IL DIAMANTE CODALUNGA DA ESPOSIZIONE "STANDARD"

(Poephila acuticauda)

Testo di Ivo Ginevra

Foto Alcedo

Pubblicato su Alcedo n. 10 anno 2003

La fauna australiana ha nel Diamante coda lunga uno dei suoi esemplari più tipici e addirittura più belli che un allevatore di Estrildidi possa desiderare. Questo splendido Poephila non crea assolutamente alcun problema per quanto riguarda il suo mantenimento in cattività o la sua riproduzione,  pertanto in questa nota non starò a scrivere niente di tutto ciò; oggi voglio semplicemente richiamare l'attenzione sullo standard, partendo dalla considerazione che più sono i disegni ed i colori che deve possedere un soggetto, più sono le difficoltà espositive che si presentano. Infatti, un attento osservatore od un giudice andrà subito a guardare nei punti critici e gioco forza potrà tranquillamente emettere la sentenza; quindi, affinché si abbiano dei buoni verdetti non occorre soltanto conoscere i giusti criteri di valutazione degli uccelli ma, anche e soprattutto, saperli esaminare con attenzione ed umiltà, perché solo quest'ultima è la componente essenziale e necessaria per far crescere l'allevatore .... ed anche l'uomo che è in lui. Rimandando, quindi, l'allevatore per l'apprendimento dell'umiltà allo studio dei precetti di vita sciorinati dagli appositi educatori, staremo qui semplicemente a descrivere lo standard del Diamante coda lunga applicato della Federazione Ornicoltori Italiani, analizzando singolarmente le voci che lo compongono e cioè la forma, la proporzione, la taglia, il disegno, il colore, il piumaggio, il portamento e le condizioni generali.

LA FORMA, LA PROPORZIONE E LA TAGLIA

Una considerazione particolare deve porre l’allevatore nella selezione del Diamante codalunga, proprio alla coda. E' già esplicito capire dal nome di questo diamante, che la coda è una delle principali voci di giudizio. Le due timoniere centrali devono addirittura misurare 9 cm., mentre le restanti penne hanno una lunghezza totale di 5 cm.. Il resto del corpo deve avere una misura d'altrettanti 9 cm. Quindi, riassumendo, la lunghezza complessiva ideale di questo soggetto è di 18 cm. equamente divisa a metà fra corpo e coda. Chiaramente è un difetto da penalizzare una coda troppo lunga o troppo corta. La forma deve esprimere nell’insieme, armonia e robustezza specialmente nelle parti superiori, mentre nelle zone inferiori in modo particolare nel ventre, è sempre da preferire un aspetto molto affusolato.

Diamante codalunga da dietro con scarso calzone

Guardando il Codalunga frontalmente, questo deve esprimere nella parte testa-collo-petto, una buona possanza; infatti, per la testa è obbligatoria una forma trapezoidale ben piantata sul collo, con una base abbastanza larga rispetto al vertice e deve essere sporgente in avanti esprimendo fierezza. Il petto si presenta piuttosto arrotondato e pieno, conferendo al poephila un'impressione d'ottima salute. Se poco sviluppato o sporgente o addirittura eccessivamente largo subisce una penalizzazione da parte del giudice; stessa penalità è riservata ad un soggetto con il collo piccolo o corto. Gravissimo ed irrimediabile difetto è quello di possedere un collo stretto. Anche la testa piatta contribuirà a svalutare il codalunga. Per il resto, terminando il discorso sulla forma - proporzione - taglia, non scordiamoci che le ali non devono essere troppo lunghe rispetto al corpo, e che il ventre non si deve assolutamente presentare di forma tondeggiante e ciò grazie alla tendenza naturale del codalunga di appesantirsi di grasso.  

IL DISEGNO

I disegni distintivi di questo splendido diamante australiano sono quelli marcati e tipici dei Poephila. Infatti, anche i suoi cugini Diamante bavetta e Diamante mascherato hanno gli stessi tratti distintivi, e cioè la bavetta, le redini, il calzone. Nel diamante codalunga, la bavetta è più estesa possibile con forma trapezoidale ed assolutamente ben disegnata; i suoi cugini, invece, la possiedono più piccola, come nel caso del Diamante bavetta. Che la bavetta sia nettamente disegnata e più estesa possibile, è un requisito essenziale. Altro segno distintivo sono le redini, precisamente quella fascia che congiunge l'occhio con la parte superiore del becco. Queste devono essere qnch'esse ben nette, delineate e marcate. Viceversa, sottili o peggio interrotte, andranno a penalizzare notevolmente l'estrindide che, oltre a perdere una delle parti caratteristiche del proprio disegno distintivo, perderà completamente il fascino di mistero che questa striscia sa esprimere. Terzo elemento distintivo è il calzone, così chiamato parafrasando il capo tessile adoperato dall'uomo: infatti coprirà la gamba e contribuirà a fare una forma slanciata al ventre, o ad appesantirlo se quest'ultimo è grasso. Così come le redini e la bavetta,dev'essere ben delineato e più largo possibile. Vale anche per questo la penalità se la forma è sottile, sfumata, non simmetrica o peggio irregolare. Un pregio particolarmente ricercato e che spesso dai più viene scambiato per difetto, è quel sottile filo bianco che compare simmetricamente nelle remiganti esterne del diamante codalunga. Altro pregio da considerare particolarmente, ma anch'esso scambiato per difetto, è una macchia bianca e simmetrica che riguarda le due timoniere esterne. Anche la separazione tra il dorso e la nuca deve essere, come tutti i disegni di questo diamante, ben netta e delineata.

