seconda SPEDIZIONE
in mIYAR VALLEY
- Himalaya indiano - agosto 2004
finalmente!!!!!!!!!!!!!!
Ecco
la foto della parete con i tracciati delle vie:
A-"A white chocolate croissant (please make it abundant)!"
B-"Mustang Cafè"
C-"Prot-Hause"
D-"Shin-nac"
La tendina schematizzata in alto è il bivacco,
il campo avanzato (Prot-Hause), è alla base della parete, tra l'attacco di C ed A,
E' giunta fino alla mia casella di posta elettronica una e-mail da Roberto Iannilli.
Questa!

"Ciao
Ivo, siamo a Manali e ... piove.
Allora: abbiamo aperto tre vie, più una in solitaria. la vetta è stata
raggiunta il 13 (venerdì) alle 12, per una linea di 1.500 metri, compresi 700
da fare di conserva, un totale di 18 tiri, con difficoltà fin al 6C, è stato
necessario un bivacco in parete solo con il sacco a pelo ed il coprisacco (una
pacchia, dopo il bivacco bagnato e senza sacco ad oltre 5.000 metri, avuto in un
precedente tentativo). Il nome della via e` "Mustang café" (una
bevanda imbevibile che Tensing cerca sempre di rifilarci) ed è dedicata ad Ezio
Bartolomei.
La montagna mai scalata è stata chiamata "Iris Peack" (la fidanzata
di Pietro, recentemente scomparsa) ed ha una quota di circa 5400 metri.
Una altra via e` di circa 500 metri e termina in comune con la via della vetta,
è si chiama "One brioches with white chocolate (much please)", con
difficoltà minori (max VI).
La via in solitaria ha uno sviluppo di circa 500 metri, con tiri molto
impegnativi (almeno per me), fino al 7A+ e si chiama "Prot-House" (che
sarebbe la tendina del campo avanzato, che sembrava si gonfiasse al ritmo delle
nostre scuregge). Questa via esce su una vetta secindaria, di oltre 5000 metri,
che ho chiamato "David`s 62 Nose" (un amico del forum di
Planetmountain)
Poi sono arrivate due graziose francesine, Margot e Aurelì (23 e 22 anni) e con
loro abbiamo aperto una quarta via, sempre sul David`s 62 Nose.
Aurelì è una forza della natura ed ha tirato a tiri alterni la via, che è una
bellissima linea con dei tiri niente male di fessura (fino al 6B), il nome della
via e` "Scim nac" (Caccole al naso in indi.... al naso di davide62) ed
ha uno sviluppo di oltre 500 metri."
A presto
Roberto
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Come promesso, direttamente da Roberto, ecco una breve ed interessante relazione della spedizione esplorativa in questione (per la relazione tecnica vai più in basso): La spedizione, partita il 27 luglio dall’aeroporto di Roma e composta da me, Pietro Rago e Mimmo Perri, ha avuto, fin dall’inizio molti problemi, a cominciare dal ritardo di tutti i bagagli, che ci ha costretto a tre stressanti giorni di attesa a Delhi. Poi le torrenziali piogge hanno interrotto in vari punti la strada per il Rotan Pass a 4000 metri, che porta alla Miyar valley, costringendoci a reclutare 13 portatori e fare il tratto a piedi, confidando di trovare dei mezzi dall’altra parte, per poter continuare il viaggio. Il trekking di avvicinamento è stato sempre accompagnato dalla pioggia, con difficoltà per superare i torrenti in piena. Arrivati al campo base, a quota 4000, la parete del nostro progetto era in condizioni penose, coperta di neve e ghiaccio. Questa situazione, accompagnata dal ricordo della precedente spedizione, funestata dal brutto tempo, già fiaccava le nostre motivazioni, precipitate con l’incidente di Pietro, che subiva un grave riacutizzarsi di un infortunio alle vertebre, costringendolo a rinunciare alla salita. Ridotti in due si è deciso di cambiare obiettivo e si è scelta una montagna, anch’essa mai raggiunta alla vetta, 600 metri più bassa di quota e con meno problemi logistici. Attrezzato il campo avanzato a quota 4650, abbiamo atteso che le condizioni climatiche permettessero la scalata.
