i sonetti di Giuseppe Gioachino Belli
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"Nel mio lavoro io non presento la scrittura de’ popolani. Questa lor manca; né in essi io la cerco, benché pur la desideri come essenziale principio d’incivilimento. La scrittura è mia, e con essa tento d’imitare la loro parola. Perciò del valore de’ segni cogniti io mi valgo ad esprimere incogniti suoni". ( dall' Introduzione ai sonetti ) |
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Un utile strumento per la lettura e l'interpretazione dei sonetti è il volume a cura di Marcello Teodonio " Belli, tutti i sonetti romaneschi " Newton, 1998
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2002-2010 Maurizio Mosetti