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Nell'antica Cina la scansione del tempo era accompagnata da un'infinità di differenti azioni rituali; questa sembra essere l'origine dei "rami" che precedono la comparsa, con l'ingresso del buddhismo nel Paese, dei 12 animali dello zodiaco.
L'astrologia cinese non deriva quindi dall'osservazione del cielo, azione riservata agli astrologi di corte e interdetta a tutti gli altri, ma da computi numerici del tempo. La leggenda poi si arricchisce del gusto popolare del racconto e dice infatti che ai 12 animali fu assegnato dal Buddha il governo del Grande Anno, un ciclo temporale di 60 anni. Gli animali sono solo 12, ma governano ben 60 anni perché si associano a 5 elementi: il legno, il fuoco, la terra, il metallo e l'acqua.
Il bestiario zodiacale si compone quindi, ancor oggi, dei 12 animali del racconto buddhista, secondo il quale Sakyamuni, appena prima di entrare nel Nirvana e raggiungere l'illuminazione, pare chiamasse a raccolta tutti gli animali per un estremo saluto. I primi dodici accorsi furono premiati ricevendo la signoria di un anno, in un ciclo destinato a ripetersi per ben cinque volte, sotto la signoria dei cinque elementi della cosmologia locale. Ogni animale è diventato un segno: dà le caratteristiche che gli sono proprie all'anno e ai nativi dell'anno, ma la miscela con i cinque elementi arricchisce l'oroscopo. Attenzione! Ogni segno (animale e elemento) dura da un capodanno all'altro; dato però che il capodanno cinese è basato su un calendario lunare, può cadere anche parecchi giorni dopo il nostro.