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IL LAGO DI MERGOZZO ED IL MONTORFANO: introduzione

La descrizione di questa gita risale agli anni novanta: era stata preparata per un’eventuale pubblicazione su qualche rivista del settore, non mi sembra sia stata accettata, resta in ogni caso una valida e facile escursione per tutti, vedi introduzione alla ciclosofia o le leggi o un mo(n)do nuovo...he, he, he!

A pochi chilometri dal conosciutissimo Lago Maggiore, verso la Val Ossola, c’è un piccolo lago che prende il nome dall’unico paese affacciato su di esso: Mergozzo.

Questo specchio d’acqua di minime dimensioni si è staccato, abbastanza recentemente, dal Maggiore a causa dell’apporto di sedimenti da parte del fiume Toce, che sfocia a poca distanza dalla meta della nostra gita (da notizie storiche sembrerebbe che la zona paludosa tra i due laghi abbia cominciato ad interrarsi nel XIV secolo).

Guardando dal paese verso il lago, alla nostra destra, vediamo un monte, non molto alto, completamente coperto d’alberi: si tratta del Montorfano, così detto perché si erge isolato, solitario.

La folta vegetazione che lo copre da questo lato può trarci in inganno riguardo al suo vero aspetto: esso è un unico grande blocco di granito. Numerose cave sono, infatti, visibili sulle altre pendici. Questa magnifica pietra è sfruttata da moltissimi anni: ora con relativa facilità per mezzo di moderne attrezzature, un tempo con grande difficoltà grazie all’ingegno e alla dedizione d’innumerevole manodopera.

Il granito bianco di Montorfano è stato ed è usato, oltre che per l’edilizia residenziale e per macine da mulino, anche per la costruzione di celebri monumenti: tra questi le colonne della chiesa di San Paolo fuori le mura in Roma. Per far giungere questo pesante carico nella Città Eterna sono occorsi molti mesi di navigazione attraverso fiumi e laghi (Toce, Verbano, Ticino, Po), tre mari (Adriatico, Ionio, Tirreno) per poi risalire il Tevere fino al luogo di destinazione: un trasporto eccezionale per quei tempi!

Sul versante ad EST, non visibile dal fondovalle, quasi volesse rimanere celato a sguardi indiscreti, troviamo la frazione Montorfano del comune di Mergozzo, ora abitata stabilmente da meno di 20 persone, un tempo anche da oltre 200 che si dedicavano prevalentemente all’estrazione ed alla lavorazione della pietra: i "PICA SASS".

  

Resti di vecchi attrezzi da cava

Ultimamente, anche grazie alla disponibilità d’italiani e stranieri che hanno riscoperto la bellezza di questo antico borgo, esso è rinato a nuova vita; vi fervono lavori di ripristino d’antichi angoli caratteristici: cortiletti, fontane, scalinate, abitazioni, acciottolati.

Tradizionale

Trattoria

"Belvedere" 

TELEFONO 0323 80134 

SKYPE GIUSE.ODDO

RINGRAZIO PER LA CARTINA L'AUTRICE MARTINA MERLO E VI INVITO A VISITARE IL SUO BEN FATTO SITO:

WWW.MONTORFANO.ORG

 

Una vecchia "strusa" o "lizza"

E’ un vero peccato che l’amministrazione pubblica non intervenga più decisamente per imporre l’abbattimento di tettoie abusive e l’occultamento completo delle linee telefoniche ed elettriche veramente inestetiche nel contesto storico ed architettonico descritto.

La chiesa di San Giovanni Battista, recentemente restaurata, è un gioiello dell’arte romanica. Ha pianta a croce latina con tiburio ottagonale ornato da archetti pensili, naturalmente è costruita in granito bianco del luogo con copertura in beole. All’interno possiamo ammirare un’antica vasca battesimale ad immersione che faceva parte di una preesistente basilica paleocristiana i cui ruderi sono, in parte, visibili all’esterno con resti di tombe antiche e medioevali.

Fine introduzione: continua con percorso IL LAGO DI MERGOZZO ED IL MONTORFANO