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Il primo itinerario ideale per
conoscere le bellezze di Arona parte dal piazzale della
stazione ferroviaria e si sviluppa lungo la principale arteria
del traffico cittadino, Corso Repubblica. Sede di banche, uffici,
prestigiosi negozi, alberghi, bar e ristoranti, offre uno splendido
panorama della costa lombarda del Lago Maggiore, dominata dalla
Rocca di Angera con il castello di origine medioevale. La passeggiata
continua nella suggestiva isola pedonale di corso Cavour (l'antica
contrada Roveretta), dove si incontra la Chiesa dedicata ai Santi
Anna e Gioacchino, ultimata nel 1721 (la facciata risale al 1841);
da ammirare all'interno una pala d'altare del pittore aronese
Giuseppe De Albertis (1763-1845).
Da corso Cavour le piccole
rughe che si dipartono verso il lago offrono straordinari scorci
paesaggistici; in prossimità di una di queste trova la
sua collocazione una statua lignea dedicata a Carlo Borromeo e
abitualmente denominata "Sancarlino", una delle numerose
testimonianze della dedizione degli aronesi per il santo. L'originale
del 1630 è custodito nella sala consigliare del Municipio.
Il "corso" offre senza dubbio una straordinaria prova
di come l'attività commerciale, ad Arona, abbia radici
antiche: vicino alle botteghe di tradizione artigianale sorgono
esercizi di grande prestigio, accomunati da una lunga abitudine
alla cortesia e all'esclusività delle proposte.
Abbandonato corso Cavour si può procedere lungo via Battisti,
che si diparte da esso, per giungere nella caratteristica Piazza
San Graziano.
Antica sede dell'abbazia benedettina, questa località era
detta Protolivo, dalle coltivazioni che i monaci vi curavano.
Oggi si può visitare il museo archeologico nelle sale che
un tempo erano adibite a mercato coperto.
Il sagrato conduce alla Chiesa
dei Santi Martiri, fondata nel X secolo ma oggetto di
numerosi rifacimenti. La facciata è barocca e l'interno
è ispirato allo stile gotico.
La Chiesa custodisce opere d'arte
di grande valore quali una pala di Ambrogio da Fossano, detto
il Bergognone, risalente alla seconda metà del XV secolo,
nonché dipinti di Palma il Giovane e di artisti della scuola
di Paolo Veronese.
La Collegiata della Natività
di Maria Vergine, consacrata nel 1488, è la chiesa
parrocchiale di Arona. Si possono ammirare le preziose
tele di Pier Francesco Mazzucchelli (detto 'il Morazzone' )
e un'opera di straordinario valore artistico quale il Polittico
della Natività
(1511) di Gaudenzio Ferrari,
restaurato di recente. Vi sono inoltre opere di Andrea Appiani
(la Natività), di Giuseppe Crespi (Cristo in croce con
due santi) e di Giuseppe Leva (La natività della Vergine).
Da non perdere i reperti archeologici della Canonica, risalenti
all'epoca romana.
Attigua alla Collegiata la Cappella
Beolco, commissionata nel 1683 dal mercante milanese Bartolomeo
Beolco, un bell'esempio di barocco lombardo nella fantasia delle
volute floreali in ferro battuto. Lasciata la Collegiata, in via
Federico Borromeo si incontra la Chiesa
di San Giuseppe, risalente forse al XVII secolo (la facciata
è del 1914). La passeggiata alla scoperta delle bellezze
di Arona può proseguire
lungo
la suggestiva via San Carlo, per ammirare una delle dimore più
eleganti della città. Villa Ponti, costruita nella seconda
metà del XVIII secolo per volere di Bartolomeo Pertossi,
ha subito poi numerosi rifacimenti; oggi è la sede di concerti
di musica classica interpretati da artisti di grande prestigio.
Poco distante è il Palazzo Borromeo, con il portale adorno
dello stemma gentilizio della famiglia.