La parete che volevamo scalare è esposta ad ovest e si presenta con un grande avancorpo di solido granito, sormontato da una grande cengia che porta al tratto finale, costituito dalla cuspide della vetta. Due anni fa, una forte cordata slovacca (Igor Koller, Ivan Stefansky, Dodo Kopold) hanno salito uno sperone per la parete nord, denominandolo Castle Peak, per una durissima via di artificiale. Il 5 agosto attacchiamo la parete e saliamo una via che porta fino al cengione: 480 metri di fessure, con difficoltà contenute, fino al VI . Come assaggio è ottimo, ci caliamo in doppia. Dopo un poco di giorni di tempo instabile, il 9 attacchiamo la parete per una linea più diretta e che presenta difficoltà superiori. Puntiamo tutto sulla leggerezza e contiamo di farcela in giornata. Superiamo la parete dell’avancorpo e arriviamo al cengione, di lì proseguiamo di conserva per un tratto, dopo altri due tiri di corda ed un altro tratto di conserva, iniziamo a scalare il tratto finale della parete, la piramide di roccia che porta alla vetta. Dopo qualche tiro il tempo peggiora ed inizia a nevischiare, sono circa le 18 e decidiamo che è meglio scendere.
Una doppia si incastra e sono costretto a risalirla tutta, ma la corda è ormai zuppa e mi bagno le braccia fino alle ascelle. La pioggia continua e scendiamo a tentoni al buio, fino a perdere la strada ed essere costretti a bivaccare ad oltre 5000 metri, senza sacchi ne possibilità di mettere abiti asciutti, senza cibo ne acqua. La notte passa a cercare di riscaldarci e all’alba, tutti intirizziti, scopriamo che eravamo a solo 50 metri dalla doppia. Scendiamo direttamente fino al campo base. Dopo un giorno di riposo ed altri di attesa del tempo buono, ci riproviamo il 12, ma saliamo solo il tratto basso della via e bivacchiamo sul cengione, 'sta volta però abbiamo il sacco a pelo. La mattina attacchiamo all’alba e alle 12 di venerdì 13 agosto siamo in vetta, dopo una via di quasi 1500 metri di sviluppo, compreso il tratto di conserva, con 18 tiri di corda e difficoltà fino al 6C. Il panorama è bellissimo e vediamo la parete del progetto originario, torreggiare beffarda su tutte le altre montagne. Scendiamo in doppia per la stessa via di salita. Decidiamo di intitolare la montagna a Iris, la compagna di Pietro, recentemente scomparsa. L’Iris Peak è alto circa 5400 metri e la nostra via avrà il nome di “Mustang Cafè” e sarà dedicata a Ezio Bartolomei, mio compagno di scalata da sempre, scomparso l’anno passato e che doveva essere dei nostri in questa spedizione. Il tempo sembra restare buono ed il 19 attacco una via in solitaria, per una linea di fessure rovesce che portano al cengione, da dove salgo slegato il facile tratto finale, fino alla vetta di un’anticima della montagna, che chiamo “Devid’s62 Nose” (circa 5000 metri di altezza). Ne esce una via impegnativa con tiri fino al 7A+, per uno sviluppo di 740 metri, compreso il tratto di roccette, su 13 tiri di corda. Ci raggiunge una spedizione di francesi, due ragazze in attesa di una terza: Aurelie e Margot, di 22 e 23 anni. Con loro ci uniamo in una cordata a quattro e saliamo un’altra via nuova che porta al David’s62 Nose, superando la bellissima parete terminale del Nose, per una linea di bellissime fessure. La via viene salita a comando alternato tra me e Aurelie. La nuova linea ha uno sviluppo di 590 metri, su 13 tiri, con difficoltà fino al 6B, il nome è “Shin-nak” (“Caccole al Naso” in indi). Su tutte le vie sono state usate protezioni tradizionali, usati solo due spit di protezione su un tiro di placca della via alla vetta. Si ringrazia per la collaborazione il negozio “il Rifugio” di Roma. |
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Himachal Pradesh, India, Himalaya indiano, Miyar Valley. Iris
Peak (nome proposto), parete ovest. Via “A white chocolate croissant (please make it abundant)!”: Roberto Iannilli & Domenico Perri 5 agosto 2004 (con sei ore di arrampicata). La parete ovest della montagna è costituita da una grande fascia rocciosa compatta, divisa in due parti da un canalone svaso, la parte di dx è più fessurata, mentre la sinistra è compatta e meno scalabile. La via sale la parte destra della fascia rocciosa (nove tiri), fino ad una zona appoggiata con placche e detriti. Da qui si collega con la via “Mustang cafè”, che porta alla cima.
