seconda SPEDIZIONE
in perU'
agosto 2005

TERMINE DELLA SPEDIZIONE: SUCCESSONE........
RELAZIONE - RELAZIONE - RELAZIONE - RELAZIONE
Cordillera Blanca, macizo
del Huantsàn, quebrada Rurec
Cerro Pumahuagangan, parete
N.O.
Via “Pietrorrrago: VAFFANCULO”
Roberto Iannilli, Enzo Arciuoli e Giulio Canti
12 agosto 2005, dopo vari gg di attrezzatura.
Sale le compatte placche che si incontrano all’imbocco della quebrada Rurec, sul lato dx della valle ed è caratterizzata da un’arrampicata sostenuta nel suo ordine di difficoltà (nella prima metà), su roccia perfetta e con protezioni molto distanti (13 su tutta la via). Diff. VI+/VII- (6A), sviluppo 420 M. (210 di placca e 210 di placche frammiste a arbusti), protetta a spit, per ripeterla occorrono 4/5 rinvii ed un micronut. Se si vogliono evitare i 210 M. finali, ci si può calare in doppia, ma occorre attrezzare l’ultima sosta della placca (forse è possibile calarsi dall’albero usato per la sosta, se no occorre il perforatore, data l’assoluta compattezza del granito, non ci sono possibilità di mettere chiodi.
Attacco più o meno al centro del grande “cono di placca” (attenzione ad un tiro parzialmente attrezzato sulla sx, non porta da nessuna parte)
** 1) Salire ad uno spit e obliquare a sx ad una nicchia (tracce di muschio), continuare in verticale fino a sostare (VI [5C]; tre spit ed un micronut). ( 30 m:, sosta con ch. e spit)
** 2) Proseguire in verticale fino alla seconda sosta (VI+/VII- [6A]; due spit). (25 M.; sosta con due spit)
** 3) Sempre in verticale (VI+/VII- [6A]; due spit). (25 M.; sosta con due spit)
** 4) Salire fino al secondo spit e quindi traversare verso sx, fino ad un terzo spit e da li in verticale fino ad una comoda sosta in una nicchietta (VI [5C]; quattro spit). (50 M.; sosta con due spit)
** 5) Traversare a sx e continuare in verticale fino alla sosta (VI [5C]; due spit). (35 M.; sosta con due spit)
** 6) Continuare in verticale fino a sostare su un albero sulla sx (VI [5C]; uno spit). (40 M.; sosta su albero)
** 7-8-9-10) Proseguire in obliquo verso dx, per placche e arbusti (soste su alberi), fino ad uscire in cresta per una bella placca appoggiata a quota 4350 (fino al V, ma attenzione). (210 M.)
Discesa: Traversare orizzontalmente a dx per pendii erbosi, agirare una frana e scendere verso la quebrada Rurec (30 minuti).
Cordillera
Blanca, macizo del Huantsàn, quebrada Rurec
Risco Ayudin, parete Nord-Ovest
Via ? Libertad es partecipacìon?
Roberto
Iannilli & Giulio Canti, il 18/08/2005
Dopo quattro giorni di arrampicata ed un bivacco in parete (quota 4330)
La via sale, con arrampicata sostenuta nelle difficoltà, la vetta subito
a sx di Punta Numa, per una linea di fessure con due caratteristici tetti
nella parte bassa e placche levigate, nella alta. Esce in un grande anfiteatro
di roccette ed erba, che porta alla cuspide finale, superata con un altro
tiro di arrampicata. Diff. VII+/VIII- (6C+) e A2, roccia compatta (nei primi
tiri disturbata dal muschio), sviluppo 1600 M. (600 metri di arrampicata
più c.a. 1000 metri di facili roccette). La via è da attrezzare, solo qualche
chiodo è restato in parete, sono stati usati 5 spit di protezione lungo i
tiri. Per ripeterla occorre una serie completa di friend (fino al N. 5 della
Camelot), nut, chiodi vari (molti a lama), almeno due rurp, due staffe e
corde da 60 metri. La via è attrezzata per le doppie.
