In casa,approssimativamente tra il 90 e il 95, tra la
stanza dei giochi e il salone di famiglia, Natalie la Siciliana ha raccolto alcuni dei dischi delle più amate voci femminili:Jone Mitchell, Richie Lee Jones, Kate Bush, Shawn Colvin."Però non vorrei essere nessuna di loro",disse un giorno.In realtà, fino a qualche mese fa,
neppure pensava di diventare una cantante.Natalie nasce ragazzina con gli abiti da maschietto("Mi sono vestita sempre cosi,e mi piacciono le ragazze che nascondono un po' la loro femminilità.). Adesso ha 26 anni, ma già quando ne aveva 16 un angioletto le fece capire che non sarebbe stata una cattiva idea proporsi come attrice per "wide audiciens". Spassosa più che eccitante: cioè proprio quello di cui avevano bisogno i responsabili di Neighbors, la soap opera australiana che nel 1990 la scritturò per due settimane.A Natalie sembrarono anche troppi.Ma per gli autori era soltanto l'inizio.La platea era quella dell'Australia "rifugio remoto ma sicuro".La platea era la gente operosa per sei mesi e sonnacchiosa per i restanti sei mesi che si può incontrare a Melbourne,dove la famiglia del ramo paterno si trasferì partendo dalla natìa Lipari,carica di belle speranze ben riposte e di bagagli ridotti all'essenziale.Ancora oggi,
a girare per le strade dell'isola,si incontrano gli Imbruglia sotto forma di volti noti e di citofoni con cognomi scritti a penna.Per informazioni, chiedere allo zio Francesco,uno dei pochi rimasti a casa,uno dei pochi che ha rinunciato al "grande sud".Le Eolie quasi si spopolarono durante gli anni Sessanta,e quasi tutti gli emigranti "...finirono di sotto" ,dove batte un altro sole.Alla luce dell'altro sole è maturata la ragazzina,
col suo fisico "skinny" ("Ma all'epoca di Neighbors ero più voluminosa"),buono per passare dalla cruna di un ago.Natalie è piccola ma sexy, ha un viso bellissimo ma anche buffo.Ricorda più Natalie Wood che Kylie Minogue.
"Ma le labbra", ha osservato qualcuno,"sono quelle di Lisa Bonet".Al disco, alla musica,al nuovo pubblico,ci arriva gradualmente,quasi senza accorgene.Sceglie un pop lineare,con tante voci.Sceglie di cantare senza strafare , come è giusto che sia per una che è approdata alla musica più tardi degli altri,e dalla porta di dietro,se non proprio dalla finestra. Adesso Natalie è scesa in Inghilterra. L'hanno circondata di attenzioni. Lei ha concesso le sue. In tv le è piaciuta la soap Coronation Street. Molto meno Friends dove lavora il suo ex, l'attore David Schwimmer. La loro relazione era stata "pompata" dal National Enquirer con grande spreco di inchiostro e pagine e la cosa non era affatto piaciuta a Natalie, che temeva che la si potesse confondere con quelle principesse del "rosa" ( il genere è quello di Mandy Smith o Elizabeth Hurley ) che sfruttano le loro relazioni sentimentali per migliorare la propria posizione professionale. "Divertente ma orribile. Fui costretta a telefonare a casa, dall'altra parte del mondo, per evitare che vi fossero equivoci ". Il debutto discografico di Natalie, Left of the middle, preceduto dallo scardinante singolo Torn, sembra più un "...tezo album che un esordio ". In ogni canzone del disco c'è un po' di Rickie Lee Jones, un po' di Joni Mitchell, un po' di Shawn Colvin e un po' del recente Trailer Park di Beth Orton. Ma c'è anche il lavoro di Phil Thornally, che ha alle spalle lavori intelligenti e produzioni di classe nell'ambito del pop inglese, ma del quale basterebbe il "controllo " nella prima versione di When love breaks down dei Prefab Sprout per non essere confuso con nessun altro. Per chi la conosceva prima, Natalie è un'altra. I capelli le sono improvvisamente tornati castani e rossi, le puntate al bar per caffè e biscotti ridotte all'essenziale e certi discorsi carichi di amarezza che la rendono ormai adulta e quasi inafferabile, come quelli di Impressed, una delle canzoni del disco, in cui parla del difficile rapporto tra un ragazzo e la sua minuta fidanzata, come se non ci potessero essere rapporti diversi da questo. Ma il pessimismo è una specie di esorcismo. Anche perché la musica che condisce queste osservazioni è a tratti notevolissima, pur nella sua semplicità ( i cori di Torn ricordano da vicino le atmosfere inventate da Neil Finn per i suoi Crowded House ).Forse è troppo morbida, troppo sboccata per diventare un'altra Alanis Morissette. Del resto, fenomeni da 15 milioni di copie non spuntano tutti i giorni, né dipendono esclusivamente dalla qualità o dalla accessibilità del prodotto offerto. Natalie la Siciliana ha probabilmente più numeri delle rocker senza peli sulla lingua. E ha gente intorno che proviene dalle scuole giuste. Ma forse è arrivato in un momento in cui la gente non ha bisogno di creature da baraccone, ma di modelli positivi, di veloci incursioni nelle stanze dell'amore, suonato e cantato; di atmosfera e di cantabilità "d'altri tempi ". Questo Natalie assicura, ma non è così che si vince al botteghino contro i numeri che più che vendite discografiche sembrano preventivi della NASA. La stoffa però è quella giusta. Ha fatto un disco di telefonate mai fatte, di lettere mai spedite, di foto fatte a pezzi (" torn ", appunto ) di rimpianti da adulta pur essendo ancora il mostriciattolo sexy che faceva ridere mezza Australia, "... pieno di difetti, che beve e fuma troppo per essere di quelle dimensioni ", che proveniva dalla pubblicità, nella quale si disimpegnò come ragazza-ananas e come testimonial della gomma americana. Vocalmente, è l'anti-Mariah Carey, un calcio alle finzioni e al "...crederci troppo e senza un milligrammo di ironia ". Su Internet ci sono almeno una decina di unofficial homepage che le riservano attenzioni degne di una star. Ma lei preferisce cantare canzoni vagamente tristi, tinte di country, geneticamente folk (proprio come piacerebbe a Neil Finn) e dolci solo quando diventano amare. City è dedicata a Londra ma solo perché ad un certo punto le è capitato di trovarsi lì "...e di non essermi mai sentita tanto sola ". Chi ce la riporta, è avvertito.