Per ripeterla occorrono chiodi, nut e una serie completa di friend, indispensabili le corde da sessanta metri. Sviluppo 480 metri, difficoltà fino al VI. La via si protegge a nut e friend e nella relazione è sottinteso, è specificato solo il caso di utilizzo di chiodi. Roccia ottima.
Dalla via si scende tramite le doppie di “Mustang Cafè”, occorrono corde da 60 e su una calata sono appena sufficienti.
L’attacco è al centro della parte sx della parete, sotto la verticale di un sistema di diedri obliquo a sx, che porta sotto uno strapiombo svaso e liscio.
** 1) Salire una serie di fessure e diedri che portano ad un grande sistema di diedri obliquo a sx, fino ad una sosta con uno spit (V+ e VI-; tre chiodi, uno lasciato). (55/60 M.)
** 2) Continuare più facilmente (IV) fin sotto uno strapiombo. (60 M.; sosta con spit e chiodo)
** 3) Superare la paretina fessurata a dx dello strapiombo (V) e continuare in una zona di rocce rotte. (60 M.; sosta da attrezzare)
** 4) Salire un diedro verso sx e poi un breve camino (V+). (55 M.; sosta da attrezzare)
** 5) Continuare per il diedro con lame, che va verso uno strapiombo liscio sulla dx, uscire a sx per fessure e sostare traversando a sx su una cenetta (V+ e VI). (55/60 M.; sosta da attrezzare)
** 6) Superare la placca sopra alla sosta, ad un tettino passare a sx (a dx segni di frana) ed uscire nella parte appoggiata della parete (VI-). Spostarsi verso dx, dove inizia una cengia erbosa (60 M.; sosta da attrezzare)
** 7-8-9) Contionuare verso dx, per cengia con detriti o placche abbattute (massimo IV-), in direzione di due grandi ometti di pietra, pochi metri sotto il secondo è la prima doppia della parte bassa di “Mustang Cafè”. (130 M.)
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Himachal Pradesh, India, Himalaya indiano, Miyar Valley.
Iris Peak (nome proposto), parete ovest.
Via “MUSTANG CAFE’” (Roberto Iannilli & Domenico Perri) il 12 e 13 agosto 2004 (con bivacco in parete).
La parete ovest della montagna è costituita da una grande fascia rocciosa compatta, divisa in due parti da un canalone svaso, che la taglia a meta, la parte di dx è più fessurata, mentre la sinistra è compatta e meno scalabile. La via sale la parte destra della fascia rocciosa (nove tiri), fino ad una zona appoggiata con placche e detriti. Superato questo tratto, sale delle placche (due tiri) e raggiunge una cresta che scende da un’anticima acuminata. Giunti nei pressi della sella formata dall’anticima e la cima vera e propria, sale la parete dalla cuspide della vetta (sette tiri).
Per ripeterla occorrono chiodi, nut e una serie completa di friend, indispensabili le corde da sessanta metri.
Sviluppo 1500 metri (compresi 800 metri da fare di conserva), difficoltà fino al VII+ (6C). La via si protegge a nut e friend e nella relazione è sottinteso, è specificato solo il caso di utilizzo di chiodi. Roccia ottima. La via ha le doppie attrezzate, ma occorrono corde da 60 e su una calata sono appena sufficienti.