Attacco subito a sx del profondo diedro/canale che separa Punta Numa dalla
larga parete del Risco Ayudin, per un diedro obliquo a dx che porta sotto
un tetto, con un secondo tetto più grande che lo sormonta al tiro successivo.
** 1) Salire il diedro fino alla sosta su una rampa con muschio, subito a
dx di un albero, che è alla base del diedro che porta sotto il primo tetto
(VI+ [6A], passo di A1; chiodi). (35 M.; sosta con due chiodi tolti)
** 2) Traversare in placca verso l?albero (VI; sprotetto) ed entrare nel
diedro. Superare il tetto sulla dx e, con arrampicata più facile, raggiungere
la sosta (VII- [6B] e A2; un ch., friend e uno spit). (50 M.; sosta con uno
spit ? decima doppia)
** 3) Superare il tetto e sostare subito fuori, su un minuscolo terrazzino
esposto (A2; chiodi, nut, friend e uno spit). (20 M.; sosta con ch. e spit)
** 4) Continuare per fessura (tratto ?.) fino a dove si allarga a canale
(VII+ [6C] e A1; friend, nut e due chiodi). (40 M.; sosta con ch. e spit
? nona doppia)
** 5) Proseguire per il canale (spesso alla sua dx), fino a sostare in un
anfiteatro a metà parete (dal III al V+). Sulla dx si nota una piazzola
costruita
da noi, adatta per una tenda da bivacco da due persone, c?è anche uno spit
senza placchetta per l?ancoraggio. (60 M.; sosta con due spit - ottava doppia)
** 6) Salire una parete articolata che porta ad un diedro (IV). (35 M.; sosta
su spuntone)
** 7) Continuare per un liscio diedro/fessura (VII- [6B]; chiodi e friend),
fino ad una sosta. (45 M.; sosta con ch. e spit - settima doppia)
** 8) Terminato il diedro, continuare in placca verso sx e raggiungere un
altro diedro (VII+/VIII- [6C+]; all?inizio sprotetto, poi uno spit ), superare
il diedro e sostare (VII- [6B]; due chiodi). (40 M.; sosta con due spit ?
sesta doppia)
** 9) Superare un muretto liscio sopra la sosta (VI+/VII- [6A+]; spit),
traversare
a sx su placca abbattuta e salire verso un diedro (VI; spit). Per una vaga
fessurina raggiungere il diedro (A2; due rurp e due chiodi) e sostare. (45
M.; sosta con ch. e spit ? quinta doppia)
** 10) Continuare per il diedro (VI+/VII- [6A+] e A1; friend, nut e chiodo
? è possibile trovarlo bagnato). (40 M.; sosta con uno spit ? quarta doppia)
** 11) Seguire ancora il diedro e sostare su un terrazzino sulla dx (V+
e VI-; friend e nut). (55 M.; sosta con uno spit ? terza doppia)
** 12) Traversare a dx in placca ed uscire facilmente al grande anfiteatro
sommatale (IV). (60 M.; sosta su albero ? seconda doppia)
** Continuare per facile roccette ed erba verso sx, in direzione della cuspide
finale, che si sale per una fessurina obliqua verso sx. (c.a. 1000 metri)
** 13) Salire la fessura ed uscire in vetta ( IV+; friend). (40 M.; sosta
con uno spit ? prima doppia)
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Tutto e' andato bene, la via e' stata salita, anche se non per la linea originale e su un altra cima,
ma
sempre inviolata.
Ti saluto e spero di poter presto arrampicare assieme, magari a Ripa.
Un abbraccio a tutto il GAC.
Roberto
Ciao a tutti e grazie per i complimenti.
Prima di tutto devo ringraziare il team del forum che formava la spedizione,
senza
di loro nulla sarebbe stato possibile.
Tutti hanno fatto la loro parte: dall'incredibile Ginz, che al di la di ogni
possibile immaginazione, si e' trasformato in un incallito "bigwallista";
a Kenzo, che e' stato un ottimo compagno per la via delle placche e non si e' mai risparmiato a dare una mano con i carichi, per portare il materiale alla base della via;
fino
al solito parafulmine Pietrorrrago, che ha catalizzato la sfiga sulla propria
persona, sacrificandosi per il bene della spedizione.
