GIULIANO D'ELENA


Sin da quando l'uomo si aggirava nelle caverne solo con le sue angosce, i suoi tormenti, le sue paure, l'arte ha costituito l'unica forma di comunicazione segnica visiva intellegibile a tutti per un'interpretazione della vita vissuta attraverso l'interiorità di ogni singolo individuo. Così le pitture realizzate in maniera rudimentale sulle pareti delle grotte dovute alla forza creatrice e immaginativa di uomini tutto istinto e poca ragione, oltre a prevenire l'evento raffigurato, favorendolo o esorcizzandolo, manifestano già in nuce la potenza dell'arte come presagio e divinazione nascente proprio dalla istintività dell'uomo. L'artista era un sacerdote dell'immagine che fissava il reale quotidiano traendo dalla sfera dell'immaginario istintuale la capacità di eternare gli eventi, realizzare i suoi sogni, far vivere la storia di ogni giorno.

Col passare dei secoli l'istintività dell'uomo-artista è andata affievolendosi anche perché all'arte si sono aggiunte sovrastrutture tematiche, cromatiche, stilistiche a tal punto da giungere alla poiesi di opere ragionate (non razionali!) poggianti su teorie estetiche, correnti artistiche, elucubrazioni avanguardistiche, condizionamenti politico-economico-sociali, spinte commerciali.

Nonostante ciò l'arte ha sempre conservato un alto carattere di originalità attribuibile alla singolarità e non conformità di ogni artista che esprime il suo inconscio. In questo modo, seppur mediata, l'interiorità interviene nella creazione proclamando la sua autenticità e reclamando la sua autonomia dalla pseudo-cultura della società.

Dalla dicotomia arte-società nasce il fare artistico di Giuliano D'Elena, specchio di un mondo interiore travagliato contrapposto ad una calma tranquillità esteriore. La coscienza che la società costruisce paraventi, maschere, simulacri domina i quadri di questo artista che si propone di svelare inediti meandri e aprire prospettive al di là del comune senso di equilibrio esteriore. Ciò che colpisce nelle opere di D'Elena è un marcato realismo che rifugge dal sapore tematico di altre correnti artistiche quali l'esistenzialismo e il surrealismo.

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