bessenza
la pianta del mese ![]()
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In questa pagina cerco di consigliare
il sistema per coltivare alcune varietà di piante, alcuni accorgimenti,
esperienze personali e di amici bonsaisti. Ognuno è libero di seguire o meno tali consigli.... ma se quanto scritto contribuisce a salvare il vostro bonsai.... Traete voi le conclusioni
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| In questa pagina: | Olivo | Acero | Olmo | Ficus | |||
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Biancospino | ||||||
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(maggio) Azalea |
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| Gennaio___
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E' la pianta che contraddistingue il centro Europa. Pianta dalle svariate leggende e di grande impatto naturale. La Puglia ha nel suo patrimonio naturale esemplari unici di olivi secolari
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| OLIVO (olea
europaea)
Per ottenere un bonsai di olivo il materiale di partenza è molto importante, ha un accrescimento lentissimo ed è molto longevo. E’ una pianta robusta che sopporta bene tagli e potature. Le piante si possono acquistare in vivaio, si possono raccogliere in natura oppure se desideriamo un mame (piccolo bonsai) si può ottenere facilmente da talea. Le talee di olivo nelle nostre zone (centro italia) si fanno in estate e si usano rametti di uno o due anni. L’olivo, disseminato dagli uccelli, si trova
facilmente in natura. La raccolta si può effettuare nel mese di marzo. Il rinvaso si effettua in marzo-aprile. E’ molto importante un buon drenaggio nel vaso bonsai. Il terriccio deve essere composto da sabbia grossolana, terra argillosa e terriccio universale. Potatura: i rami grossi si potano in primavera, i piccoli durante il periodo vegetativo. Le malattie che possono colpire l’olivo sono la Rogna, la Fumaggine e il Cyclocomio (occhio di pavone – può provocare la defoliazione totale della pianta – compaiono prima delle macchie sulle foglie, tipo la decorazione della coda del pavone). Per queste malattie sono consigliabili dei trattamenti con anticrittogamici a base cuprica (rame) o poltiglia Bordolese. Esposizione: in pieno sole. In inverno teme il gelo intenso e prolungato, in questo caso si può riparare il bonsai in serra fredda.
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| Febbraio.......
Acero
Parlare degli aceri non è molto facile in quanto ci sono numerosissime varietà (circa 150) Mi limito a dire come si comporta la pianta e quali accorgimenti adottare. Le piante si possono ottenere da seme, da margotta, da talea, da innesto (vedi pagine inerenti a queste tecniche) oppure possono essere acquistate in vivaio. Le specie autoctone possono essere raccolte in natura procurandosi le autorizzazioni necessarie e tenendo conto della stagione idonea: in primavera prima che si aprano le gemme oppure in autunno. Tra tutte le varietà, le più idonee ad essere
coltivate a bonsai, cioè quelle che tendono per loro natura a produrre
foglie piccole sono, fra le
specie autoctone: l’acero campestre, l’acero monspessolanum o
minore, l’acero negundo. Nel caso di una pianta a cui si vuole asportare un
ramo, l'utensile deve essere ben pulito e disinfettato. Dopo
l'asportazione del ramo la "ferita" va cicatrizzata per
proteggerla da attacchi di batteri dannosi. Rinvaso Annaffiatura Pinzatura Se ancora non lo avete fatto tagliate quei rametti di
troppo prima che la vegetazione ve ne impedisca la visuale. Malattie marciume radicale, cocciniglia, oidio, afidi.
Proteggere gli aceri dal sole diretto in estate e dal gelo in inverno.
Altri dettagli nel prossimo aggiornamento:-)))
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| Marzo...... |
O l m o
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Gli amici..... che razza!!!! Molte volte si legge ".... tutti gli stili". Leggete cosa ha scritto un bonsaista con vent'anni di esperienza. Questo, è un vero AMICO.
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COSA NON SI DEVE FARE CON L’ OLMO Credo
sia molto facile raccontare storie d’olmi (Ulmus sp.) con il finale
positivo ed entusiasmante, perché è sicuramente una fra le specie più
generose sotto tutti i punti di vista: crescita rapida, radicazione
facile e veloce, adattabilità a molti tipi di terriccio, facilità ad
emettere ramificazione da tutte le parti, ridimensionamento fogliare
molto semplice, quasi naturale, adatta a molti tipi di stile. Adesso
non mi rimane che lavorare sulla parte aerea per tre o quattro anni,
dopo di che spero di ritrovarmi con una pianta rinnovata profondamente
nell'aspetto e degna di un’esposizione importante.
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E' una pianta che ama il caldo umido e
luoghi fortemente illuminati. Si può tenere in casa nei periodi
invernali (già da ottobre-novembre) purché lontano da sorgenti di
calore ma in posizioni luminose; annaffiare quando il terriccio di
superficie diventa quasi asciutto. Ha la crescita apicale (all'estremità del ramo) con getti piuttosto copiosi. I rami sottostanti, sia per luce limitata sia per la caratteristica appena descritta, stentano a svilupparsi adeguatamente. La cimatura, da aprile fino a tutto settembre, (lasciare una coppia di foglie) favorisce nuovi getti dalle gemme ascellari. Si nota un accrescimento più rigoglioso nella parte superiore. Per ovviare a che la pianta si sviluppi solo nella parte alta, la defogliazione viene in aiuto al rametto più basso. Infatti questo (uno o due al massimo) devono essere lasciati così come sono, anche se escono fuori dal disegno del bonsai. Si svilupperanno un po' e acquisteranno forza prima che le nuove foglie germoglino dai rami defogliati. Al momento della potatura, o della cimatura, dalla ferita fuoriesce un liquido bianco: la linfa. Se la ferita è piuttosto grande bisogna usare un cicatrizzante onde evitare la copiosa uscita del liquido linfatico, se, invece, la ferita è "lieve" basta uno spruzzo d'acqua piuttosto violento. Il ficus radica molto facilmente, provate a interrare i rametti potati in un terriccio la cui composizione sia molto vicina a quello della pianta "madre". Il risultato positivo non mancherà. Per la legatura dei rami usare filo protetto oppure avvolgere il ramo con della rafia. Il ficus ha la corteccia piuttosto delicata. Gli eventuali segni del filo sono difficili da mascherare.
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