IL COLORE

Diamanti codalunga a confronto

I colori del diamante codalunga vanno dal nero al bianco, dall’azzurro al ruggine, variano quindi interessando  sia i  lipocromi che le melanine, le eumelanine e le feomelanine. Rigorosamente nero smagliante e uniforme sarà il colore della bavetta, del calzone, delle redini, della coda e  dell’occhio.La testa esprimerà un colore azzurrastro splendente dove risalterà un becco giallo nel diamante ancestrale, o rosso corallo nella sottospecie HEKI. Il petto ed il ventre avranno  una colorazione uniforme e violacea, consentendo di far risaltare ancora di più il nero brillante della bavetta e dei calzoni. Il dorso partendo da un color ruggine particolarmente scuro andrà a fondersi con il grigio-marrone scuro delle ali. Il sottocoda ed il basso ventre saranno di colore biancastro.Le zampe saranno di un bel colore rosso corallo in pandane con il becco, anch’esso di questo colore nella varietà HEKI, mentre di un colore rosato nella specie ancestrale a becco giallo.Le femmine, generalmente hanno dei colori meno luminosi rispetto ai maschi con un colore leggermente più carico  nella zona delle guance e del vertice.Il codione è di un bellissimo bianco candido.

IL PIUMAGGIO

Particolarità dei diamanti australiani in genere è quella di avere un piumaggio abbastanza serico, aderente al corpo e molto consistente, specialmente nelle zone dove si estrinseca il disegno. Anche il codalunga possiede queste particolarità del piumaggio. Infatti, è uno di quei pochi uccelli da gabbia che non ha le classiche sbuffature ai fianchi e nel sottocoda, anche se ultimamente si cominciano a vedere, purtroppo, dei soggetti con queste sbuffi fuoriuscenti dalle ali. Una particolare attenzione merita, come già detto prima, la coda del nostro estrildide con le sue due caratteristiche timoniere centrali larghe e robuste nella parte iniziale e centrale e di ” buona consistenza” fino agli apici. E’ ammessa anche una leggera rialzatura in alto di quest’ultime nella parte finale. Assolutamente da scartare i soggetti con una coda sfilacciata o striminzita e particolarmente sottile nella parte finale. Una coda con timoniere troppo sottili o diseguali è chiaramente da penalizzare e la penalità sarà grave se mancherà una o peggio ancora ambedue le timoniere centrali.

IL PORTAMENTO

Diamante codalunga che presenta la tipica spiumatura causata dalla femmina pronta per la cova

La natura di questo Estrildide è piuttosto vivace, e deve al giudizio presentarsi piuttosto sveglio, attento, saltellando da un posatoio all’altro. Un codalunga che si mostra particolarmente nervoso aggrappandosi alle sbarre della gabbia per l’eccessivo nervosismo è un soggetto da penalizzare, così come se mostri un atteggiamento sonnolento con il ventre poggiato sul posatoio. L’ideale è quello di manifestare una figura protesa in avanti, con uno sguardo attento a tutto ciò che lo circonda alternando una posizione di 45 gradi sulla bacchetta, a momenti che esprimono fierezza levandosi con la testa e con il petto verso l’alto e tenendosi ben saldo al posatoio con le zampe parallele.

CONDIZIONI GENERALI 

La pulizia e la salute sono richieste per tutti gli uccelli da gabbia, d’altronde è inconcepibile vedere in una gabbia da esposizione  un soggetto gonfio, “ appallato “ o particolarmente sporco. Il nostro diamante codalunga di per sé è un animale che, dotato dalla natura di un piumaggio serico e brillante, difficilmente si vede in condizioni dimesse, tuttalpiù potremo vederlo con qualche penna rotta, sciupata, ma in ogni caso, le timoniere centrali devono presentarsi usurate o spezzate. Stesso discorso vale anche per le penne dell’ala, che non devono esprimere un senso di trascuratezza con delle sfilacciature laterali dovute allo sciupìo. Sia le zampe che il becco non devono assolutamente presentare scagliosità .  Il becco non deve avere la parte superiore più lunga di quella inferiore, e le due parti  devono unirsi perfettamente.

L’attento allevatore al fine di evitare stupide penalità nelle condizioni generali, deve per tempo preparare il soggetto alla mostra, tirandogli le penne rotte o usurate e facendo sì  che queste ricrescano ben pulite, somministrando l’acqua per il bagnetto quotidianamente. Inoltre, taglierà per tempo le unghie troppo lunghe ed il becco che nella sua parte terminale superiore è un po’ più cresciuto rispetto a quella  inferiore.      

Il diamante codalunga, essendo tra l’altro un animale abbastanza prolifico, se allevato bene e ben selezionato è in grado di dare all’allevatore innumerevoli soddisfazioni alle mostre ornitologiche perché riesce sempre, con i suoi colori sobri, i disegni marcati ed il suo portamento fiero ed attento,  ad impressionare favorevolmente sia il giudice che il distratto visitatore della esposizione.

Ivo Ginevra

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