
"IL RISVEGLIO"
Un
grido stridulo,
riecheggiò dall’ alto del pinnacolo della torre.
Mirikolas, riconosciuto il richiamo dell’
amico pennuto, si
rivolse a lui dicendo:
< Wuolfanghers, amico mio, spero che ti accompagnino buone
nuove, e che perlomeno tu mi sappia dire che fine abbia fatto il nostro
compagno Don Gandalf Lo Strego...... >
Il turriciano si alzò in volo e avvicinandosi al gruppo e al
signore di Granpiozzo trovò un comodo "barsolo", e
così parlò:
< Dear friend,
Don Gandalf the
Wizard he is fairly well, he is
working for your, mikkapecché nun s' ò don't is life……
sà …!!!! ………uttobbene…… uttobbene …... end wartry? Well…… Dog
Syrbo……… To have faith, al daybreack del second day from to day ………
look to west ……!!!!!…… and …… I don't worry…… >
Detto questo il fedele
messaggero
spiccò il volo verso le
lontane mura della città di Pallafontana, facendo prima
un ampio giro di commiato sopra la Torre del Cascio.
Mirikolas rimase in silenzio per qualche
istante, poi
rivolgendosi ai compagni affermò:
<Don Gandalf ci manda i più sinceri saluti, dice che
sta bene e che presto avremo una sua visita, per il resto credo che la
situazione generale sia rimasta invariata, quindi non dobbiamo e non
possiamo abbassare la guardia, la notte che sta sopraggiungendo
potrebbe nascondere insidie terribili >.
Il drappello che pattugliava
la sponda ovest
del Rio Torvolo,
comandata dall’integerrimo TABBINOLAS, si fermò
all’altezza del guado del MORZODIAVOLO.
Il capitano diede ordine d'atterra e la guarnigione si dispose in
ordine sparso; pochi istanti dopo, movimenti sospetti, provenienti
dall'altra sponda, richiamarono loro l'attenzione.
Un'intera orda di BIDDELFI armati della tipica spada "MANNARA"
stava per guadagnare a lunghi passi il guado con l'intento di muovere
verso la Torre del Cacio.
Visto l'impressionante numero di nemici, l'integerrimo TABBINOLAS,
diede ordine immediato di ripiegare verso la Torre.
Velocemente i cavalieri salirono in sella e spronando i destrieri
iniziarono una rocambolesca ritirata verso la solida fortificazione
posta a difesa dei confini orientali del regno BOLSCEVICO.
Ivi giunti, TABBINOLAS chiese permesso di conferire con il suo
Signore MIRIKOLAS, mentre la guarnigione, messa già in
allarme, si preparava a rinforzare in fretta e furia le difese contro
l’imminente attacco.
Il capitano, con il suo tipico accento della casata TABBINOLAS,
si fermò davanti al suo Principe e disse:
< Signò, aggiu vist'a
mmorte !!!
Sti fiji d'androcchia……
Chisti sfaccimme e mmerda de BIDDELFI, stanno pe trasire a terra
nostra…… kaggia fà >?
Il Principe non
rimase sorpreso dalle
parole del suo suddito,
in cuor suo se lo aspettava, ciò che lo lasciava confuso erano
le parole oscure del suo pennuto amico: "All'alba del secondo
giorno a partire da oggi, guarda a ovest" .
Mirikolas si animò di colpo, e impartiti
gli ordini
ai
suoi uomini si voltò verso i Compagni dicendo:
< Signori, vi chiedo gentilmente di dare un contributo alla causa
per cui, tu Borotiz andrai alle porte insieme a Topo Gimly,
Buglioneor e Lannor, tu Giampasso ti metterai sul bastione
al lato destro…… porta attenzione … le querce potrebbero offrire riparo
agli attaccanti, ti potrebbero sortire fuori quasi all'improvviso… e
voi amici Tardanesi, cercate di rimanere il più
possibile lontano dai guai e nascosti, soprattutto tu FRONDOR,
sei in possesso di qualcosa di prezioso, qualunque cosa accada non
l’abbandonare mai, custodiscila anche a costo della tua stessa vita
>.
< 'Nzomma ... >disse FRONDOR
anche un
pò basito, < Co sta storia de sta Frocia , m'ete fregato
per verso der curricolo…… anzi.... mete anculato bene bene .......,
Sirbo 'nguastito >.
Tutti seguirono le indicazioni del Bolscevico che, preso il
proprio posto, sguainò "VESEPORIS" la sua spada.
Fine terzo
atto.
Abbiate
pazienza le
non tarderanno.