Abbiamo aperto due vie, una prima sulle placche levigate all'imbocco della
valle. 400
metri di via che escono in cresta, con difficolta' mai sotto il 5C e mai sopra
il 6A, protetta a spit lontanissimi (si viaggia da un massimo di 4 protezioni a
tiro ad una sola). Talmente lontane che alla
ripetizione mi sono letteralmente cagato sotto e ho rinunciato al penultimo tiro
della placca (6 tiri di placca, piu' altri 4, molto lunghi, di cenge con arbusti
e placche).
La via si chiama "Pietrorrrago: VAFFANCULO" ed e' stata aperta da me,
Ging e Kenzo
(Pietro
era malato a Huaaz).
Poi Ginz mi ha accompagnato in una galoppata di 4 giorni (piu' uno per
l'attrezzatura del campo in
parete), che ci ha portati in vetta ad una cima inviolata, subito ma sx di Punta
Numa e della stessa quota.
Dopo la faticosissima salita con il saccone al seguito, con tutta l'attrezzatura
da bivacco, lasciate le
fisse, siamo scesi al campo base ed il giorno dopo, saliti al punto del bivacco,
a meta' parete, abbiamo letteralmente costruito una cengetta per la tendina.
Un
muretto a secco con muschio come tappeto, che ci ha permesso di dormire
relativamente comodi.
La mattina seguente abbiamo terminato la salita e siamo usciti in vetta verso le
14.
Ne e' risultata una via di circa 600 metri di arrampicata, ma con uno sviluppo
totale intorno ai 2000, se si comprende anche il tratto che abbiamo fatto
slegati, tra arbusti e roccette facili.
L'arrampicata e' sostenuta ed impegnativa, con tratti di artificiale, ma dove
prevale la
libera. Ogni tiro e' stato una lotta ed ho pure fatto un bel voletto.
Sono stati usati 4 spit di protezione lungo i tiri, nei tratti dove non era
possibile altrimenti garantire un minimo di sicurezza.
La libera varia dal 6B al 6C+, sempre sostenuta e spesso disturbata dal solito
muschio ed e' stato anche necessario l'uso di rarp, per il superameto di un
tratto davvero liscio ed inscalabile.
La via si chiama "Libertad espartecipazion" e la punta e stata
dedicata ad Ezio Bartolomei
(Punta
Bartolomei).
La vetta e' una lunga terrazza monolitica, con una specie di torretta, che la fa
somigliare ad una
nave. Io e Ginz, fatte le foto di rito, ci siamo soffermati un po' e il mio compagno
ha avuto il coraggio di farsi la solita paglia (a quella quota... ).
Ci siamo ritrovati commossi e abbracciati, felici di esserci tolti di torno il
problema, contenti di aver avuto la capacita' e la volonta' di farcela e
sollevati all'idea di aver chiuso la
faccenda e non doverci tornare su.
Vi saluto e ci releggiamo presto,
spero di aver l'occasione di festeggiare le due nostre vie con la
solita memorabile ed ennesima aripizza (sia a Milano che a Roma).
Ciao
Roberto
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Dalla Mail più recente, le notizie della spedizione in cordillera blanca...
Ecco la situazione all’8 agosto
(Roberto I. mi chiese di aggiornare il sito tramite il Forum di Planetmountain).
Riccardo_mn
scrive: Fortunatamente e' arrivato il suo saccone, ma per il resto non e' che
vada benissimo.
Sono al Campo Base, dove praticamente stazionano da
quattro giorni.
Il tempo continua ad essere instabile, piuttosto brutto
e freddo; ciò nonostante hanno provato una "bella via di placca", che
pero' hanno dovuto interrompere per via del maltempo.
Continuano i contrattempi logistici: sinora Roberto ha
utilizzato attrezzatura in affitto e sono anche stati vittima di furti di un bel
po' di materiale (fra cui il sacco a pelo).
Pietro ha deciso di scendere (non so se per un po', non
si capiva bene) a causa della bronchite che lo ha colpito e lo stesso Roberto
non si sente bene, vittima di un gran raffreddore.
Si faranno risentire fra qualche giorno.
