"Togliamo le statue che piacciono a Berlusconi" - pubblicato il 6 maggio 2004
Premessa. Questo articolo è pieno di demagogia spicciola e di bieco populismo, tipico di una destra ignorante e fascista.
Martedì 27 aprile il “Secolo XIX” dedica un articolo all’azione politica della Circoscrizione Centro Est nella prima pagina della cronaca genovese. Nulla che riguardi la sicurezza dei cittadini, la viabilità, qualche permesso di occupazione suolo pubblico o qualche punto particolarmente controverso. No, l’oggetto di cotanto risalto sono delle statue “false” presenti, dai tempi della mostra “El Siglo de los Genoveses”, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Pensate. Occorre sbarazzarsi al più presto di queste statue – si legge - perché il vuoto delle nicchie che le ospitano risale ai tempi della Rivoluzione francese, quando furono disintegrate le sculture che rappresentavano i potenti della città. A denunciare lo spregio dell’arte e della sua storia è Ferdinando Bonora, Vice Presidente della Circoscrizione, in quota a Rifondazione Comunista, indubitale esponente della sinistra genovese intelligente, saputa e colta, che, con il suo savoir-faire, ha strappato il consenso di tutto il Consiglio, me compreso, con dotte ed argomentate osservazione storiche sul fatto che quelle statue lì proprio non ci devono stare.
Ma ecco che l’articolo dice qualcosa di più delle considerazioni storico culturali di Bonora. Infatti, si legge che nemmeno Silvio Berlusconi chiese di toglierle. Anzi, a maggior ragione, proprio perché piacquero al Presidente del Consiglio, “che le trovò opportune per la scenografia del G8”, è opportuno rimuoverle. Peccato che siano lì dal 2001 e che a tanto scandaloso ribrezzo nessuno abbia poi dato tanto seguito, nemmeno l’ex consigliere diessino Arnaldo Bagnasco, oggi alla guida di Palazzo Ducale. In fondo, ci sono cose più importanti a cui pensare.
Luciano Gandini
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