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PROSTATA: ISTRUZIONI PER L'USO

 

1 - note anatomiche

2 - note psicosociologiche

3 - fisiopatologia

4 - la soluzione al problema

 


1. NOTE ANATOMICHE

Prostata: piccola ghiandola, delle dimensioni di una castagna, posta attorno all'uretra maschile nel tratto di emergenza dalla vescica. Delimitata quindi, superiormente sulla parete posteriore della vescica medesima, sotto dal trigono urogenitale e al bulbo del corpo cavernoso uretrale, anteriore al retto, posteriore alla sinfisi pubica. La sua funzione, nota a tutti, è quella di rendere fluido lo sperma: un mare attraverso il quale far nuotare qualche milionata di spermatozoi.
La prostata è un tipico organo maschile, che caratterizza il genere medesimo in maniera estensiva, da aspetti meramente anatomici fino a speculazioni in senso psicosomatico e caratteriale, costituendo un parametro di rappresentazione dell'ego medesimo, soprattutto con l'avanzare dell'età. L'organo, lo si può immaginare come una struttura concentrica: la porzione più interna è costituita da formazioni sacculari (otricoli), responsabili della produzione di liquido seminale. La porzione esterna può essere rappresentata come una sottile capsula avvolgente l'organo. La ghiandola è avvolto da uno spesso strato muscolare che ha il compito di contrarsi durante l'eiaculazione. Questa contrazione produce uno schiacciamento dell'organo con spinta del liquido contenuto nei sacculi verso l'uretra. La sinergia costituita dal muscolo cremastere spinge ulteriormente il seme verso l'esterno generando l'eiaculazione.

2. NOTE PSICOSOCIOLOGICHE


Un po' come accade alle donne con l'utero. Della prostata, se ne ammette implicitamente l'esistenza, la funzione e l'utilità senza coinvolgerla in particolari menzioni. Questo almeno per i primi 40-50 anni di vita di un maschio medio. Successivamente l'organo assurge a ruolo di protagonista, sovente sgradito. L'interesse che le viene rivolto riguarda in parte le disgenesie in senso neoplastico, che sempre più spesso coinvolgono gli organi, nel corso della loro fisiologica degenerazione legata all'età sommati agli effetti dell'inquinamento ambientale. Più frequentemente l'organo viene colpito da quella patologia nota a tutti, che in termini medici si traduce con: ipertrofia ed iperplasia prostatica benigna.

3. FISIOPATOLOGIA

Questa affezione colpisce in maniera crescente i maschi al di sopra dei 50 anni, fino a picchi dell'80% nel maschio anziano (oltre 70 - 80 anni). I disturbi che ne conseguono coinvolgono l'apparato minzionale e la vescica, generando una disfunzione dell'attività urinaria fino a provocare alterazioni anatomiche a carico della vescica medesima.


Il percorso dei disturbi dell'organo è progressivo. Inizialmente si avvertono in maniera episodica delle tensioni e lievi dolori all'organo dopo l'eiaculazione (tipo puntura di spillo). La quantità di sperma prodotto appare sensibilmente inferiore rispetto a quella prodotta prima. Tali disturbi inizialmente episodici gradualmente aumentano di frequenza. Successivamente compaiono disturbi minzionali con difficoltà ad iniziare ad urinare. Difficoltà che gradualmente si esacerbano soprattutto in riferimento a particolari condizioni di vita: libagioni, pranzi ufficiali, staticità, malattia. La ritenzione urinaria condiziona i ritmi di vita del soggetto, inducendolo a mingere modeste quantità di urina sempre più spesso. Egli sarà costretto ad alzarsi sovente la notte, spinto da un forte desiderio di urinare emettendo scarse quantità di liquido.
L'urina emessa presenta uno scarso getto pressorio, con uno zampillo mediocre o colando francamente verso il basso: quello che un tempo veniva chiamato il segno della scarpa !!
La difficoltà a mingere diviene sempre più grave sino a far residuare urina in vescica. Questa quale va incontro a progressive e profonde modifiche anatomiche.