Salita con un bivacco in parete, dopo un tentativo fallito per il mal tempo (lasciando delle corde fisse sul primo tratto). L’attacco è sulla destra della parte sx della parete, non distante dal canale che la divide in due settori. Alla base della parete, si notano due piccoli avancorpi tondeggianti, con dell’erba sopra, la via attacca sulla destra del più basso, ci sale sopra e supera anche il secondo, arrivando su una cengia, sotto un tetto obliquo a sx. ** 1 – 2) Salire lo zoccolo formato dal primo avancorpo, passando a sx, giunti sulla cima superare anche il secondo, per un diedro appoggiato, inclinato a sx. Sostare sotto un tetto obliquo sulla sx (nei pressi di una caratteristica X, di due metri per due, fatta da una vena bianca della roccia). (110 metri: III e IV)
** 3 ) Salire verso lo strapiombo e continuare in leggero obliqua a sx per diedri fessurati, poi in verticale per fessure, sostare sulla sx (dal V+ al VI+; chiodo lasciato). (55 m.; sosta con chiodo e spit, ottava doppia – da qui si scende per detriti sulla dx, faccia a monte, oppure ci si cala, ma c’è attrezzata solo la prima doppia)
** 4) Salire sulla dx della sosta per fessure, quando diventa svasa e sta per terminare, traversare a dx e salire ad un terrazzino (VI). (30 m.; sosta con due chiodi tolti)
** 5) Continuare per fessure sulla dx, fino ad una comada cengia erbosa (V+). (35 m.; sosta con chiodo e spit, settima calata)
** 6) Salire verso un tetto sulla dx, superarlo alla sua sx e continuare per fessurina (tre chiodi, uno lasciato con cordino). Al termine della fessura, continuare per placca, fino a sostare su terrazzino (V+ e VI-). (40 m.; sosta con friend e chiodo tolto)
** 7) Salire verso dx, in direzione di un tettino, obliquare sempre a dx in placca ed uscire su una cengia erbosa (V+). (55 m.; sosta sulla dx con chiodo e spit, sesta calata – attenzione, alle corde da 60 manca un metro per raggiungere la cengia )
** 8) Salire pochi metri in placca (chiodo tolto), spostarsi verso dx e tornare a sx, sfruttando le vene di roccia chiara oblique (entusiasmante), fino a sostare sotto un lungo tetto (VI, passo di VI+; due spit). (25 m.; sosta con due chiodi, uno tolto)
** 9) Superare il tetto (V+) e continuare per placca appoggiata (V-), fino a sostare dove la parete si corica. (35 m.; sosta con chiodo e spit, quinta calata) ** Continuare per placche appoggiate e detriti verso dx, sotto la parete rossastra di un’anticima della montagna, in direzione della cresta che scende dalla vetta di questa, puntando alla base della cresta, ma senza raggiungerla. Sostare sotto la parete a placche appoggiate e fessure, che è la parte terminale della parete sottostante la cresta (è anche possibile aggirare la cresta e salire dall’altra parte, per poi raggiungere il filo di cresta, ma il tragitto è più lungo e faticoso). ** 10-11) Salire per placche e fessure e raggiungere la cresta (IV). (70 m.; una sosta da attrezzare e una con spit, quarta calata) ** Seguire la cresta o i detriti subito a dx, verso l’intaglio che si forma tra l’anticima (da dove scende la cresta) e la vetta, sostare su uno spiazzo nel canale di dx, poco prima dell’intaglio. ** 12) Salire ad una rampa obliqua a dx, al suo termine tornare a sx. (VI). (50 m.; sosta con due chiodi, terza calata)
** 13) Continuare per placche appoggiate in verticale e poi a dx, fino ad un terrazzino con sosta (V). (45 m.; sosta con due chiodi, a dx spit della seconda calata)
** 14) Dalla sosta salire e raggiungere una rampa che porta a dx,, prima del suo termine, continuare in verticale, fino ad una “strozzatura” (breve passaggio su breve diedro), sostare sotto su nut (IV+). (50/45 m.)
