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GIUSEPPE GIOACHINO BELLI

 

Nato a Roma nel 1791 e qui morto nel 1863. Visse svolgendo modesti impieghi nell'amministrazione pontificia. E' autore della più grandiosa raccolta di sonetti della letteratura non solo italiana: il totale di 2279 fu raggiunto in due fasi creative, 1830-37 e 1843-49. Giudicandoli scandalosi moralmente e politicamente, Belli affidò gli autografi a mons. Vincenzo Tizzani con l'incarico di bruciarli dopo la sua morte; il monsignore, invece, li salvò, consegnandoli al figlio del poeta. Nell'Introduzione Belli si trincerò dietro l'alibi della fedele documentazione, dichiarando di aver voluto "lasciare un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma". In realtà, adottando un romanesco vivo e vigoroso, egli si trasferisce, non senza complicità, nelle strutture mentali del popolano e, dal suo punto di vista, legge e interpreta le cose di questo mondo e dell'aldilà. Gli effetti comici mimetizzano, senza cancellarla, una visione disperata dell'esistenza che travalica l'orizzonte romano.

 

 

 

ascolta il sonetto Mia vita

interpretato da Maurizio Mosetti

 

 

Intervista

 

Paola Minaccioni - Maurizio Mosetti

A cura di Stefania Luttazi

 

“Il 996” Rivista del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli

 

 




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2002-2010 Maurizio Mosetti