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Prologo

PROLOGO A MO' DI DIALOGO TRA UN LETTORE E UN AUTORE

Un lettore. Dei lettori si ha una falsa immagine: si pensa siano evanescenti, inesistenti, insignificanti e, come i pensieri, sembrano esserci e non sono mai. I lettori, invece, siamo noi, l'indovino, la donna di casa, lo scansafatiche. E abbiamo le idee chiare su ciò che ci piace e vorremmo leggere. Non può dirsi altresì degli autori che, verbigrazia, ripetono sempre le stesse cose, le cose di sempre.

L'autore. Anche degli autori si ha una falsa immagine: si pensa vivano sulle nuvole, rinchiusi in castelli d'Atlante a vendere le loro illusioni. L'autore non è che un lettore, un lettore di storie altrui che ripete sempre le stesse cose, le cose di sempre.

Un lettore. Ma allora ha senso leggere? Ha senso scrivere? Non varrebbe un solo libro?

L'autore. Ha senso vivere? Ha senso respirare il profumo di viole in primavera? Le vie del diletto sono infinite, sono corsi d'acqua in preda alla corrente e portano tutte alla stessa fonte, che abbiano poi il colore del cielo o delle nuvole poco importa, quel che conta è sempre il profumo di viole in primavera.

Un lettore. Sarà pur vero che anche il silenzio ha una sua voce, ma il senso mi è oscuro: vuole forse dire che rappresentare gli amori, i dolori, la vita e la morte sia come bere un liquore dolce e inebriante in un calice d'oro e d'argento?

L'autore. La fantasia è la stessa. Noi godiamo delle nostre pene. La commedia non è meno amara della tragedia, la tragedia non è meno dolce della commedia. I bimbi ridono nella tragedia, i vecchi piangono nella commedia. Presa nelle sue parti, la vita è grottesca, nel suo insieme è tragica.

Un lettore. Insomma per ridurre il tutto in due parole, la felicità, l'amore, la giustizia sono parti di un tutto votato al nulla, parole vuote, vane?

L'autore. Non proprio. Una questione di parole non è mai vuota, vana. Le parole, come sospiri d'amanti, servono ad illudere le genti, a sperare, ma la realtà è altro: è odio, dolore, infelicità, ingiustizia, sterpaglia secca nella sua fuga verso la morte, il fuoco che alimenta la vita.

Un lettore. Sarebbe dunque l'odio, il dolore, l'infelicità, l'ingiustizia, la morte a rendere interessante la vita, degna di essere vissuta?

L'autore. Come la felicità, l'amore, la giustizia. In ogni uomo, come in ogni cosa, nel gioco delle parti, vi è un autore e un lettore, un attore e uno spettatore, colui che interroga e colui che risponde, insomma il gioco della vita e della morte nella sua infinita curiosità e saggezza.

Un lettore. È dunque la curiosità la via maestra, il sale della sapienza?

L'autore. La curiosità e la varietà. C'è chi nell'acqua cerca l'origine dell'universo, e chi in una nebulosa; c'è chi dice che l'ordine sia la sua misura, e chi il disordine; c'è chi dice che sia costruito ad arte, e chi al caso. Che meraviglia, dunque, che in tante vie vi siano tante verità? Ognuno cerca la sua e così s'illude di aver partecipato per un attimo a quel gioco che il tutto muove.

Un lettore. È questa dunque la ragione del suo scrivere, di ogni scrittura?

L'autore. È questa la ragione del tuo leggere, di ogni lettura.

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