a cruenta battaglia era lontana dal finire, nonostante gli sforzi di Borotiz, Giampasso e Topo Gimly.
L'azione diversiva da loro organizzata aveva favorito la fuga di Mirikolas e Frondor, ma la durezza dello scontro li aveva spossati.
Il Pallafontanese ed il suo forzuto amico, si trovavano schiena contro schiena attendendo un nuovo assalto dei feroci Billy, quando Sam Mak Ghengy richiamò la loro attenzione:
< Compagni, proviamo a passare laggiù in fondo, tra la roccia e quel piccolo tronco, se ci muoviamo adesso forse riusciremo a metterci in salvo....... >.
< EH EHH il Tardanese ha ragione EH EHH, o ci proviamo ora EH EHH o non usciremo mai vivi da qui EH EHH >.
Giampasso, guardò verso lo stretto passaggio e rivolgendosi agli amici disse:
< Ottima pensata.... Proviamo..... potrebbe essere la nostra salvezza. Al mio cenno corriamo verso il passaggio; il Nano starà alle mie calcagna, mentre tu Borotiz prendi spalla il giovane Tardanese >.
Al segnale convenuto, tutti si gettarono in una disperata corsa verso l'angusto pertugio quando, quasi raggiunto, gli si pararono innanzi ancora una volta i maledetti ed agguerriti Billy.
Alla vista di questi, Borotiz accecato dall'ira vi si scagliò contro a mani nude, frantumando, scassando, sbriciolando, stritolando e riducendo in pezzetti i crani e le cervella dei malcapitati guerrieri Billy.
Giampasso con la sua tagliente spada "HITACHI" mozzava teste e arti a più non posso, lasciando al suo passaggio una scia di sangue e brandelli di "ciccia".
Il Nano con la sua arma, la classica zappa bidente tipica dei guerrieri della sua stirpe, "zapponava" coloro che rimanevano lontani o scomodi ai primi due.
La disperata fuga, terminò nel momento in cui si resero conto, ormai stremati, che non erano più seguiti: forse erano riusciti a seminare le orde ostili.
Esausti, assetati ed affamati, si fermarono tentando di fare il punto della situazione.
Guardandosi attorno scorgevano paesaggi a loro sconosciuti, l'occhio si perdeva nella vasta pianura sottostante, che sapevano essere l'inesplorata e misteriosa Valle Nera.
Oltre tutto, anche volendo incamminarsi verso una qualsiasi direzione, avrebbero impiegato moltissimo tempo poiché i loro cavalli si erano dispersi durante la battaglia.
Giampasso, ripresosi dalle fatiche disse:
< Ci siamo lasciati alle spalle il nemico, ma innanzi ci troviamo una terra a noi sconosciuta ed oscura, in questo momento l'aiuto di Don Gandalf lo Strego sarebbe stato molto gradito....... Cosa pensate di fare >?
Dopo una rapida consulta, decisero di scendere verso valle con l'intento di aggirare il monte Xenon e procedere verso ovest, in direzione del Lago di Gorba, certi di trovare il modo di tornare verso le conosciute sponde del Brantiberino.
La discesa non fu semplice, ma riuscirono comunque nel loro intento arrivando alla bassa vegetazione che copriva quella misteriosa landa.
Seguirono il calar del sole per molte miglia, fino a che decisero di trovare un ricovero ove passarvi la notte.
Sam, che ancora sedeva sulle spalle del possente Borotiz, strillo ai compagni:
< Amici laggiù sotto un maestoso albero mi sembra di intravedere una capanna, perché non passarvi la notte >?
Il gruppo si diresse verso la direzione indicata dal Tardanese, li giunti si resero conto che la baracca appariva disabitata.
Si sistemarono per la notte, organizzando dei turni di guardia, onde evitare ulteriori spiacevoli sorprese.
La notte, scese ammantando con il suo scuro e freddo mantello la valle ed i monti circostanti.
Il primo turno di guardia, espletato dal Tardanese, il meno spossato di tutti, trascorse quieto. Il Nano, che aveva dato il cambio a Sam, si appostò all'esterno in modo di avere una buona visuale dell'entrata alla capanna.
Dopo più o meno un'ora, la sua attenzione fu destata improvvisamente da un nitido rumore di passi; ma sporgendosi, in direzione del rumore, non scorse nessuno.
La sua preoccupazione, aumentò man mano che i passi si avvicinavano alla capanna, con un balzo si diresse alla porta inciampando in qualcosa in movimento, a lui invisibile.
Questo qualcosa continuò il suo passo fino a spalancare la porta del ricovero, seguito alle calcagna dall'incredulo Nano.
Il trambusto e l'allarme, gridato da Topo Gimly, destarono di colpo i compagni.
< Ghe ge fade in de la gasa miiiia? Gnende gnende site guelli g'hanno lasso tutti gue gadaveri senza li bracci e le gamme e cò la gapoccia sfranda su pe lu monte? Pozza favve magnà lu gore da na gorpe spellicciata..... jela arvede sonada co tutta la greanza a que pori Billy.... Gnè ghe era ora che ghiduno magnasse pane e sputu.......>.
Il fuoco ormai quasi spento nel camino, di colpo si rinvigorì, scoppiettando illuminò l'interno della capanna senza mostrare ai presenti nessuna figura umana.
La voce sembrava essere uscita dal nulla, l'aria sembrava impregnata di stregoneria, e ciò rendeva tutti atterriti.
Giampasso, messa mano alla sua "HITACHI", preso coraggio parlò:
< Chi sei? Mostrati? Dietro quale stregoneria ti nascondi >?
La voce, con tono stizzoso rispose:
< I figli di Re Nenus g'hanno perzo la bona greanza? Mo nun zo più padrone mango in gasa mia >:?
La risposta, apparentemente venuta dal nulla, sconcerto il Pallafontanese, il quale rispose:
< Messere, se conoscete la mia stirpe perché non vi mostrate >?
< Ma ghe sii paciu?...... Nun ge lo sai che Alex lu Magu se fa arvede solo quannu se vole fa arvedè ?....... Quer vecchiardo de Don Gandalf che cete arfatto....... lu rocchiu >?
Giampasso a queste parole ebbe un sussulto.
All'improvviso gli tornò in mente una passeggiata a cavallo fatta, in tenera età, con Don Gandalf Lo Strego; questi lo istruiva su terre lontane e misteriose ove risiedeva un certo Alex il Magico "Lu Magu" che lui affettuosamente chiamava "Bardasciu".
Questo ricordo tranquillizzò il Pallafontanese che amichevolmente si rivolse al misteriose personaggio:
< Se conosci Lo Strego, e conosci noi, allora sai anche che cosa ci ha portati sino a qui.... e come tornare a raggiungere gli altri alla Torre del Cascio >?
< Innanzi dutto, mi caru Bardasciu io e Lo Stregu semo Fratemu,.... che vordì..... che io so li gazzi de dutti, me li dice mi madre, che è mamma de fijo magico, e pure una delle dre veggendi di Terniedindorni ma n' pochetto pure de Morregrette. Grazie a loro potrò aiutarvi ve ce accompagnerò domaddina..... . Ora riposade dranquilli io veglierò su dutti voi >.
Ancora increduli per l'accaduto, ma fiduciosi di questo misterioso ed inatteso incontro, i compagni si coricarono potendo così, finalmente, riposare tranquilli le loro stanche membra.
" La capanna di Alex il Magico "
. . .Continua. . .
Abbiate pazienza le
non tarderanno.