Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

bfilo

      

Per aiutare i nostri bonsai ad avere una forma particolare, consiste nella legatura con filo metallico attorno al tronco, rami e rametti. Vengono usati solitamente tre tipi di metalli: rame, ferro e alluminio. Il più usato è il rame, seguito dall'alluminio e infine dal ferro, ormai caduto in disuso. Questa tecnica viene usata solitamente per correggere o per dare una impostazione alle piante dove non possiamo agire solo con potature e non vi sia crescita di rami nella posizione da noi voluta, il filo ci aiuta per raggiungere una corretta formazione del nostro bonsai.


 

     
Prima di dare esempi di legatura vorrei sfatare alcune dicerie sui bonsaisti. Viene detto da alcuni che siamo i torturatori delle piante. Dal loro punto di vista, l'ignoranza (la non conoscenza), forse non hanno tutti i torti. Ma riflettiamo bene. Avete mai sentito parlare della legatura delle viti (quelle che fanno l'uva)? E delle legature pei peri, meli, peschi.... e altri?
 Mi sembra di aver detto tutto.


Tronchese "troncafilo"

     

L'occorrente

   Per la legatura della ramificazione della pianta e del tronco, occorrono diversi spessori di filo che vanno da circa sei mm. il più grosso fino a 0,7mm. La scalatura va da 1 mm a 0,5mm rispettivamente dal più grande al più piccolo. (6--5,5--5--4,5)
Per avvolgere il filo intorno ai rami e al tronco occorrono delle precauzioni; bisogna munirsi di rafia, pinze, tronchesi e uno spruzzatore d'acqua

     

Prima di cominciare

Prima di iniziare a legare la nostra pianta è essenziale fare un disegno di quello che dovrà essere l'aspetto finale. Non occorre che il disegno sia un affresco o una pittura, l'importante è che noi stessi capiamo ed eseguiamo quello che abbiamo disegnato. Oltre al disegno bisogna attenersi un po' alle regole per avere un simpatico bonsai. I disegni della pagina delle potature ci possono aiutare. L'aspetto della pianta deve essere piuttosto triangolare e non importa che sia un triangolo isoscele o triangolo rettangolo, l'importante è che la struttura finale non esca dall'ipotetica figura geometrica.

 

     
Cominciamo.......

......dal basso. La legatura si applica dal basso verso l'alto e dall'interno verso l'esterno.  Dopo una spruzzata d'acqua sulla ramificazione e sulla rafia, si avvolgerà, a spire soprammesse, la rafia ben tesa, la quale dovrà essere avvolta per lo stesso senso in cui avvolgeremo il filo. E' un errore avvolgere la rafia in senso orario per poi applicare il filo in senso antiorario.

 
     

Antiorario o orario.....

.....se deve tornare indietro o se deve andare avanti. L'avvolgimento del filo implica anche una torsione del ramo che ci accingiamo a legare. Se per esempio abbiamo un rametto terziario posizionato alle ore 10, legando il ramo in senso antiorario questo lo troveremo alle 8 e anche meno a seconda delle spire eseguite. Se lo vogliamo rimettere al suo posto dobbiamo fare una torsione del ramo che implica un allentamento delle spire e uno sforzo inutile. E' meglio, in alcuni casi, fare in modo che vada alle 2 o le 3, girando il filo in senso orario il quale avrà la rafia avvolta per lo stesso senso.

 


Esempio di pessimo avvolgimento del filo. Sono stati avvolti piccoli rametti.

     

Le spire

Le spire non sono altro che i "giri" del filo metallico. Non dovranno essere troppo fitte e neppure troppo larghe, neppure troppo strette o troppo lente. Devono avere un'inclinazione rispetto al ramo di 45° . Le stesse spire fatte con del filo grosso dovranno lasciare il posto al filo più piccolo per legare i rametti più esili.