** 15) Superare la strozzatura (VI-) e continuare in direzione di una rampa terrosa verso dx, sostare prima di un blocco appoggiato. (50/45 m.; nut)
** 16) Salire verso sx per placca appoggiata (V-), superare un tratto detritico e sostare sul filo di cresta (50/45 m.; sosta con fettuccia su masso)
** 17) Dopo un breve tratto su blocchi, salire una parete verticale fessurata ed uscire su rocce appoggiate (VII+ [6C]; tre chiodi, uno lasciato). (40 m.; sosta su spit, seconda calata verso dx, faccia a monte)
** 18) Dopo un facile tratto, superare un boulder ed uscire in vetta (VI-). (50 m.; sosta con fettuccia su masso, prima calata)
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Himachal
Pradesh, India, Himalaya indiano, Miyar Valley.
Iris
Peak” (nome proposto), anticima “David’s62 Nose” (nome proposto),
parete ovest.
Via “Prot-Hause”:
Roberto Iannilli il 19 agosto 2004 (dopo un tentativo del 16, interrotto
dal mal tempo). Via di fessura che giunge in vetta alla punta che sporge dalla cresta nordovest dell’Iris Peak. Il primo tratto è sostenuto e di non facilmente proteggibile. Sviluppo circa 700 M. (370 metri di arrampicata più un tratto di boccette facili), roccia ottima, difficoltà di VIII+, VIII, VII+ e VII (7A+, 6C+, 6C e 6B+). La via è quasi completamente da attrezzare, portare una serie completa di friend e nut, oltre ad un buon assortimento di chiodi. Il primo tiro ed il secondo, sono stati saliti in rotpunk. La parete ovest della montagna è costituita da una grande fascia rocciosa compatta, divisa in due parti da un canalone svaso, la parte di dx è più fessurata, mentre la sinistra è compatta e meno scalabile. L’attacco della via è sul settore di sx della parete, più o meno al centro, pochi metri a sx della piazzola scavata, dove era posizionata la tendina del campo avanzato (Prot-Hause), sulla dx di un piccolo piastrino/pulpito (alto dieci metri), che porta ad una serie di fessure rovesce, inclinate verso sx.. La via ha un primo tratto sostenuto, poi esce su una grande cengia erbosa, continua per fessure e diedri piegando a dx ed esce sul cengione mediano della parete. Da qui, per rocce facili, si porta verso sx, in direzione del David’s62 Nose, che sale per la facile cresta sud. Per scendere si utilizzano le doppie della via “Mustang Cafè”, sulla dx dell’uscita sul cengione. Le si individuano andando verso un alto ometto di pietra (in realtà è uno dei due “stupa” eretti da Gopal, il nostro cuoco), da questo si prosegue verso un secondo ometto, nei pressi del quale è la prima doppia. Occorrono corde da 60 e molta attenzione alla seconda doppia, dove la corda non arriva alla cengia. ** 1-2-3) Salire il piastrino sulla dx e continuare per fessure rovesce inclinate a sx (da VIII+, a VIII-, un passo di A0; chiodi, friend e nut). (50, 25 e 30 M.; sosta con chiodi tolti e spit) ** 4) Dopo un altro tratto sostenuto (VII+; chiodi e friend), il diedro diventa più facile (V). Sostare su un terrazzino con scaglia (nut). (30 M.) ** 5) Raggiungere facilmente una cengia erbosa e sostare (25 M.; sosta con chiodi tolti) ** 6) Superare un tettino e continuare per un facile diedrino appoggiato, deviare a sx per fessura, alla base di una placca appoggiata (V+; nut). (30 M.; sosta da attrezzare) ** 7) Salire la placca e continuare per un diedrino con scaglie (V e V+; nut). (30 M.; sosta con chiodo tolto e friend) ** 8-9-10-11) Continuare per il diedro a scaglie obliquo a dx, a volte in placca a volte in fessura, fino ad uscire sul cengione, subito a dx di uno strapiombo rossastro (dal IV al V+; nut e friend). (140 M.; soste da attrezzare) ** Proseguire in obliquo a sx, in direzione dell’intaglio che si forma tra il “Naso” ed un’altra anticima più alta, alla sua dx (circa 350 metri da fare slegati) ** Salire la crestina sud del “Naso”, fino alla vetta, situata su un balcone aggettante sulla parete sud-ovest del “Naso” (circa 70 M. di III+).
