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Anoressia
a cura del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista e Psicologo
Secondo il DSM IV, l'Anoressia è caratterizzata dai seguenti sintomi:
A. Rifiuto di mantenere il peso corporeo ai di sopra o al peso minimo normale per l'età e la statura (perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell'85% rispetto a quanto previsto, oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane al di sotto dell'85% rispetto a quanto previsto).
B. Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso.
C. Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravita della attuale condizione di sottopeso.
D. Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi. (Una donna viene considerata amenorroica se i suoi cicli si manifestano solo a seguito di somministrazione di ormoni, per esempio estrogeni).
Si distinguono due sottotipi:
- Con Restrizioni: nell'episodio attuale di Anoressia Nervosa il soggetto non ha presentato regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).
- Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione: nell'episodio attuale di Anoressia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).
Ma cosa è in pratica l'anoressia?
L’Anoressia (dal greco an, senza + órexis, appetito) è uno stato morboso caratterizzato da sensibile diminuzione o da scomparsa dell'appetito; può essere determinata da affezioni organiche del tubo digerente che impediscono l'alimentazione, restrizioni dietetiche prolungate, malattie generali dell'organismo acute e croniche.
La terapia dipende dalle cause dell'anoressia stessa, dalla sua durata e dalla sua gravità. Il più diffuso tra questi disturbi è senz’altro l’Anoressia mentale, in cui in realtà non si ha una pardita dell'appetito come comunemente inteso, dato che le persone affette da questo disturbo continuano ad essere attratte se non addirittura ossessionate dal cibo.
Si tratta di un grave disturbo psicopatologico incentrato sul rifiuto più o meno esteso di alimentarsi, che porta in breve tempo ad una cospicua perdita di peso fino ad una vera e propria cachessia. L'Anoressia mentale insorge comunemente in giovani donne nel periodo dell'adolescenza, spesso (ma non necessariamente) appartenenti a livello culturale medio-elevato.
Si inscrive in quadri psicopatici molto complessi, caratterizzati da anaffettività, rifiuto della sessualità, tratti ossessivi e narcisistici (in contrasto con la magrezza, è frequente la ricerca di un abbigliamento molto appariscente, con colori vistosi e monili di ogni tipo o all'opposto trascuratezza estrema). La causa prima è sconosciuta, ma si ritiene che alla base vi sia un disturbo della formazione della personalità dovuto a profondi conflitti sviluppatisi in ambito familiare prima e sociale dopo.
Il sintomo principale è il dimagrimento, sovente ricercato con ostinazione, cui si associa costantemente una notevole depressione psichica. Un altro sintomo è l'amenorrea, che in alcuni casi può precedere la perdita di peso. Spesso al digiuno si alternano crisi di alimentazione eccessiva (bulimia), che vengono vissute dalla paziente con grande angoscia e senso di colpa e, non di rado, seguite dal vomito provocato.
Le possibilità di guarigione sono affidate a lunghi processi psicoterapeutici iniziati tempestivamente. Nei casi di estrema denutrizione è indispensabile ricorrere al ricovero in ospedale e all'alimentazione artificiale per via parenterale .
Come si sviluppa l'anoressia?
Pur non essendo ancora del tutto chiarita la genesi di questo disturbo, come d'altronde degli altri DCA, attualmente sono stati individuati alcuni fattori di rischio che, pur con un'estrema semplificazione, possiamo così riassumere:
FATTORI DI RISCHIO A LUNGO TERMINE : (predisposizione genetica -come indicato da una maggiore incidenza della malattia fra consanguinei o gemelli monozigoti-, disturbi della personalità con forte insicurezza personale, insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, manie di perfezionismo, estrema attrazione verso modelli di bellezza/magrezza ecc. Non dobbiamo sottovalutare l'estrema pressione sociale verso la magrezza, tipica della cultura occidentale, che è in moltissimi casi una premessa fondamentale all'esordio di questa malattia.Per molte ragazze può avere significato un fattore predisponente anche la vera e propria mitizzazione che è spesso stata fatta dell'Anoressia, associata alla ricerca di perfezione e successo.
