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        La geologia è la scienza che studia i sassi, grossi e piccoli che sia, istruendo le persone a romperli nel modo migliore.

 

Già agli albori della vita (prima infanzia), i futuri Geologi, si apprestano ad attività quali la raccolta, la selezione, e la catalogazione dei sassolini, o delle conchiglie, soprattutto di quelle colorate. Taluni conservano tale abitudine anche dopo l’età della ragione ed allora, con grande intuizione, si dedicano allo studio della Geologia.

Si diventa geologi seguendo un faticoso corso di studi universitari, che sarebbe secondo le intenzioni del legislatore, ignaro della durezza dello studio, di cinque anni, ma che per le enormi difficoltà e l’elevatezza della disciplina, viene di norma raddoppiato. Comunque quando il geologo si laurea, sa tutto sui sassi.

La geologia si divide in varie branche, dipendenti o dal tipo di sasso, o da modo di raccoglierlo: si ha così la geologia tecnica, che studia gli effetti dei sassi in movimento, con particolare riguardo ai branchi di sassi costituenti le frane e i sassi a cubo, così duri che per romperli debbono metterli in macchine speciali e costosissime. C’è poi  la geologia di rilevamento o di campagna, che consiste nel riportare  su apposita carta molto complicata, una miniatura dei sassi più grandi, che sarebbero le montagne, e che quindi andrebbe chiamata più opportunamente geologia di montagna.

 

 

 

Ciò sembra per atavico complesso di distruzione, che anche i nostri antenati vissuti nel  Primario (i Primati) avevano accentuato in sommo grado. La geologia, nonostante queste limitazioni psicologiche, è una scienza socialmente ed economicamente assai utile al Paese.

L’innata attitudine a rompere, anche durissimi sassi, fa del geologo il rappresentante di commercio ideale e, con opportuna modifica della metodologia, l’insegnante di scuola media per eccellenza.

 .... e per finire   ...

La professione del geologo ha avuto il meritato riconoscimento, sì che esistono un ordine e un albo, dove tutti quelli che rompono o hanno rotto i sassi, possono iscriversi, (previa pagamento di € 400 - varia da regione a regione .. a seconda di quanto sono duri da fracassare i sassi- e superamento dell’esame di Stato). Con tale modica spesa ogni geologo, anche in disuso, può tornare a rompere sassi ufficialmente, anche se la mancanza di esercizio può a volte creare qualche piccolo inconveniente per sé e per gli altri (ecchimosi alle dita, schegge negli occhi, Vajont, ecc).

D. V.

 

 

 In contrapposizione abbiamo ancora la geologia marina, che i sassi va a raccoglierli nel mare, e che unisce l’utile al dilettevole per via del pesce di scoglio quanto mai saporito. Il geologo per studiare i sassi è costretto a romperli, e lo fa di solito con furia libidinosa; quindi raccoglie i pezzi di sasso e li trasporta per lunghi tratti, a volte anche per migliaia di chilometri, fino al laboratorio, dove continua la sua opera di distruzione, tagliandoli a fettine, attaccandoli con acidi e persino pestandoli in un mortaio.