 


Quello che potrebbe capitare, dopo un anno, senza togliere il filo

     

Le misure da misurare

Di solito, salvo alcuni casi di cui poi l'esperienza ci fa "maestri", il filo non dovrà essere più piccolo di un terzo dello spessore del rametto da legare. Nelle misure date del filo quello di 6mm è il più difficile da avvolgere attorno al tronco o ramo data la sua consistenza. Fare molta attenzione, tenere ben saldo con una mano il tronco e via via che si sale si dovrà accompagnare il movimento con il pollice della mano trattenitrice. I tronchetti di oltre 3 cm. di diametro non è per niente facile piegarli, neppure con il filo. Bisogna escogitare un'altro sistema. Eccolo. dopo avere messo la rafia, tagliare quattro pezzi di filo più lunghi del pezzo che vogliamo piegare; avvolgere anche questi con della rafia equidistanti tra loro aderenti allo strato sottostante di rafia, avvolgere il filo attorno al ramo o tronco e cominciare a piegare dalla parte voluta solo con le mani senza l'aiuto dei pollici. E' un'operazione da eseguire con cautela, in più riprese a distanza di qualche giorno per evitare lo sfibramento dei tessuti. E' molto difficile spiegare ai diffidenti che così la pianta non soffre molto.

 



Metodo per legare tre rametti secondari. Notare la parte centrale che è il proseguimento della legatura del ramo primario

Quando si avvolge il filo?

In teoria il filo si può avvolgere in tutti i mesi dell'anno, ma, salvo pareri discostanti tra loro, è preferibile avvolgere i rami in autunno inoltrato a una condizione: che il filo sia avvolto con cura e con la dovuta cautela, dopo aver somministrato una buona dose di insetticida e piegare i rami meno del desiderato per il semplice motivo che la linfa circola in misura molto ridotta e una sfibratura metterebbe a repentaglio il ramo trattato. Quando, agli inizi di primavera, la linfa comincia a gonfiare le gemme è il momento di accentuare la piegatura  ma è essenziale togliere il filo dopo una settimana dando alla pianta la possibilità di distribuire la linfa senza ostacoli. Si può riavvolgere il filo in altra posizione dopo una quindicina di giorni senza trattenerlo più di un mese o due a secondo dell'essenza trattata.
Questi sono i miei pareri, ogni bonsaista adotta i propri metodi e stagioni.

 


E' indispensabile il filo?

Per certe piante il filo è indispensabile ma per altre è inutile. Se vogliamo dei Bonsai dall'apparenza molto vecchia direi di si, ma se vogliamo dei Bonsai "leggeri" direi che dei pesi o tiranti fanno al caso nostro.

I tiranti? I pesi?

Anche dei dadi in ferro possono essere dei pesi che aiutano a piegare in modo naturale i rami di una pianta ma fino a un certo punto. Se il ramo è piuttosto consistente all'attaccatura del tronco sarà molto difficile dare una forma naturale, sembrerà un arco. Nel caso sia di dimensioni ridotte il compito è più facile. Si agirà in due tempi: prima i tiranti poi i pesi. Il tirante sarà posizionato (legato) a metà del ramo, protetto in modo che il filo non penetri sotto la corteccia, e legato al bordo del vaso. In seguito saranno applicati dei pesi fino a raggiungere la posizione orizzontale del ramo.  

 

 


Metodo di legatura di due rametti contrapposti. Si usa per allontanare o avvicinare i rametti tra loro. Per piegature diverse dalle dette potrebbero oscillare e non fare forza




Freenetitalia Banner Exchange

 

 

 


| home | Firenze | Bonsai | a Tavola | Galleria foto | Bambini | Midi | LInks | Io e...voi |Scrivi  

| Storia | club toscani | eventi e mostre | Club di Firenze | Per cominciare | Piante | Fisiologia | Radici |
| stili e rinvasi | Il filo | Prevenzione | Da fare | La pianta del mese | Riproduzione | Margotta | talea |
| Seme | Propaggine | Innesti | I pionieri | Chi sono | suiseki | Arte e.. |