Tutte le foto: vista piazza
Percorrendo
il lungolago Marconi verso nord, dopo una secca curva a sinistra,
appare al visitatore la suggestiva piazza del Popolo anticamente
chiamata piazza Maggiore.
Già nel Medioevo sotto i portici della contrada del Porto,
ogni martedì si teneva il mercato; la gente vi affluiva
da ogni parte del lago e da tutte le località limitrofe,
sia per fare acquisti che per collocare i propri prodotti o per
barattarli con manufatti di importazione.
Nel 1447 Vitaliano Borromeo fece costruire, attiguo all'antico
porto commerciale il Porto Militare o "del soccorso",
a difesa della Rocca alla quale era collegato per mezzo di una
scala in sasso parzialmente coperta, che si inerpicava per la
rupe, la cosiddetta "Strada Segreta" che in parte esiste
tuttora anche se inagibile.
Il perimetro del porto commerciale, rimasto attivo fino al 1875,
è segnato nell'attuale pavimentazione in porfido con lastre
di serizzo. Esso era detto anche "Porto della Piazza",
era uno dei cinque ingressi del borgo ed era sorvegliato durante
la notte da una guarnigione di militi che ne controllava l'accesso
dal lago, mentre le altre porte venivano chiuse all'imbrunire.
Entrando nella piazza si incontra, alla sinistra dell'osservatore,
l'edificio che fu sede a partire dal 1748 del Monte di Pietà.
Detto istituto, voluto dal cardinale Borromeo nel 1566-67, iniziò
ad operare nella trecentesca chiesa sconsacrata di Santa Caterina,
che fu demolita nel 1581, per lasciare posto alla costruenda chiesa
dedicata alla Madonna di Loreto.
Il cosiddetto "palazzo del Monte di Pietà" è
un edificio a tre piani con un porticato ad archi a tutto sesto,
sorretto da colonne granitiche che presentano tre capitelli centrali
molto semplici, mentre, il primo e l'ultimo sono sicuramente medioevali.
La facciata era affrescata, come si può dedurre dai frammenti
emersi durante un recente restauro. Il piano terreno ora occupato
da un negozio di abbigliamento, e al primo piano si possono ammirare
pregevoli affreschi databili intorno alla fine del secolo XV-inizio
XVI.
Proseguendo la visita della piazza, alla destra dell'osservatore,
prospiciente il lago, si trova il palazzo dell'ex "Corpo
di Guardia" completamente trasformato nei primi anni del
Novecento; al primo piano si trovavano gli "Uffici del Dazio"
dove veniva controllato il passaggio delle merci, mentre il piano
terra era riservato al Corpo di Guardia del Porto.
Dell'antico palazzo sono visibili due archi a sesto acuto e uno
a tutto sesto, del tutto simili a quelli tardomedioevali del Monte
di Pietà e del Palazzo di Giustizia, affiorati durante
un recente restauro.
Volgendo le spalle allago, ecco di fronte all'angolo con la via
Pertossi la casa dove nacque intorno al 1457 Pietro Martire d'Anghiera,
storico di Cristoforo Colombo, che fu protagonista di primo piano
della conoscenza del nuovo mondo e dell'avventurosa impresa del
navigatore genovese.
L'edificio presentava anteriormente un portico contiguo a quello
del Monte di Pietà, che fu demolito all'inizio del nostro
secolo.
Nella casa adiacente la chiesa, al piano terra verso il lato sud
della piazza, nel 1614 esisteva il deposito del sale con l'esattoria
della "Gabella del Sale". Il ritiro dal deposito e la
distribuzione al dettaglio di questo prezioso alimento, erano
affidati al "Postaro", cioè a colui che gestiva
l'osteria, il quale rispondeva di proprio nei confronti della
Gabella dello Stato. Il Postaro aveva il compito di far sì
che tutti gli abitanti del borgo avessero sale a sufficienza.
Successivamente si incontra la chiesa
di Santa Maria di Loreto detta anche di Santa Marta che viene
descritta in un'altra pagina web.
Proseguendo la visita alla piazza si incontra il Palazzo di Giustizia
erroneamente chiamato "Broletto". Si tratta di un bell'edificio
in stile gotico lombardo, con un porticato ad archi a sesto acuto,
in corrispondenza dei quali sono inseriti dei medaglioni in cotto
ad altorilievo, molto rovinati, raffiguranti i componenti della
famiglia dei Visconti che governò Arona per oltre un secolo,
dall'inizio del Trecento fino all'investitura di Vitaliano Borromeo
nel 1439 da parte di Filippo Maria Visconti.
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