Così la critica
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"... Maurizio Mosetti con il suo spettacolo "La Bbellezza" dedica un vibrante omaggio, tra parole e musica, ai sonetti di Giuseppe Gioachino Belli. Il viso nascosto da una maschera della commedia dell'arte,senza l'ombra di un sorriso, come un beffardo Petrolini, in testa la papalina nera che il poeta portava durante le sue rare letture in pubblico; Mosetti, accompagnato da Marcello Sinibaldi alla chitarra, Angelo Valeri al clarinetto e Fabio Valeri al flauto e alla tastiera, ripercorre il cammino dell'uomo, una storia dell'umanità vista con l'occhio e, soprattutto, le viscere della plebe romana". Nico Garrone - La Repubblica "Rivivono i sonetti più laceranti di Giuseppe Gioachino Belli ne "La Bbellezza", lavoro che unisce con esiti assai convincenti poesia e musica. In scena Maurizio Mosetti; giovane, ma con una lunga carriera che lo ha visto recitare agli esordi con Silvio Benedetto e poi, tra gli altri, con Wajda, Lavia, Giovampietro, Sepe, Vasilicò e Luciano Damiani. Ora da regista e attore, il confronto con Belli: sul capo un'ottocentesca papalina nera, sulla bocca un modernissimo ghigno e una voce assai duttile che s'arrampica sul filo rabbioso di sorde contumelie ( Li Cavajjeri ); modula stravaccate filastrocche ( Quarantatré nnomi der zor Grostino ); ricrea sillabando la rassegnata atmosfera di un interno popolare ( La bbona famija ). La musica composta ed eseguita da Marcello Sinibaldi, Angelo Valeri e Fabio Valeri, è componente essenziale dello spettacolo: suggerisce, evoca, commenta, dialoga con la voce recitante, e sulla scena prende vita un intreccio di suoni, di tonalità, di suggestioni..." Maria Vittoria Vittori - Avvenimenti "...Oggi, a distanza di più di un secolo, la lezione belliana ritorna in uno spettacolo comunicativo e coinvolgente, quale è "La Bbellezza". A portarlo in scena, come regista ed unico attore, è un bravissimo Maurizio Mosetti, accompagnato dalle suggestive musiche composte ed eseguite da Marcello Sinibaldi, Angelo Valeri e Fabio Valeri. Una figura scura, con una papalina nera e maschera della commedia dell'arte, dà voce al mondo dei "saggi ignoranti" del poeta di Roma, in un esperimento audace di teatromusica dove l'interpretazione viene tutta lasciata alla potenza della parola ed alle evoluzioni della voce. Questo spettacolo è un "monumento" all'universalità ed alla profonda e sempre attuale umanità di uno dei più grandi poeti della nostra letteratura. Annalisa Venditti - Italia Sera "...Giuseppe Gioachino Belli non rideva, nel mare sterminato dei suoi versi non vedeva intenti al comico; la comicità nel suo disegno era un risultato secondario; il suo impegno nel comporre i sonetti era quello di introdurre il popolo romano a parlare di sé nella sua nuda, gretta e anche sconcia favella, dipingendo i suoi usi, costumi, storte opinioni e originali pensieri. Tutto questo viene reso magistralmente da Maurizio Mosetti: atmosfera tetra, papalina, maschera da commedia dell'arte per ridurre a fissità inquietante la capacità comunicativa dello sguardo, silhouette sempre plastica, sostegno ad un capo ora fiero ora dondolante in modo beffardo, bocca urlante oscenità e ingiustizie, senza essere mai né oscena né iniqua. Luci e musiche di grande effetto sottolineano le immagini aderendo docilmente alla variegata materia belliana. Da sottolineare la raffinata tecnica dei compositori ( Angelo Valeri, Fabio Valeri e Marcello Sinbaldi ) i cui strumenti sprigionano suoni all'occasione strazianti, melanconici e incalzanti". Antonietta Pastorelli - 7 Giorni in Cronaca |
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2002-2012 Maurizio Mosetti