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Fin dal titolo, tratto da “Canzone
di maggio” dell’album “Storia di un impiegato”(’73), il progetto intende,
con uno spettacolo, richiamare l’attenzione sui contenuti sociali delle
composizioni poetiche del grande artista.
In un momento in cui la poesia è messa in pericolo dall’esteriorizzazione
e le istanze sociali sono continuamente minacciate, le parole di Fabrizio,
sempre attento alla realtà e al disagio, sono attualissime e invitano a
viaggiare in “direzione ostinata e contraria, disobbedienti alle leggi del
branco”.
Il cantautore che scriveva con l’intelligenza e con il cuore, il poeta che
aveva tutto “un mondo dentro di sé e sapeva esprimerlo con le parole”,
colui che è riuscito a tradurre in poesia di denuncia anche la morte della
coscienza che, in tanti individui, porta con sé il sonno della ragione:
questo è De André; e i personaggi delle canzoni sono il risultato della
sua straordinaria sensibilità che ha saputo osservare nella quotidianità,
nella loro esperienza solitaria di uomini dimenticati, di vittime di
questo mondo.
Alcuni brani tratti dallo spettacolo |