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ULTRAS GRANATA

 

 

 

L'ORIGINE. Gli Ultras Granata nascono in anni torridi. Siamo negli anni '6O ed allora Leoni della Maratona e Fedelissimi formano l'asse portante della curva granata. Una parte dei membri dei Fedelissimi, tuttora un caposaldo della Maratona a distanza di cinquant'anni (1951 la data della costituzione), decise di fare uno striscione a parte, Commandos Fedelissimi, senza per" uscire dalla struttura. I nomi si susseguirono con grande rapidità, cambiando dal giorno alla notte, manifestando in questo atteggiamento l'esuberanza giovanile di questi anni. Questo manipolo di "sbandati", l'ala più creativa e vivace dei Fedelissimi, dopo la dura contestazione al termine di Torino-Vicenza del 1970 darà vita agli Ultras Granata. Fino per" al 1973, secondo quanto raccontano le spoglie cronache dell'epoca, i "fuorisciti" resteranno all'interno dei Fedelissimi. E qui emerge il nodo: se si considerano già UG a tutti gli effetti il nucleo che formò" i Commandos, distaccandosi dai Fedelissimi, allora la data di nascita è rappresentata dal 1969. Se, viceversa, si prende come episodio cronologico la formazione del gruppo e l'apparizione del primo striscione, quello mitico sul quale campeggia centralmente un rude teschio, allora gli UG sono nati nel 1973. A voi l'interpretazione, anche se tra gli esponenti del più famoso gruppo ultras torinista si tramanda ormai il 1969 ("come club siamo nati nel 1969, come movimento nel 1973" dichiarò" Joe, guida carismatica e intoccabile, a Supertifo nel 1988). Dunque sia "Maratona Club Ultras Granata 1969", quindi trenta anni di storia. Tanti, davvero tanti. Vanno a fare compagnia alla Fossa e ai Boys di Milano, agli Ultras Tito di Genova. Fino alla metà degli anni '80 il quadro della curva vede gli Ultras Granata, appaiati da Fedelissimi, Leoni della Maratona, anche essi nati da una scissione e i Granata Korps. Una celebrazione che è sfumata nel ritorno in serie A del Torino dopo tre interminabili stagioni. Snervanti, agitate, sofferenti. Per una tifoseria come quella granata, con centinaia di tifosi sparsi in tutta Italia, è stato veramente un "purgatorio".
LA MARATONA, NEW LOOK. L'urlo della Maratona. Quando tifa, unita e compatta, ha poche rivali. Per questo invitiamo a mettere da parte beghe, incomprensioni e gelosie. Rivolgiamo la grande curva che quest'anno, di rado, abbiamo rivisto. Intanto i gruppi si sono "rifatti", cambiando lo striscione. Gli Ultras Granata hanno rispolverato il vecchio simbolo, quello che li aveva accompagnati dalla nascita (non più le tibie incrociate che sono rimaste su quello da trasferta), riducendo la misura dello striscione. Anche i Ragazzi della Maratona hanno rinnovato il "logo", creandone uno tutto inedito, mischiando e sovrapponendo la Mole e l'abituale teschio. Striscione più piccolo di dimensioni, in cerata e senza simboli, quelli di Fedelissimi e Viking. Anche l'estetica della curva deve essere curata.
DIVISI IN CASA. Nel 1981, da una scissione degli UG, nascevano i Granata Korps, l'ala più radicale e polticamente schierata. Da allora quella tra Ultras Granata e Granata Korps è stata una turbata convivenza, che spesso ha avuto anche momenti di tensione (se le sono "date" di santa ragione qualche volta...). Per la verità la leadership degli Ultras Granata, del gruppo che più di tutti ha rappresentato l'immagine della curva, non è mai stata messa in discussione. Con il tempo le divergenze si sono allentate, anche se riaffiorano di tanto in tanto, come è riaccaduto in questa stagione. La base degli UG è stata più eterogenea, mescolando ragazzi di destra e di sinistra, anche se negli anni '70 il nucleo era più esposto su posizioni sinistroidi. Oggi all'interno del gruppo una parte è tornata a riaccendere l'impegno politico (il sottogruppo Etarras, bandiere basche e cubane, la presenza di molti squatters torinesi nelle fila del gruppo, l'appoggio ai cortei degli autonomi e della Pantera studentesca), considerandolo parte integrante della storia della Maratona. Anche questo è uno dei motivi dei nuovi attriti tra i due gruppi che si è intrecciato con la vicenda della contestazione alla società. Invece nessuno si è tirato indietro per impedire il trasferimento in maglia granata di Ravanelli (ex arcigno juventino). Indiscrezione a margine: i Ragazzi della Maratona, gruppo in ascesa per livello organizzativo e dedizione, nel derby hanno esposto alcuni vessilli bianconeri "grattati" e lo storico striscione "Ultrà Roma" rubato negli anni Ottanta.