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Himachal Pradesh, India, Himalaya indiano, Miyar Valley. “Iris Peak” (nome proposto) anticima “David’s62 Nose” (nome proposto) parete
ovest. Via “Shin-Nach” (“caccole al naso” in indi): Aurelie Delage, Margot Arpin, Roberto Iannilli e Domenico Perri (a comando alterno tra Delage e Iannilli), il 21 agosto 2004
Via di fessura che giunge in vetta alla punta che sporge dalla cresta nordovest dell’Iris Peak, prima per la parete ovest della montagna e poi per le placche fessurate della parete ovest-sud-ovest del Nose. Sviluppo circa 700 M., roccia ottima, difficoltà di fino al VII- (6B). La via è quasi completamente da attrezzare, portare una serie completa di friend e nut, oltre a qualche chiodo per le soste (usato un solo chiodo di protezione). La parete ovest della montagna è costituita da una grande fascia rocciosa compatta, divisa in due parti da un canalone svaso, la parte di dx è più fessurata, mentre la sinistra è compatta e meno scalabile.
L’attacco della via è a sx del settore di sx della parete, 30/40 m. a sx della piazzola scavata, dove era posizionata la tendina del campo avanzato e vicino alla serie di fessure rovesce obique a sx, della via “Prot-Hause”, sotto una serie di diedri e fessure, prima che la parete si corichi ulteriormente. La via ha un primo tratto con difficoltà contenute, poi esce su una grande cengia detritica e raggiunge l’attacco della parete terminale del Nose, che supera per delle fessure verticali su roccia compatta.
Ci si cala in doppia, prima sulla stessa via di salita (sulla sx, due doppie, una da 25 e l’altra da 60 metri, obliqua a sx, fino alla prima sosta del tratto alto della via; una terza fino al cengione), poi lungo il tratto iniziale della via “Mustang Cafè”, sulla dx dell’uscita sul cengione. Le si individuano andando verso un alto ometto di pietra (in realtà è uno dei due “stupa” eretti da Gopal, il nostro cuoco), da questo si prosegue verso un secondo ometto, nei pressi del quale è la prima doppia. Occorrono corde da 60 e molta attenzione alla seconda doppia della via “Mustang Cafè”, dove la corda non arriva alla cengia. ** 1-2) Salire per fessure e diedri (dal IV al V+). (40 e 35 M.; prima sosta con due chiodi, uno lasciato, seconda con scaglia e nut)
** 3) Superare uno strapiombetto a sx della sosta (VI-) e continuare per diedro (V+), sostare dove si appoggia e allarga. (40 M.)
** 4) Proseguire per facili diedri, fino ad una cengia erbosa (IV), sostare sotto una placca compatta ed appoggiata. (40 M.; sosta con chiodi tolti)
** 5-6-7) Continuare per placca appoggiata in deciso obliquo a sx (V, poi V- e IV+), in direzione del Nose, fino ad uscire sul cengione detritico. (40, 50 e 55 M.; prima sosta su fessurette orizzontali su nut, poi soste a chiodi)
** 8-9) Spostarsi decisamente e sx per roccette facili, in direzione della compatta parete a dx dello spigolo del Nose, sostare sotto un sistema di fessure che la solca da dx verso sx. (120 M.)
** 10) Attaccare le fessure oblique a sx (V+). (40 M.; sosta su due chiodi, terza doppia)
** 11) Continuare per fessura verso sx e sostare sotto un breve camino svaso (VI). (45 M.; sosta su nut)
** 12) Superare il camino e proseguire, con arrampicata sostenuta, per fessure verticali (VII-; un chiodo lasciato). (40 M.; sosta su spuntone dopo un passo in spaccata, dove la parete si abbatte)
** 13) Andare in obliquo a dx fino alla vetta (IV). (45 M.; sosta su spit, prima calata)
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