Spettacolo interpretato e diretto da Maurizio Mosetti
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La Roma pontificia, nell’ultimo periodo del dominio temporale, con la sua religiosità superstiziosa e carnale e l’empietà che nasce da un’eccessiva confidenza con i riti e le cose sacre, con il suo fasto papale e cardinalizio e l’inaudita miseria del popolo, con la sua ignoranza satura di corrotta saggezza, con i suoi istinti servili e ribelli, è ritratta dal Belli nei suoi sonetti, in un quadro di straordinaria potenza. E’ un mondo desolato e immobile; e dietro di esso c’è la filosofia del popolano, cresciuta su un’esperienza secolare di ingiustizia, di fame, di umiliazione, rassegnata all’inevitabilità di un destino cattivo. |

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2002-2012 Maurizio Mosetti