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Radici
e ...
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Le radici costituiscono la parte più importante di una pianta, per non chiamarla la parte fondamentale. Molte volte per ottenere un risultato immediato trascuriamo la parte "nascosta" della pianta. Invece non deve essere così. La parte bassa del tronco, dove si dipartono le radici, deve essere curata rinvaso dopo rinvaso e qui ne scoprirete il perché. Una
particolare cura nella costruzione del bonsai deve essere dedicata alla
impostazione di un buon apparato radicale. il
primo è quello estetico, che riguarda la parte visibile di radici alla
base del tronco, quello che i giapponesi chiamano NEBARI il secondo, non
meno importante del primo, è quello funzionale. Per
quanto riguarda l'aspetto estetico, è considerata una buona
disposizione quella che si presenta così:
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| Le
radici devono affondare dolcemente nel terreno senza lasciare
antiestetici vuoti; devono suggerire all'osservatore un senso di
stabilità dell'albero. Riguardo l'aspetto funzionale, che deve essere
efficiente al massimo, lo scopo da raggiungere è quello di
ridimensionare i condotti di trasporto dell'acqua, accorciandoli per
eliminare durante i trapianti quelli troppo vecchi. Ciò serve per avere
piccole radici, quelle che effettivamente assorbono attraverso i peli
radicali nelle immediate vicinanze della base del tronco per poter
essere contenute nel vaso.
Vediamo
come si può presentare l'apparato radicale del materiale di partenza e
che quindi non ha ancora subito interventi.
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| Nel
caso non ci siano radici secondarie nelle immediate vicinanze del
tronco, cioè all'inizio del fittone, l'operazione di accorciamento del
fittone dovrà essere eseguita in due tempi asportando gradualmente
differenti porzioni di radici, per dare la possibilità all'albero di
ricostruire le radici secondarie. Nel caso che la radice a fittone sia doppia o si divida nelle immediate vicinanze del piede dell'albero, possiamo considerarci più fortunati. Possiamo infatti accorciare drasticamente una delle due radici, mantenendo la seconda per un anno o due sino a quando un sufficiente numero di radici si sia sviluppato. |
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| Chiaramente
nel lavoro di ricostruzione dell'apparato radicale, a differenza della
parte aerea che può essere tenuta costantemente sotto controllo durante
tutta la stagione vegetativa. si può intervenire e correggere solo una
volta all'anno al momento del rinvaso in primavera prima che la pianta
entri in vegetazione. Durante i primi trapianti e rinvasi dell'albero è bene disporre di radici orizzontalmente a raggiera in modo che sin dall'inizio si sviluppino nella posizione corretta. Durante i successivi rinvasi dovremo agire di più con la potatura su quelle radici che vanno verticalmente verso il basso e lasciare quelle che crescono orizzontali. Più ramificazioni secondarie ci sono sulle radici disposte a raggiera più queste ingrosseranno. Infatti se si applica una regola potremo dire:più scorre linfa, più le fibre aumentano e più aumenta il volume delle radice. Come al solito le regole sono fatte anche per non essere rispettate. Può capitare che un bonsai sia bello anche se non ha una disposizione delle radici perfette e nel suo particolare contesto, anche in assenza di radici visibili la pianta può essere attraente e interessante. Con semplici esempi cerchiamo ora di riassumere i punti fondamentali affrontati finora per rendere accettabile esteticamente il nebari. L'apparato radicale all'interno del vaso dovrebbe essere distribuito in modo equo in tutte le regioni del contenitore e le radici stesse dovrebbero crescere equidistanti tra loro. E' consigliabile approfittare quindi del momento del trapianto per potare e diradare le radici.
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| Molte volte, quando le piante non sono giovanissime e soprattutto quando si tratta di conifere, è molto difficoltoso sfaldare completamente il pane radicale e quindi non è consigliabile farlo. In questi casi è preferibile asportare la porzione periferica con un grosso coltello trancia radici, oppure tagliare degli spicchi, alternando i punti di intervento negli anni, in modo da operare una rotazione. In questo modo si riesce ad asportare parte delle radici alleggerendo la zolla e a creare nello stesso tempo lo spazio per il ricambio del terreno, il tutto senza alterare troppo gli equilibri dell'albero. |
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