Cicogna, ad una ventina di chilometri da Verbania, è l’ultimo avamposto abitato tutto l’anno, poche decine di persone, verso la sperduta Val Grande. Molto tranquillo durante la brutta stagione si anima durante l’estate per il ritorno dei vecchi paesani che vi trascorrono le vacanze. Fino a pochi decenni fa le persone residenti erano molte di più, vi funzionava la scuola e il parroco vi risiedeva stabilmente.
Due vedute del caratteristico lavatoio comunitario all'inizio della frazione
Una specie di leggenda metropolitana (il racconto di un fatto verosimile dato come realmente accaduto ma di cui non si conosce la fonte, né sono controllabili i personaggi né le situazioni descritte spesso ridicole, pruriginose o macabre) narra che uno degli ultimi Parroci (fine anni sessanta) era solito scendere ad Intra al mercato del sabato per vendere le uova prodotte in paese e le pubblicizzava gridando: "Uova di Cicogna! Uova di Cicogna!" e poiché, oralmente, non si sentono le maiuscole, poteva sembrare che si trattasse di uova di cicogna. Fu frainteso da qualche sprovveduto che sembra lo abbia denunciato per frode in commercio poiché dalle uova erano nati dei comuni pulcini di gallina e non le sperate cicogne![1]
Percorso
Si può raggiungere
il paesino in due modi: per la stretta stradina asfaltata che da Santino,
Rovegro, Galleria di Ponte Casletto porta alla meta della nostra gita con un
percorso molto facile adatto anche alle famiglie oppure per esperti "con il
pelo sullo stomaco" da Cossogno, più precisamente dal Santuario di "In
Oca" attraverso l’antica mulattiera in parte franata attraverso Miunchio,
passando sotto Nolezzo per giungere a Ponte Casletto.
Quest’ultimo itinerario è molto spettacolare per
gli arditi passaggi nella stretta valle del San Bernardino e per le graziose naturiste
che, nel periodo estivo, si bagnano e prendono il sole al torrente nei pressi di
Miunchio. Parto dal presupposto, spero errato, che il mio lettore sia di sesso
maschile, le ragazze potrebbero essere interessate ai "graziosi? naturisti!"
Vi ammannisco il solito raccontino autobiografico
Qualche anno fa mi
ero recato con la famiglia e gli amici, appunto, a prendere il sole al torrente.
Mio cognato che allora era un ragazzino di circa 10 anni ad un certo punto, dopo
essersi reso conto che quasi tutte le ragazze presenti erano completamente nude
esclamò: "Adesso ho capito perché questo posto si chiama San Bernardino, con
tutte le "bernarde[2]"
che ci sono..."
Consiglierei l’andata per asfalto ed il ritorno, senza assumermi nessuna responsabilità per la pericolosità, per la mulattiera.
Da Cicogna è possibile giungere a Pogallo portando a spalla per lunghi tratti la bici: una cosa possibile non è detto che sia anche divertente... forse è meglio fare una passeggiata a piedi senza l’impaccio della MTB.
Conosco anche persone
che hanno attraversato la Val Grande, dalla Valle Loana fino a Premosello,
portandosi la bici...disgustorama! A parte la soddisfazione di pedalare per un
breve tratto o di effettuare qualche discesina in un terreno incontaminato è
un’esperienza che vivamente sconsiglio; il recar con sé la MTB per un qualche
tratto è giustificato, secondo me, dalla bellezza della discesa che ci aspetta
o dalla necessità di compiere un percorso ad anello, in ogni caso il cammino a
piedi o bici in spalla non deve, per un sano divertimento, in alcun modo
superare il 50% del tempo impiegato per compiere l’escursione.
Integrazioni e variazioni
Strane iscrizioni e graffiti nei pressi di Cossogno
Da In Oca o Cossogno è possibile la
traversata sul ponte cosiddetto romano verso Rovegro, più pedalabile nel
senso opposto: da ammirare l’antica opera e la forra sottostante.
Altri brevi itinerari in discesa ci portano in questa valle: dall’Oratorio di Santino, a pochi tornanti da Bieno sul nastro d’asfalto che sale verso Ompio, appena dietro la chiesa, parte un bel sentiero che si trasforma poi in mulattiera verso Santino (percorso già consigliato nel giro del Monterosso).
Poco più in alto, inoltre, un sentiero sulla destra, all’inizio poco visibile, in alcuni punti pericoloso, giunge a Rovegro.
Bella fontana nell'abitato di Rovegro
Dalla Cappella di Erfo, dopo i molti tavoli per
pic-nic, un evidente sterrato, che poi quasi sparisce, ci farà, prestando attenzione, arrivare
anch’esso a Rovegro.
Difficoltà
Per tutti per la parte del percorso che porta a Cicogna, per esperti il resto.
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[1]
Tradizione orale e cenno su "Val Grande ultimo paradiso" di Teresio
Valsesia Edizioni Alberti Intra.
[2] Questa espressione gergale dovreste conoscerla: se non la conoscete cliccate qui!
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