Da via San Carlo si diparte la via Pertossi, di recente portata
agli antichi splendori, che conduce alla piazza più antica
della città, Piazza del
Popolo. Antica sede del mercato, Piazza del Popolo era
il vero centro dell'economia cittadina, come dimostrano il Broletto
e i resti del porto. La chiesa di Santa
Marta o Santa Maria di Loreto, che domina la piazza, risale
alla fine del XVI secolo.
A completare l'itinerario non deve mancare una romantica passeggiata
lungo le rive del lago. Il Lungolago offre, a primavera, il suggestivo
spettacolo del pergolato del glicine in fiore, ma in ogni stagione
il panorama della costa lombarda regala degli scorci paesaggistici
di eccezionale bellezza. Camminando tra le aiuole si incontrano
il Monumento al Barcaiolo, l'edicola dedicata alla Madre di Maria
e, proseguendo verso i giardini pubblici, l'imbarcadero con la
sede della Navigazione e la Fontana del Millenaria, fino a giungere
alla stazione F.S., luogo di partenza di questo primo itinerario
alla scoperta di Arona.
LA ROCCA BORROMEA e SAN CARLO
Per godere di uno straordinario paesaggio del Lago Maggiore e
della città di Arona, si può scegliere di raggiungere
la Rocca Borromea seguendo il sentiero che da via Cantoni conduce
alla sommità del colle, oppure l'agevole via alla Rocca
(da via Partigiani).
I torrioni e i resti delle fortificazioni ne testimoniano l'antichissima
storia, interrotta soltanto tra il 1800 e il 1801: dopo la battaglia
di Marengo Napoleone comandò la distruzione di tutti gli
edifici.
I primi insediamenti stabili risalgono al Bronzo Tardo e Finale
e alla Prima età del Ferro, Risale a prima dell'anno Mille
una documentazione scritta circa l'esistenza di una fortificazione
della Rocca, mentre appare certo che tra l'XI e il XII secolo
essa fosse il rifugio degli arcivescovi della diocesi di Milano
in fuga dalla città. Il 1277 è l'anno d'inizio del
dominio visconteo che durerà per quasi duecento anni. Alla
fine del XV secolo la Rocca, data in feudo a Vitaliano Borromeo,
si arricchisce di una nuova cinta di mura e sotto l'egida della
potente famiglia resiste ai numerosi
attacchi da parte di potenze straniere (francesi, spagnoli, austriaci...).
Tra i ruderi che ancora ricordano l'imponenza di quella che fu
una grande fortezza, si può individuare il luogo che accoglieva
la stanza di San Carlo, che proprio qui nacque nel 1538, la delimitazione
della antiche mura e i resti di altre costruzioni (il magazzino,
la "rocchetta", la scala segreta")
Nel 1970 i Borromeo cedettero la Rocca in fruizione al Comune
di Arona affinché diventasse parco pubblico.
Oggi è uno dei punti panoramici più spettacolari
della zona, non solo per la splendida visuale del Lago Maggiore,
ma anche per ammirare la costa lombarda con il castello di Angera
Per proseguire questo itinerario nel verde, non resta che fare
ritor-no sulla via Partigiani e proseguire verso colle San Carlo.
Carlo
Borromeo nacque il 2 ottobre 1538 nel castello che sorgeva sulla
Rocca di Arona, distrutto successivamente da Napoleone. Nel 1610,
a soli 25 anni dalla sua morte, venne proclamato Santo. Suo cugino,
Federico Borromeo, il cardinale di cui si parla nei "Promessi
Sposi" - divenuto suo successore come Arcivescovo di Milano
- volle che in Arona sorgesse un "Sacro Monte" che ne
celebrasse l'eccezionale grandezza.
Il progetto originale prevedeva la costruzione di quindici cappelle
che, salendo dal lago fino all'attuale piazza, narrassero visivamente
per mezzo di statue e di affreschi gli avvenimenti più
importanti della vita del Santo. Lungo il corso del 1600 solo
alcune cappelle furono portate a termine a causa sia di guerre
che di ristrettezze economiche; attualmente ne sono conservate
tre nella loro struttura architettonica.