LA SOCIETA'. "Maratona svogliata e stonata" titolava "La Stampa" dopo Torino-Udinese. Se è vero che la curva granata è tornata a pulsare con il ritorno in serie A, la contestazione al presidente Vidulich, scattata non appena le cose non sono andate per il verso previsto, ha mandato in subbuglio l'ambiente curvaiolo torinista. Lacerazioni che hanno influito negativamente sull'incitamento, che per alcune domeniche è stato moscio. Un peccato perché‚ così si rischia di fiaccare l'attività di gruppi vivaci come i Ragazzi della Maratona, l'intramontabile attaccamento dei Fedelissimi, la buona volontà dei Viking (un gruppo con una chiara impostazione ideologica di sinistra).Ma come, dopo il malessere dei tre anni di serie B, è arrivato un presidente che ha riportato il Toro in A e si esprime disappunto per qualche sconfitta? Queste sono le voci che si sono levate da chi non vive la Maratona. Ma a Torino le contestazioni non fanno più notizia, tanto da essere una consuetudine. A Piacenza è spuntato lo striscione "Morti di fame" esposto per scuotere l'ambiente granata e mettere con le spalle al muro la dirigenza del Torino, invitandola a comprare degli innesti ("O comprate o ve ne andate", "Comprare, non barattare", "prestiti, cessioni, pagamenti, siete solo tre pezzenti).Gli Ultras Granata sono più con Vidulich, che continua a portare avanti i suoi progetti con coerenza, anche se non sono ambiziosi. Korps, V Kolonna, i RdM ("Basta parlare, ora dovete comprare"). Una contestazione, comunque, che non è stata estrema, anche se ha visto coinvolta quasi tutta la curva. In Toro-Lazio anche gli UG hanno mandato un "messaggio" alla società (un comunicato firmato da cinque gruppi spiegava che non si tratta di difendere Vidulich, ma salvaguardare la situazione della squadra). Più una sfuriata che una vera protesta, per spronare la dirigenza a rinforzare, come poi in parte è avvenuto. La vicenda del futuro societario del Toro tiene sulle spine la curva, stufa di tante, troppe parentesi sconsolanti accumulate negli ultimi anni. Dal '92, finale di Coppa Uefa con l'Ajax, il "fegato granata" si è solo ingrossato per le delusioni. Che l'obiettivo è la società la Maratona l'ha fatto capire sostenendo senza sosta, un tifo "Toro", anche se la situazione sarà tesa fino alla fine del campionato.
PIACENZA-TORINO. Prima della partita alcuni ultras del Torino sono andati alla ricerca dello scontro armati di aste di bandiera, cinture e sparando anche alcuni razzi, fino ad arrivare sotto la curva dei piacentini. Tra le due tifoserie non corre buon sangue e questo disagio si è allargato da quando sono gemellati con i "gobbi", i rivali di sempre (era presente nel settore degli Oficial Supporters uno striscione dei Fighters sez. Milano).In un'ottica di inclinazione agli scontri, gli ultras granata sono tornati sfrontati. Per 17 esagitati per" la trasferta piacentina ha avuto brutte conseguenze, bloccati e denunciati. Per un quarto d'ora una cinquantina di torinisti hanno fatto quello che volevano, indisturbati. Un'altra mazzata per la curva Maratona che, verosimilmente, sarà privata di alcuni dei suoi elementi più rappresentativi. La "voglia" di scontrarsi era altissima, prevedibile dunque che sarebbero stati predisposti al combattimento. I disordini di Piacenza si aggiungono a quelli del derby (grave ferimento di due celerini) e a quelli casalinghi con la polizia dopo Torino-Perugia (scontri con la celere che deve faticare per allontanarli) e quelli animosi con le forze dell'ordine nel derby. Stando alle cronache ultras i granata hanno ritrovato la vena combattiva negli scontri. L'accusa per i 17 fermati è di lesioni, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e per tre di loro, di aver sparato dei razzi ad altezza d'uomo. Un episodio da disapprovare, provocato dalla rivalità con piacentini (il Piacenza condannò" il Toro alla retrocessione in B nel '96) e dalla rabbia degli ultras granata. A questo aggiungiamo l'indagine sull'incursione in sala stampa di una ventina di ultras nell'intervallo di Toro-Bari. In Torino-Lazio gli UG hanno tirato una frecciatina agli Irriducibili, esponendo due striscioni. Uno di grande profondità: "Simboli, parlate d'onore, ma non tifare per il vostro colore" che può" essere letto anche come un monito a dire basta alla politica negli stadi. Un altro ironico: "Onore a Gatto Silvestro" (parafrasi di Onore alla tigre Arkan). Si è rivista anche una curva compatta, una coreografia discreta, un tifo caloroso. Che sia un segnale?
FILADELFIA. Il nuovo "Filadelfia" sarà simile all'"Highbury", lo stadio dell'Arsenal. Ma perché‚ il disegno dell'architetto Renacco diventi realtà bisogna che la Fondazione Campo Filadelfia e il Torino si accordino sulla costruzione. La capienza dovrebbe aggirarsi sui 34 mila posti, tutti seduti e coperti, con le tribune a ridosso del campo. All'interno ci sarà un museo del Torino, negozi di merchandasing, bar e pub. E strutture collaterali come sale congresso, alberghi, palestre a agenzie di viaggi. Ci auguriamo che questo progetto, accolto già con fervore dalla tifoseria granata e sostenuto dal quotidiano "Tuttosport", veda la luce. Sarebbe una base di partenza per il rilancio definitivo della Maratona. Anche se l'impegno dei ragazzi della curva è costante, in tempi difficili, dovuti ad un ricambio generazionale abborracciato, la curva granata non ha ancora ritrovato lo smalto degli anni '70 e dei primi anni '90.
AMICI. Il duemila si è aperto nel segno dell'amicizia con la tifoseria genoana, una delle più antiche di tutta la storia del tifo organizzato, rinnovata e rinsaldata in più circostanze. Nella gara Torino-Roma i genoani dei "Ragazzi Certosa" erano presenti nella curva Maratona e in Torino-Inter i "Vecchi Orsi" erano al fianco degli UG. Nel derby sono state sventolate molte bandiere viola (quello con i fiorentini è l'altro grande gemellaggio dei granata) e la sezione di Budapest del CAV.

 

 

 

 

 

 

tratto da www.supertifo.it