bsuiseki
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La parola SUISEKI è formata dagli ideogrammi SUI (acqua) e SEKI (pietra). In origine si chiamavano SANSUI-SEKI, cioè pietre paesaggio, ma, alla fine, la forma abbreviata SUISEKI è prevalsa.
I Suiseki sono piccole pietre formatesi naturalmente e modellate dalla natura. Ammirate per la loro bellezza e la capacità di suggerire uno scenario naturale destando le più disparate sensazioni. Possono rievocare montagne, isole, cascate, animali e paesaggi. In sostanza la forma è strumento di suggestione, di ricordi, di pensiero e di immaginazione. La struttura della pietra non deve essere modificata. L’uomo deve limitarsi a pulirla ed a valorizzarla ponendola o su una base di legno intagliata che deve aderire alla pietra, oppure collocandola dentro un Suiban, vassoio basso e senza fori riempito con sabbia, acqua o entrambi. L’arte del Suiseki è nata in Cina ed è stata introdotta in Giappone nel 15° secolo dai monaci buddisti. Dopo la seconda guerra mondiale si è diffusa in Occidente e in tutto il mondo. Accolta con favore da tutti gli animi sensibili ed artistici, pur nella diversità della concezione occidentale rispetto a quella orientale, ha trovato cultori di rilevanza internazionale anche in Italia. Collezionisti italiani hanno riscosso notevoli successi in occasione di varie mostre che si sono tenute in Giappone.
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