Giovanni Damiani

 

Il rovescio del tempo

 

Versione musicale de Le grand palindrome di Georges Perec.

 

Per voce recitante, chitarra elettrica, trombone e live electronics

 

 

Il testo di Perec consiste di due parti simmetriche (almeno a livello letterale, non nella articolazione formale: la seconda legge le lettere in ordine inverso, e le reinterpreta semanticamente, con altre punteggiature e suddivisioni in parole); il brano non ha alcun filo ‘narrativo’ ma solo sottili zone semantiche; ho voluto rendere piĚ evidente la struttura palindromica intercalando una lettura della prima parte con una lettura more hebreorum (ossia cancrizzante) della seconda parte.

 

 

 

La voce recitante (che sento debba essere maschile, come carattere intrinseco e per amalgamarsi con i due strumenti gravi) Ź indicata sul pentagramma senza chiavi, e solo di rado accenna delle note (con la chiave in partitura); nel complesso puė avere un carattere ebbro, talora enfatico, sempre paradossale e dall’effetto esilarante senza voler essere comica (anzi lo puė risultare di piĚ se dietro una maschera di rigore e puntigliositą). Si leggano di Perec, come stupefacente ed esilarante raffronto, i grandi romanzi lipogrammatici complementari: La disparition (il cui testo non usa del tutto le ‘e’, e in questo consiste il cosiddetto lipogramma); o ancor piĚ Les revenentes (solo ‘e’! Il francese permette ciė allo scrittore, con immenso sforzo sintattico e semantico; cosď come gli consente di usare il suo cognome, inserito anche nel presente Palindrome). Oltre ovviamente alla sua opera maggiore, La vie mode d’emploi, in cui uno dei temi dichiarati fin dall’introduzione Ź quello del puzzle, che Ź in fondo il lavoro che nel presente Grand palindrome  egli opera a livello letterale, essendo il retrogrado creato non rovesciando singole parole ma tutto il fluente discorso e quindi tronconi di parole; ed Ź ciė che ho inteso fare soprattutto nella evocazione di un Minuetto palindromico di Haydn, che emerge a poco a poco da frammenti, sempre riproposti con la tecnica del ritardo retrogradato.

La parte per voce puė anche essere registrata o videoregistrata e trasformata elettronicamente, anche con mezzi video.

 

 

Il palindromo, come tutti i giochi enigmistici, si fa sulle lettere.

La lingua usata non Ź pura nella pronuncia, Ź uno pseudo –francese, ancor piĚ che nel testo originale di Perec. Il narratore dovrebbe sapere il francese e saperlo quasi ignorare ironicamente, pur restando nei limiti della comprensibilitą dell’originale, che qui viene sovente deformato, soprattutto per ottenere suoni comprensibili sia nel recto che nel rovescio temporale. Il testo Ź scritto con notazione fonetica molto semplificata e intuitiva; non vanno seguite le regole di pronuncia francese, pena la non comprensibilitą del rovescio temporale, che Ź invece ottimizzata, anche sulle consonanti doppie. Si veda anche Stefano Bartezzaghi, Lezioni di enigmistica, Einaudi 2009.

 

 

 

E’ possibile anche proporre una selezione del testo musicale, cosď come, se si vuole maggiore durata, far seguire al testo integrale la lettura retrograda di tutto: o in automatico con un mega-delay di 15’, o interpretando le parti dei sistemi inferiori e ascoltando quelle superiori, scambiando dunque la lettura in recto.

 

 

Elenco delle citazioni musicali:

Guillaume de Machaut, Ma fin est mon commencement (primo palindromo musicale che conosca)

Franz Joseph Haydn, Minuetto e Trio al roverso, dalla Sinfonia n.47

Alban Berg, frammento della Suite Lirica

Anton Webern, Symphonie  op.21

Richard Strauss, Also sprach Zaratustra e Till Eulenspiegel lustige Streiche

5566= 11*23*2*11 (numero- inesatto- dei caratteri del palindromo di Perec)[1]

le 24 permutazioni di 7,5,4,5,7

 

Considerazioni conclusive

 

L’idea del retrogrado temporale puė riguardare eventi che accadono nel tempo cronometrico o vitale; ma potrebbe essere un segnale controcorrente rispetto al triste destino del nostro universo entropico, e ambire alla risalita della china cronologica, verso l’infanzia, contro la distinzione di causa ed effetto. I fisici, soprattutto quantistici, sono particolarmente inclini a smarrire questo senso comune dell’uomo adulto: dalla opposizione di materia e antimateria, all’idea degli universi multipli

si veda soprattutto Paul Davies,  I misteri del tempo, (Mondadori 1996),

che perė rintraccia una particella, il kaone, che unica potrebbe contenere l’asimmetria alla base dell’ordine asimmetrico del prima-dopo tipico del tempo, che lo distingue dallo spazio. Anche Lee Smolin critica la branca della fisica ‘parmenidea’ che tende a un essere atemporale, affascinante ma lontano dalla realtą che ci sfida per come si presenta evolvendosi continuamente (cfr. AA.VV., 153 ragioni per essere ottimisti, Il Saggiatore 2010). Diverso naturalmente il campo della biologia, che veramente studia eventi che contengono energie vitali che si oppongono potentemente all’inesorabile decadimento nel tempo della materia inerte.

 

 



[1] Tale scomposizione in fattori, ancorché inesatta, mi ha fatto trovare i rapporti su cui si basa la scala microtonale nella prima parte del pezzo; il numero 5566 circola a tal proposito nel Web forse proprio per l’entusiasmo di chi vuole trovare palindromi a costo di un errato conteggio. Se il conteggio delle misure della mia partitura Ź giusto, vorrei piuttosto riferire una circostanza sorprendente: il pezzo consta di due parti asimmetriche, essendo il testo molto lungo si sarebbe persa ogni possibilitą di riconoscere il palindromo testuale o musicale, se non per il momento di inversione temporale a metą del brano: ho quindi optato sď per due parti, ma la prima per una suddivisione in brevi frasi delle due parti testuali complete, direttamente confrontate, e per una ricapitolazione a volo d’uccello dei momenti chiave del pezzo. Orbene, la prima parte, a un conteggio finale estraneo al disegno compositivo, Ź risultata durare 313 misure (numero palindromo), la seconda 20 misure, che con la prima fa 333, un bel numero, anch’esso in qualche modo palindromo!