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QUANDO IL CORPO È UNA MERCE DA VENDERE

Pedofilia:
fenomeno (angosciante) di massa

 

La pedofilia sta diventando un fenomeno diffuso. Non più un vezzo di alcuni intellettuali o la perversione di un maniaco: ma un crimine, strutturato. Ne parla don Fortunato Di Noto, fondatore di "Telefono Arcobaleno".

 

Don Fortunato Di Noto


«È più facile credere a un delitto, a un furto ma non ad atti di violenza, perché purtroppo, per quanto sia grave questo reato, non sempre è facile dimostrarlo, poiché le uniche prove che si hanno, che esistono sono basate sui racconti dei bambini, la veridicità dei fatti non sempre viene sostenuta fino in fondo da persone o strutture adeguate».

È lo sfogo scritto di una mamma, che ha avuto suo figlio coinvolto in un turpe giro di pedofilia, assieme ad altri bambini. Uno sfogo amaro e quasi senza speranza. Complesso, ributtante fenomeno quello della pedofilia e la sua annessa perversione generata anche e soprattutto dalla produzione di materiale foto e video dove, con indiscutibile veridicità, sono raffigurati in atti espliciti sessuali, con adulti e perfino con animali, bambini in tenerissima età, anche 12 giorni.

Sembra quasi una cosa irreale quello che si legge. La violenza culturale e reale ai bambini è il capitolo estremo della crudeltà del mondo adulto, di molti adulti. Piacere e stupidità di adulti che godono nel vedere soffrire un bambino.

Per una volta dovremmo fermarci, anche se gli ultimi fatti di cronaca di Roma dovrebbero smuoverci e farci scendere in piazza, silenziosi, così come è silenzioso lo scempio della carne dei bambini per la turpe perversione di adulti malati. Sani e perversi? Una cosa è certa: lucidi! Lucidi di vivere relazioni possibili con bambini soli e facili nella disponibilità di vivere un amore che forse non viene offerto da genitori assenti.

Parlare oggi di pedofilia e di sfruttamento sessuale di bambini, indignarci emozionalmente, a intermittenza sulle violenze fatte ai bambini, dovrebbe generare in noi una vergogna tale che dovremmo iniziare a ripercorrere quelle strade di una rivoluzione culturale tale da riordinare la cultura della violenza, il complesso di superiorità, di orgoglio e di dominio che imponiamo nel nostro modo di relazionarci ai bambini.

Oggi la pedofilia è un fenomeno di massa, una organizzazione sociale e non più (e non solo) una struttura mentale. Non più un vezzo di alcuni intellettuali o la perversione di un maniaco: ma un vero e proprio crimine, strutturato sia a livello culturale e sia a livello di vera e propria associazione a delinquere. È un fenomeno "antico", ma cambiato nel tempo, e oggi in Occidente (nelle società opulente e ricche) è in un aumento vertiginoso.

La scuola dove i pedofili organizzavano i loro incontri.
La scuola dove i pedofili organizzavano i loro incontri

Un fenomeno di massa caratterizzato da una eccessiva quantità di materiale erotico e pornografico (il corpo è merce!); una certa enfatizzazione spesso gratuita di inquietanti notizie relative a rapporti sessualmente scorretti; una inquietudine che genera incredulità e fuga dal dovere di denunciare (omissioni e indifferenza); le accentuazioni di colpevolezza e di omertà; e perfino una pluralità di interpretazioni che spesso sfociano nel considerare un fenomeno istintivo, un fenomeno maniacale di pochi (malattia), un fenomeno domestico casereccio, un fenomeno lobbystico, un fenomeno… da non parlare. Da tacere, e meglio da contenere. Insomma, non bisogna tirare troppo la corda.

Una cosa almeno sembra essere certa: la pedofilia è una patologia psichiatrica che rientra tra i disturbi di parafilia che comporta un’attrazione per qualcosa di anomalo, quali oggetti inanimati o appunto i bambini. È una immaturità sessuale e affettiva per sfatare (se ci riusciamo) l’assurda affermazione di chi vuole sostenere "il diritto" di stabilire un amore con un bambino.

La pedofilia è una malattia del comportamento sessuale, ma non sembra tale da togliere quella capacità di intendere e di volere che il Codice di procedura penale richiede per poter negare o ridurre la responsabilità e dunque la punibilità. I pedofili conosciuti sono lucidi, determinati e di mente raffinata. Leoni che individuano, circuiscono e attaccano la preda per divorargli l’anima. Il cannibalismo dell’anima.

È una società di bambole. Troppi peluche e inanimati pupazzi. Dell’abbandono e della solitudine. Quanta solitudine dei bambini. Bambini orfani con genitori vivi. In generale i bambini più a rischio pedofilico sono quelli che in generale sono privi di affetto e di attenzioni. Di nutrimento affettivo! Diciamolo pure: la pedofilia è la crisi dell’adulto e non certamente del bambino. Quel giorno Andrea (8 anni) non voleva più cantare nel coro, oggi canta di nascosto, perché a lui piace il canto, ma quel maestro… per diversi anni non ha mai parlato, perché alla domanda: «Papà, mamma, ti è piaciuto come ho cantato?», i genitori rispondevano: «Il maestro è stato bravo!». Già il maestro è stato bravo… Bravo anche di abusare psicologicamente e sessualmente di decine di bambini.

L’insospettabile che non ha permesso ai genitori, a tanti genitori, di leggere quel vuoto, quel grido, quel desiderio di essere nutriti da un amore autentico e coerente.

 

   Famiglia Cristiana, n° 22, 3 Giugno 2001

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