Marco Vitruvio Pollione, famoso architetto latino, scrisse il celebre trattato "De architectura" in 10 libri, l'unica opera che ci permette di conoscere i metodi di costruzione degli antichi romani; ad essa si rifecero anche gli architetti del rinascimento. Visse nel 1° secolo a.C. Descrisse anche le proporzioni del corpo umano e Leonardo da Vinci le immortalò col seguente disegno che è stato anche riprodotto sulla moneta italiana da 1 euro:
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Nel 1882 Ferdinand von Lindeman dimostrò la trascendenza del
numero
e così si chiuse per
sempre la corsa alla risoluzione della quadratura del cerchio.
Ora il cerchio e il quadrato possono essere visti come archetipi
ma con un piccolo sforzo immaginativo scopriamo che la
"quadratura del cerchio" è nascosta nella figura
umana. Leonardo ha inscritto in un cerchio l'uomo con le braccia
alzate e gambe divaricate. Se invece si inscrive in un cerchio
l'uomo ritto e a braccia aperte scopriamo che l'area del cerchio
e del quadrato sono uguali! Forse Leonardo non ha voluto rivelare
in tutta la sua magnificenza la figura umana.
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Il cerchio o la sfera possono rappresentare lo spazio dove avviene la creazione ma anche l'inizio della vita attraverso una cellula, un uovo. Il quadrato ovvero il "quattro" è un denominatore comune della creazione come: Terra, Acqua, Aria e Fuoco - le quattro stagioni - i quattro punti cardinali - l'ora divisa in quarti - le quattro membra - le quattro cavità del cuore.
Da un punto di vista più sottile l'uomo oggi possiede il cosiddetto "quaternario inferiore", ovvero corpo fisico, vitale, emotivo e mentale. Il compito dell'uomo d'oggi consiste nell'acquisire un quinto elemento superiore o spirituale. Agrippa di Nettesheim, medico e astrologo tedesco (1486-1535), rappresentò questa conquista nel terzo dei suoi disegni, dove si vede l'uomo inscritto in una stella a cinque punte, invece nel suo primo e quinto disegno sono rappresentate le stesse posizioni dell'uomo disegnato da Leonardo da Vinci.
Ecco i sei disegni tratti dal libro "De occulta Philosophia Libri Tres" di Agrippa di Nettesheim, in seguito Rudolf Steiner ha dato parola a queste sei posizioni della figura umana:
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Un uomo è del tutto incarnato nella propria corporeità solo quando può raggiungere la posizione eretta e compenetrare volitivamente le muscolature del collo, del torace, del dorso e delle gambe.
l'animale per paura fugge o
aggredisce
l'uomo può anche pensare
e può appellarsi a forze spirituali
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