Storia della Corte - (6)
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Madonna del Bambino - Lavacchio |
Narrando questa storia dobbiamo innanzitutto tenere presente l'aspetto ambientale in cui è nata la nostra zona in senso storico.
Nell'anno 800 tutti i terreni e abitazioni che partivano da Castagnetola fino a Bergiola e tutti i terreni di Canevara appartenevano alla "Corte di Lavacchio":
Gli abitanti di questa "Corte" coltivavano terreni e allevavano bestiame. O ogni anno parte della produzione veniva usato per uso domestico. Il rimanente veniva dato al proprietario del terreno che era il Vescovo di Luni, come "LIVELLO", o come pagamento di affitto della proprietà.
Non esistevano strade di collegamento, ma piccoli viottoli o sentieri o stradelle che si collegavano per raggiungere i terreni o le case sulla montagna chiamata MONTE BRUGIANA. Nel corso del tempo gli abitanti davano nomi alle stradelle o sentieri come noi oggi diamo nomi alle varie vie della citta. E molti nomi nascevano da fatti accaduti o da situazioni ambiantali che diventavano importanti come indicazioni di luoghi di riconoscimento.
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TOPONIMI LOCALI E RICERCA DEL LUOGO DELLA RITROVATA IMMAGINE DELLA VERGINE DEL BAMBINO |
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Nella località MONTATEDA (piccola salita) iniziava, ed inizia tutt'ora (curva a gomito che segna l'ultimo tornante prima del paese di Bargana), un sentiero che metteva in comunicazione con l'antica comunità di BUITA (oggi il SANTO). Era un tratto molto praticato dai boscaioli e dagli allevatori in cerca di rusco per far letto agli animali nella stalla o dell'abituale carico di fascine per accendere il fuoco e cuocere il pane di tutta la settimana. Che fosse assai frequentato, stanno a dimostrare diversi toponimi ancora in uso, come AL CERR' (ovviamente da CERRO, un albero affine alla quercia, assai diffuso in Italia), CANALDIG' (per canale degli ilci, o lecci, in latino : ilex, ilicis), CIAMPA DEL DIAVOLO (stampa del piede del diavolo, che saltando, sottopose alla tentazione Nostro Signore), FOSS' D'LA MANTOVANA quasi certamente dal cognome Mantovani, proprietario della selva dove ancora oggi sgorga dal monte quella fonte di acqua fresca, posta a circa metà sentiero e soprattuto FOSS' DEL BAMBIN (fosso del bambino), è quest'ultimo oggetto della nostra ricerca. Oggi noi chiamiamo le nostre zone abitative con il nome di Lavacchio, Bergiola Maggiore, Bargana e Castagnetola. |
La "Corte" era guarnita anche da un gruppo di soldati che controllavano la zona e proteggevano gli abitanti con la muraglia che partiva da Castagnetola e la Torre (oggi Campanile di Lavacchio), posta a difesa per l'avvistamento del possibile attacco del nemico.
Vicino alla Torre fu costruita una piccola cappella (costruzione Bizzantina) dedicata a San Giorgio, luogo di preghiera per la guarnigione e per tutti gli abitanti della Corte.
Nel 1419 la Corte fu ceduta al Comune di san Vitale e il patrimonio dei vari terreni fu venduto e ceduto a doversi proprietari.
La storia della Madonna del Bambino nasce sicuramente molto tempo dopo. Si pensa nel periodo del 1700 ca. Non esistono documenti storici, almeno in nostro possesso. Ma il dipinto oggi collocato nella Chiesa di Lavacchio ne è la riprova della tradizione fino ad oggi acquisita. Si può notare anche la collocazione della vecchia cappella visto il ritrovamento della porta in pietra ritrovata e la disposizione muraria e l'altare della Madonna. Altra risposta, è il ritrovamento della vecchia cripta mortuaria disposta secondo le forme della cappella stessa.
Ingresso Antico in pietra Chiesa Bizzantina in Lavacchio
con statua marmorea di Gigi Guadagnucci
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Storia e Leggenda |
Narrano gli anziani di Lavacchio che un freddo giorno di Novembre andavano per legna lungo il sentiero FOSS' DEL BIMBIN (fosso del bambino) trovarono per terra una pietra raffigurante una Madonna col Bambino.
Pregando, con devozione portarono il dipinto alla Pieve di San Vitale (qualcuno sostiene al Duomo di Massa). Ma il giorno dopo, misteriosamente, gli stessi paesani ritrovarono nel medesimo punto del ritrovo la Immagine, quasi fosse scappata dalla nicchia dove l'avevano riposta il giorno prima.
Decisero allora di portare il prezioso dipinto alla Chiesa del Borgo del Ponte, che in quei giorni si apprestava a festeggiare il Santo Patrono San Martino. Di nuovo l'immagine della Vergine venne ritrovata nel medesimo luogo, come se avesse disdegnato anche la nuova sistemazione.
Presi da pietoso timore, chiamarono a raccolta gli altri abitanti di Lavacchio e si recarono tutti insieme in solenne processione lungo il sentiero.
L'immagine venne così portata nella Chiesa di San Giorgio in Lavacchio, da dove non si mosse più.
Da quel giorno la gente di Lavacchio associò la Madonna del Bambino a San Giorgio come patrona della parrocchia, e poichè si era nella prima decade di novembre stabilì nella seconda domenica del mese i festeggiamenti rituali. Più recentemente la festa fu replicata nel mese di giugno per dare occasione ai bambini della Prima Comunione. E considendo anche il periodo favorevole per la stagione troppo fredda, quella di novembre, per la processione popolare.
Questa festa della Madonna si impose come festa anche alla CAZZAROLA (PENTOLA). Gli abitanti di lavacchio presero ad invitare alla loro tavola parenti e amici non residenti nel paese.
Anche la preghiera composta alla Vergine , non si conosce l'autore, ma continua ad essere recitata da tutta la comunità nelle domeniche e festività.
Nei restauri del 1997 è stato ritrovata un'anfora per olio dove sicuramente i paesani portavano l'olio per tenere accesa la lampada votiva alla Vergine.
Si narra che le donne della Città venivano dalla vergine per chiedere la grazia per poter allattare i loro bambini veste le carenze mediche e ospedaliere di quei tempi.
Speriamo di trovare nel tempo prove più certe e storiche di questi avvenimenti, nell'attesa preghiamo la vergine perchè ci guidi con Gesù a vivere la nostra vita sempre nel rispetto di Dio e del prossimo.
E' stato effettuato anche il restauro del Dipinto originario.
Storia della Corte - (7) Pastorale e Restauri 1997
Restauro dipinto della Vergine
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