Le modificazioni anatomiche che generano questa affezione vengono ritenute provocate da alterazioni alla risposta ormonale agli estrogeni. L'iperplasia generata viene considerata a tutt'oggi irreversibile.
La minore efficienza di detta muscolatura, verosimilmente su genesi ormonale o vascolare, induce una ritenzione di succo prostatico negli otricoli con successivo ingrossamento e sfiancamento dei medesimi e conseguente ipertrofizzazione della ghiandola. Il soggetto attento si accorge che l'organo non si svuota più come prima durante l'orgasmo. Ne residua una sensazione di tensione a livello scrotale e del bulbo dell'uretra. (che sono i punti di epere esterni dell'organo. Anche il seme prodotto è in quantità minore rispetto a prima.
Infatti, una modalità di intervento per ovviare a questa problematica consiste nel cercare di svuotare completamente l'organo del materiale che residua di volta in volta. Questa pratica viene già effettuata, durante le prime avvisaglie del disturbo, dall'urologo mediante il "massaggio prostatico" effettuato per tramite anale, nel corso della visita. Ma non è sufficiente. attualmente la soluzione terapeutica accreditata per questa affezione è esclusivamente chirurgica e consiste nell'asportazione della ghiandola.


4. LA SOLUZIONE AL PROBLEMA

Fino ad oggi questa veniva ritenuta l'unica risposta terapeutica a questa affezione. Ma non è vero. Purtroppo, colpevoli i media e una certa medicina consumistica ormai adagiata alle esigenze del mercato, determinate pratiche igieniche condotte ancora da pratiche di discipline fisiche e mediche tradizionali (spt. Orientali) vengono ignorate e non ulteriormente approfondite. Per esempio nella disciplina Tantrica la compressione della prostata nel corso dell'orgasmo viene suggerita come potenziante delle sensazioni provate.
La soluzione semplice ed efficace al problema consiste nel cercare di svuotare l'organo nell'atto dell'orgasmo, aiutando le contrazioni con un opportuno massaggio e compressione.

Praticamente nel corso dell'eiaculazione basta effettuare una compressione con due o tre dita: indice, medioe/oanulare a livello perineale (ovvero lo spazio sotto lo scroto, fra lo scroto e l'ano) comprimendo in maniera moderatamente progressiva la zona del bulbo dell'uretra (3 cm circa spostati verso i testicoli). Il punto su cui esercitare la pressione è il bulbo del corpo cavernoso dell'uretra. Questa formazione è il punto più caudale del corpo cavernoso uretrale posto nel perineo (fra scroto e ano) e nel corso dell'erezione è turgido e ben delimitato dalle rimanenti aree circostanti (mucosa perianale, glutei).

 

La sua compressione determina lo schiacciamento della prostata verso la sinfisi pubica e costituisce una facilitazione all'emissione del seme. E' il momento più adatto per garantire l'efficacia dell'intervento sull'organo, essendo agevolati dalla contrazione muscolare, inoltre è un'operazione facile da eseguire a differenza delle fastidiose manovre dell'urologo il quale, inoltre, esercita questo svuotamento in tempi e modi non fisiologici alle esigenze dell'organo, permettendo comunque, negli intervalli di tempo fra una visita e l'altra, che l'organo si riempia di liquido seminale, non risolvendo quindi il processo ipertrofico medesimo.
Questo intervento, invece, risolve in maniera ottimale il vostro problema. Ovviamente questo accadrà se siete alla prima fase dei disturbi, quella cioè legata al modico ingrossamento e alla percezione di mancato svuotamento dell'uretra. Nelle fasi più francamente degenerative ed ipertrofiche le alterazioni d'organo sono tali che la semplice compressione probabilmente non sarà più sufficiente. Anche le ipertrofie prodotte da fenomeni infiammatori ed infettivi non rientrano nell'argomento. Dopo un po' di pratica ci prenderete la mano, imparerete a dosare la compressione e l'inclinazione della spinta, sincronizzandola con le contrazioni muscolari e otterrete risultati sempre più efficaci. Inoltre siccome si tratta di una pratica Tantrica, potrete farvi aiutare dalla partner. Le sensazioni provate, secondo la disciplina Tantrica, sono di aumento delle sensazioni di piacere. Non è nello scopo di questa trattazione affrontare questo argomento e quindi lo rimando a persone più interessate a trattarlo.


In anno domini 2008 ventecjnque de Avrile

Sic et simpliciter Messere Aristarco d'Alcamjria