Yinyang
scrive:
eccoci
allora la situazione aggiornata e' che Roberto ed Enzo
sono al campo base, oggi se Roberto stava un po' meglio continuavano la
"bella via di placca"
Pietroragovaffanculo e' sceso a huaratz e io l'ho
accompagnato, per controllare che non svenisse durante il tragitto (circa 20 km
che ci siamo sparati in 3 ore
) ma soprattutto attirato da una doccia calda e pollo
arrosto locale
che dire...peggio di così non poteva andare fino ad ora
sono l'unico che per adesso non ha accusato malattie...pero'
a pensarci bene forse due linette ce le ho anche io adesso
o forse e' la montagna di patatine fritte che me so'
magnato...
il morale e' bassissimo ma la situazione non può che
migliorare (e te credo!)
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Ecco
le ultime sul mio saccone, se credevamo che la realtà potesse superare
la fantasia, ora ne abbiamo le prove.
Oggi, dopo ore perse alla compagnia del Venezuela, poi a l'Iberia, siamo
tornati all'Alitalia (che non e' all'aeroporto), li ci hanno detto di ripassare
il pomeriggio. Al nostro ritorno ci hanno dato l'incredibile notizia che lo
zaino e' stato rintracciato a Londra, che domani prende un volo della British,
per Lisbona, dove cambierà su un volo della compagnia Portoghese che lo porterà
a Rio de Janeiro, dove prenderà un volo Varig per Lima, dove giungerà
il 5 agosto alle 12. Ho chiesto al funzionario come mai non faccia anche
un salto a Tokio, perché la via del rientro mi sembra un po' troppo lineare
e rapida :evil:
Tutto ciò, sempre che non facciano un altro errore, la qual cosa non mi
stupirebbe.
Insomma, noi siamo partiti ed arrivati il 29 luglio ed il sacco arriverà
(si spera), ben 7 gg dopo, mandando all'aria tutti i nostri programmi.
Per fortuna che c'e' Rodolfo, il capo della nostra agenzia a Huaraz, che
considero un amico, che ha avuto la pensata di farci partire domani per Huaraz
e, il giorno dopo, per il nostro obiettivo, mentre lui tornerà a Lima aprendere
il bagaglio, intanto che noi cominceremo ad acclimatarci al campo base.
In questi giorni abbiamo visto cose inenarrabili, che neppure l'androide di
Blade
Runner poteva immaginare, mucchi di valige abbandonate dei depositi e frotte
di disperati alla ricerca del proprio bagaglio. La situazione nei voli aerei
e' grottesca, non c'e' nessuna tutela per chi prende l'aereo con il bagaglio
da mettere nella stiva.
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ECCO LA 1° DISASTROSA MAIL
Partiti
con un ore di ritardo, fino a 2 minuti prima della chiusura dell'imbarco,
sembrava che due di noi non potessero salire in aereo, ci avevano venduto dei
biglietti fuori numero e, per fortuna, si e' trovato il modo di imbucarci.
A Caracas ci tocca spettare quasi 11 ore la coincidenza ed arriviamo a Lima con
una notte di ritardo, anziché alle 11,30, alle 2,30.Per concludere, i bagagli non arrivano tutti, manca un saccone ed uno zaino.
Il saccone potrebbe arrivare oggi, sembra che a Malpensa non lo abbiano
imbarcato, lo zaino e' letteralmente scomparso, o e' fermo e dimenticato a
Milano o se lo sono fregato a Caracas.
Stiamo in albergo ad aspettare e la situazione non e' rosea.
Se mai dovessi fare un'altra spedizione, i bagagli verranno spediti via
corriere, le normali linee aeree, o meglio, il personale degli aeroporti, specie
italiani, se ne frega altamente di fare il proprio dovere.
Finché resteremo bloccati a Lima ti manderò delle mail, poi ho il solito
collegamento con il forum e non posso anche telefonare a te, se ti va, aggiorna
il sito dando un occhio al forum.
Quest'anno sono un po' più sensibile alla nostalgia di casa, credo di
cominciare a perdere le motivazioni, lo avevo già notato mentre arrampicavo al
Gran Sasso.... forse mi sto facendo vecchio sul serio.
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Ciao
a presto
Roberto
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