FATTORI PRECIPITANTI: spesso esperienze familiari o sociali traumatizzanti che determinano un crollo dell' autostima ma anche diete dimagranti iniziate magari per un lieve problema di sovrappeso o per apprezzamenti di persone d’autorità
FATTORI DI MANTENIMENTO E RINFORZO: senso di dominio sul proprio corpo, aumento delle attenzioni da parte della famiglia, effetti del digiuno che, paradossalmente, risultano "gratificanti" e accentuano il rifiuto del cibo.
Fattori di rischio che dovrebbero essere tenuti presenti dagli operatori del settore, medici e nutrizionisti, prima della prescrizione di una dieta dimagrante, anche se giustificata da un punto di vista antropometrico, è l' appartenenza al sesso femminile e l'età adolescenziale
Un esperimento in vivo. Il caso delle Isole Fiji.
Forse non è mai bene generalizzare, ma la ricerca scientifica deve pur aiutarci a capire la realtà, altrimenti non servirebbe a nulla. Questa perlomeno è la mia opinione. L'American Psychiatric Association (APA) - quella che cura la redazione dei Manuali Diagnostici e Statistici dei disturbi psichiatrici, il DSM IV citato anche in questa pagina- ha effettuato uno studio su ciò che è successo nelle isole Fiji con l'arrivo della televisione. In sintesi:
La donna ideale delle Isole Fiji era di taglia notevolmente abbondante e una donna anche solo non abbondante o che tendeva a dimagrire era guardata con preoccupazione, come una malata. Non si conoscevano i Disturbi del Comportamento Alimentare.
Nel 1995 è arrivata la Televisione.
Secondo lo studio effetuato dall'APA, dopo tre anni tutto è cambiata nelle mitiche isole Fiji.
Le giovani che hanno cominciato a guardare la TV hanno anche incominciato improvvisamente a mettersi a dieta ma soprattutto c'è stata una impennata di vomito autoindotto che prima era inesistente e che adessa tocca l'11% di quella fetta di popolazione.
Si è anche visto che gli effetti della televisione sono dose-dipendenti, cioè le ragazze che guardano la televisione per 3 o più sere, sono per un 50% più propense a sentirsi "troppo grosse o grasse" di quelle che guardano la televisione meno di tre sere la settimana. Circa due terzi di quelle che guardano di più la televisione, avevano fatto una dieta nel mese precedente a quando era stata fatta l'indagine.
Perchè? Le ragazze apertamente citavano le caratteristiche femminili delle attrici di BeverlyHills 90210 e di Melrose Place come ispirazione per i cambiamenti corporei che desideravano realizzare.
I ricercatori hanno constato un aumento straordinario di disturbi del comportamento alimentare coincidente con l'arrivo della televisione. Mi astengo da qualsiasi commento. Chi volesse può cercare l'articolo intitolato:
Eating behaviours and attitudes following prolonged exposure to television among ethnic Fijian adolescent girls. Anne E.Becker, Rebecca A.Burwell,Sthephen E Gilman,David B.Herzog and Paul Hamburg. pubblicato su: British Journal of Psychiatry (2002), 180,509-514
Concludendo
Possiamo dire che l'Anoressia è un grave disturbo psicologico che insorge, prevalentemente nel sesso femminile, tra i 10 ed i 30 anni, con una media di 17. Deve essere considerato grave perchè una percentuale del 4% delle anoressiche muore (secondo alcuni studi la percentuale sarebbe anche maggiore), mentre una percentuale molto maggiore rimane tutta la vita a combattere con il proprio peso e, quindi, in un perenne conflitto, con danni alla salute più o meno gravi.
Devono essere seriamente presi in considerazione i rischi derivanti da comportamenti autolesivi e il rischio di suicidio. Proprio per questi motivi anche i primi sintomi dell'Anoressia, a volte scambiabili per preoccupazioni puramente estetiche, non possono essere sottovalutati, ricorrendo all'opera di uno specialista.
E' purtroppo importante notare come l'azione dei mass media con la continua esaltazione di modelli estetici irrealistici e patologici (basta guardare in televisione una sfilata di moda), proponga continuamente come desiderabile una immagine della donna assolutamente lontana dalla realtà. E' certamente compito della famiglia aiutare a sviluppare nelle giovani adolescenti una visione critica di questi modelli.
Se vuoi saperne di più su questo disturbo e sugli altri DCA, puoi visitare:
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