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Mercoledì delle CENERI QUARESIMA 2009 |
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25 febbraio 2009 - Mercoledì delle CENERI |
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Scuola Elementare di Castagnetola ore 10.30 - Lavacchio ore 16.30 |
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Verso la fine del V secolo, la chiesa
introduce una innovazione nella celebrazione della Quaresima: il periodo
quaresimale non inizia più alla domenica, ma al mercoledì, con l'imposizione
delle ceneri sul capo dei fedeli in segno di penitenza e contrizione
per le intemperanze carnevalesche. Il Mercoledì delle Ceneri è il primo giorno della
Quaresima,
secondo il rito romano (in opposizione a quello ambrosiano in cui la
Quaresima ancora oggi ha inizio la domenica successiva). Le ceneri utilizzate per la celebrazione sono quelle ottenute
bruciando le palme e gli ulivi benedetti l'anno prima nella Domenica delle
Palme, il celebrante pronuncia inoltre la frase rituale "ricordati,
uomo, che sei polvere ed in polvere ritornerai". Oppure “Convertiti
e credi al Vangelo”. L'origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell'antica
prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era
celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin
sottolinea che l'evoluzione della disciplina penitenziale è triplice:
"da una celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una
riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una
celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella
vita del penitente; da una espiazione, previa all'assoluzione, prolungata
e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all'assoluzione". La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione
pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al
cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro
peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell'imposizione
delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha
ritenuto opportuno conservare l'importanza di questo segno.
La
teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle
ceneri. 1 - Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione
dell'uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice: "Vedi come ardisco
parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen 18,27).
Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso
di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha gettato nel fango: son
diventato polvere e cenere" (Gb 30,19). In tanti altri passi biblici
può essere riscontrata questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata
dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27). 2 - Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente
del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso
il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione
degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I
cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il
sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di
Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e
si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita
invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a
liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano
in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di
cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt
4,11). La semplice ma coinvolgente liturgia del mercoledì delle ceneri
conserva questo duplice significato che è esplicitato nelle formule di
imposizione: "Ricordati che sei polvere, e in polvere
ritornerai" e "Convertitevi, e credete al Vangelo". Adrien
Nocent sottolinea che l'antica formula (Ricordati che sei polvere...) è
strettamente legata al gesto di versare le ceneri, mentre la nuova formula
(Convertitevi...) esprime meglio l'aspetto positivo della quaresima che
con questa celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una
soluzione rituale molto significativa: "Se la cosa non risultasse
troppo lunga, si potrebbe unire insieme l'antica e la nuova formula che,
congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della
celebrazione: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai;
dunque convertiti e credi al Vangelo".
Il rito dell'imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo
l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre può essere
compiuto anche senza la messa attraverso questo schema celebrativo: canto
di ingresso, colletta, letture proprie, omelia, imposizione delle ceneri,
preghiera dei fedeli, benedizione solenne del tempo di quaresima, congedo. Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni
eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una celebrazione
comunitaria "privilegiata" nella quale sia posta ancor più in
evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta
iniziando. (Mc.
1,12-15 Gesù tentato dal diavolo nel deserto)
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1 marzo |
I° domenica di Quaresima (anno B) |
| 8 marzo | II° domenica di Quaresima (anno B) |
| 15 marzo | III° domenica di Quaresima (anno B) |
| 22 marzo | IV° domenica di Quaresima (anno B) |
| 29 aprile | V° domenica di Quaresima (anno B) |
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5 aprile |
Domenica delle Palme |
| 8 aprile | Giovedì Santo - Prime Comunioni Lavacchio ore 22.00 |
| 9 aprile | Venerdì Santo - Via Crucis a Castagnetola ore 21.00 |
| 10 aprile | Sabato Santo - Veglia Lavacchio ore 22.00 |
| 12 aprile | Pasqua di Risurrezione |
| 13 aprile | Lunedì dell'Angelo |
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