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Questo distintivo, nato nel 1948, rappresenta un artiglio d'aquila che afferra la bocca da fuoco di un 75/13

Distintivo tratto da una cartolina disegnata dell'Art. Bruno RIOSA in ricordo della consegna della penna alle prime reclute del Gruppo a.mon. "Belluno" sul Col Visentin. Un Artigliere a braccetto con il suo mulo, carico della bocca da fuoco del 75/13, procede lungo il declivio del Col Viosentin; quella che sembra una chiesetta il rifugio dedicato ai caduti del 5 Reggimento Artiglieria Alpina di cui fece parte il "Belluno" in A.O.I e durante la 2^ Guerra Mondiale. Il "Belluno", < bello > perch si sempre fatto onore, in quel periodo era l'unico Gruppo di Artiglieria da Montagna esistente, da qui il motto < Belluno, bello e uno >.

In questo distintivo del 1960, il rifugio sostituito dalle Marmarole, ove il Reparto comp una delle prime ascensioni ardite.

Questo distintivo quello del Gruppo con l'aggiunta del numero della Batteria; venne creato nel 1952 quando la 23^ Batteria, che ha sempre avuto un fortissimo spirito di corpo, era in distaccamento a Cividale Del Friuli(UD) ed era comandata dal Capitano Mario FURESI.

Questo distintivo, nato nel 1972 stato voluto dall'allora Sottocomandante di Batteria S.Ten. Ezio DE PETRIS, per rimarcare ancora una volta il fortissimo spirito di corpo della Batteria. E' il distintivo con le Marmole al quale stato aggiunto il numero < 23 >.

Nel 1989, allo scioglimento del "Belluno", la 24^ Batteria pass al Gruppo "Udine". Nel 1990 divenne Batteria contraerea leggera. Dal 1992 dipende direttamente dal 3 rgt.a.mon.. Il distintivo, ideato nel 1982 dall'allora Cap. Donato LUNARDON mostra un Artigliere che trasporta a spalla la bocca da fuoco dell'obice da 105/14

Questo distintivo, ideato negli anni 80 dall'allora Comandante della 23^ Batteria Ten. Enzo MOSOLO, non mai stato coniato come distintivo vero e proprio ma solamente riprodotto come adesivo. Il distintivo della 23 raffigura un leone che si "mangia" un mulo, infatti il motto della 23 era "mussi in pace leoni in guera" (in pace grandi lavoratori come i muli ed aggressivi come i leoni in guerra).

Bibliografia: Bruno ERZEG "La storia della Julia attraverso i distintivi dei suoi Reparti".


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