed io non ho chiesto niente, ma a Raffaele, per proprietà transitiva, è rimasto il nome Peppiniello!     

Difficoltà

I principianti impiegheranno proficuamente una mezza giornata, gli esperti meno, ma saranno entrambi soddisfatti.

[1]Per gli amici sciatori: mi raccomando in Francia si dice "faire du ski, skier" e non "scier" che vuol dire tutt’altra cosa!

Provate a dire e poi cercare di tradurre "La grande-mère d’Ade va scier au bord du lac!" Una metonimia o meglio una sineddoche  bilingue che si capisce bene solo dopo attenta riflessione!

Questo gioco di parole italo-francese era uno scherzo abituale nella mia famiglia, come si dice ora, allargata.

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