Triangolo rosso

Dalla magistratura tedesca uno spiraglio di luce

Indagate in Germania otto SS per la strage di S. Anna di Stazzema

Il 12 agosto 1944 furono massacrati 560 civili, in gran parte donne, vecchi e bambini

 

(f.g.)

 

I nomi di otto appartenenti alle SS, sospettati di aver preso parte all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944 dove furono massacrati 560 civili, fra cui donne, vecchi e bambini, sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura federale di Stoccarda alla fine dello scorso febbraio. La notizia è ufficiale, confermata dal portavoce dell’ufficio inquirente, Eckhard Maak. Gli otto, per ora a piede libero, sarebbero già stati ascoltati da rappresentanti dell’autorità giudiziaria italiana. Proprio dalle numerose sollecitazioni dell’Italia all’inizio del 2002, agenti dell’investigazione tedesca dell’Ufficio centrale di Ludwisburg, incaricati dei crimini nazisti, hanno accelerato la loro azione giungendo a definire un gruppo di possibili responsabili. Un contributo indiretto era giunto anche dalla rete televisiva tedesca Ard e dalla giornalista Christian Khol che aveva mandato in onda nel 1999 inediti spezzoni sulle stragi di Sant’Anna e di Marzabotto. Secondo Ard, il capo del gruppo sarebbe tale Gerhard Sommer, 82 anni, di Amburgo. Questi all’epoca dei fatti era il comandante di compagnia nel 25° Reggimento della 16a Panzer Grenadier-Division Reichsfuerher SS, quella di cui faceva parte il battaglione incaricato di colpire l’abitato toscano. Fra le altre ex SS sottoposte all’inchiesta per valutare le eventuali responsabilità ci sono Horst Richter, allora sergente, oggi ottantenne di Berlino; Theodor Sasse, allora sottotenente, 78 anni, di Kriftel; Friedrich Crusemann, ex tenente, 78 anni di Hamm; Alfred Leibslle, ex sergente, 80 anni, di Tubingen. Si ignorano i nomi degli altri indagati. Sinora nessun responsabile ha mai pagato per questo eccidio. L’inchiesta, come sempre in casi del genere, appare lunga e complessa. Giunge intanto notizia che il “boia del Turchino” (59 fucilati), l’ufficiale SS Engel, ultranovantenne, condannato il 5 luglio scorso per “strage in condizioni di particolare crudeltà” a 7 anni dal Tribunale di Amburgo, si appresta a ricorrere in appello e vive in libertà malgrado non mai abbia dato un segno di pentimento. Del resto non è solo in Germania che le cose vanno a rilento: in Italia è ancora incredibilmente fermo al Senato, dopo l’approvazione in primavera alla Camera, il provvedimento per dare il via alla Commissione d’indagine sull’Armadio della Vergogna dove erano stati seppelliti negli anni ‘60 per “ragion di Stato” da esponenti del governo dell’epoca, 695 fascicoli sulle stragi naziste e fasciste.

Da Triangolo Rosso, marzo 2003

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