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MODALITÀ PER L’AVVIO DI UN GRUPPO FAMIGLIA
Volontà delle coppie
Coppia pilota
Esperienza di gruppo

L’avvio di un Gruppo Famiglia avviene sempre per opera di qualcuno che ne conosce finalità e metodo di lavoro. In genere gli iniziatori sono una o più coppie, o anche un sacerdote, che abbiano fatto esperienza di gruppo.
Un Gruppo Famiglia che vuole avere buone speranze di riuscita non può nascere né dal caso, né dalla sola volontà delle singole coppie; deve trovare degli strumenti di formazione o dei modelli di riferimento e di confronto.
Quando una parrocchia decide di avviare questa esperienza la proposta di partecipazione viene fatta a tutti, perché tutti possano venirne a conoscenza e chi lo desidera possa parteciparvi.
Nell’avvio di un gruppo ex novo vengono evidenziati i presupposti e le finalità dell’esperienza. I promotori creano un clima di accoglienza e fiducia e presentano una "coppia pilota", costituita di solito da una coppia esperta, che accompagnerà il gruppo nascente per un periodo limitato di tempo, in genere uno o due anni. Non sostituisce l’esperienza di una scuola per famiglie svolta a livello diocesano o di zone pastorali, ma talvolta può esserne la premessa o, quando il numero delle coppie è modesto, può anche sostituirla.
Comunque di solito, nel primo biennio, le coppie di un nuovo gruppo s’impegnano a partecipare alla scuola di formazione, a iniziative di spiritualità organizzate a livello zonale o diocesano, a qualche campo famiglia. Successivamente, ogni gruppo si apre ad un esplicito servizio nella comunità parrocchiale, oltre a continuare la propria formazione permanente.
Quando un certo numero di famiglie (cinque o sei) ha raggiunto un buon livello di coesione ed è deciso a proseguire l’esperienza, viene eletta la coppia responsabile e si procede alla programmazione degli incontri e delle attività. Il compito della coppia pilota è finito e il gruppo può iniziare il suo cammino autonomo.
Di solito a settembre si svolge la ‘giornata d’apertura’ che viene organizzata a livello diocesano, zonale o vicariale con l’auto, quando serve, di coppie appartenenti al collegamento. In questa giornata si presenta il tema suggerito per l’anno (anche se i gruppi restano liberi di farlo proprio o di seguire altre piste), si organizzano lavori di gruppo per precisare il tema stesso poi ci si riunisce in un’assemblea conclusiva.
Il segretario diocesano o la coppia responsabile di zona elabora una sintesi dei contenuti sviluppati, facendo in modo che diventi patrimonio comune e sia utile per l’orientamento. Si conclude con la S. Messa presieduta, se possibile, dal Vescovo o dal responsabile della pastorale familiare della Diocesi.
Verso la fine del mese di maggio, a conclusione del cammino annuale, si svolge la ‘giornata di chiusura’ delle attività dell’anno. Il suo svolgimento è simile a quello della giornata apertura: nei gruppi si procede a una verifica delle attività svolte, si prendono in esame le difficoltà ed i problemi emersi. A partire dalla situazione concreta della realtà locale ed alla luce degli orientamenti della diocesi e dell’ufficio famiglia della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), si elaborano le linee portanti del programma per l’anno successivo che viene proposto anche se, poi, i vari gruppi restano liberi nelle proprie scelte.
L’esperienza acquisita nei Gruppi Famiglia, l’aver partecipato a campi estivi, l’essere stati coppia responsabile sono realtà che stimolano le persone a continuare nel proprio impegno di servizio.
Di solito, la presenza di un gruppo famiglia aiuta a rianimare una realtà locale parrocchiale non particolarmente vivace perché lo spirito è quello di aiutare, ma non sostituire, le risorse presenti in una data realtà analizzando con attenzione e prudenza le varie situazioni.