Il "Sacro Monte" si concludeva con la Chiesa dedicata
al Santo, nella cui abside un "sacello delle reliquie"
doveva ricordarne la nascita.
La Chiesa progettata dal famoso architetto Francesco Richini fu
conclusa nella prima metà del secolo successivo.
Sempre per volontà del Card. Federico Borromeo e dell'Oblato
Marco Aurelio Grattarola, che sovraintendeva ai lavori sul colle,
si progettò di realizzare una colossale statua di San Carlo,
visibile anche dal lago, che tramandasse nei secoli la grandezza
della figura del Santo Arcivescovo milanese.
Il disegno di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, fu realizzato
con lastre di rame battute a martello e riunite insieme per mezzo
di chiodi e di tiranti in ferro dagli scultori Siro Zanella di
Pavia e Bernardo Falconi di Lugano. L'opera fu conclusa nel 1698.
Inizialmente si costruì la struttura interna con blocchi
di pietra provenienti dalle cave di Angera, intorno alla quale
fu posta un'intelaiatura in ferro, come le armature di sostegno
per il capo e le braccia. Le lastre esterne sono invece in bronzo
e rame.
Il colosso poggia su un piedistallo di granito dell'altezza di
11,70 metri. Nel complesso la statua misura 35,1 metri ed è
possibile visitarne l'interno.
Per approfondire leggi
"San Carlo"
Fonte: Opuscolo APT
LE ISOLE BORROMEE
Le tre isolette Bella, Madre e dei Pescatori - affiorano dal cosiddetto
"golfo Borromeo", cioè dall'insenatura centrale
del lago Maggiore, tra Pallanza e Stresa. Erano, in epoca medievale,
sed
e di fortificazioni o di insediamenti
religiosi. In età barocca i Borromeo diedero loro la peculiare
caratterizzazione - isola-palazzo per la prima, isola-giardino
la seconda, isola rustica la terza - che conservano tuttora rimanendo
una delle principali mete turistiche dei laghi prealpini. Quella
che più ha mantenuto il suo aspetto originale è
l'isola Superiore: o, com'è universalmente chiamata, l'isola
dei Pescatori. Il nome, giustificato un tempo dall'attività
degli abitanti, è ormai anacronistico, dato che la maggior
parte della popolazione vive di turismo. Ma è rimasto,
in gran parte intatto, il fitto tessuto edilizio, ricco di archivolti,
viuzze, improvvise altane, poetici scorci sul paesaggio intorno:
un luogo ideale per una sosta, un piacevole pranzo in vista del
lago, una passeggiata pigramente soddisfatta in uno scenario d'altri
tempi.
I Con un breve tratto di navigazione in barca o in battello, si
può quindi raggiungere l'isola Bella. Questa, al contrario,
venne completamente trasformata tra il 1632 e il 1671 da Giulio
Cesare Borromeo, da suo fratello Carlo III (che, in onore della
moglie, Isabella d'Adda, ribattezzò il luogo "Isabella",
nome da cui è poi derivato quello attuale di isola Bella)
e dal figlio di questi, Vitaliano Borromeo, con la costruzione
di un sontuoso palazzo, noto come palazzo Borromeo. L'opera, alla
quale si avvicendarono Angelo Crivelli, Pietro Antonio Barca,
Francesco Maria Ricchino, Francesco Castelli, Carlo Fontana, alterò
la stessa conformazione dell'isola, ampliandola nella parte meridionale
e dandole l'aspetto di una immensa nave architettonica articolata
su due grandi complessi. Sul lato settentrionale
un lussuoso palazzo barocco, ricco di appartamenti e stanze pregevoli:
la sala della Conferenza, che ospitò neI 1935 Mussolini,
Lavai e Mac Donald; la sala di Napoleone, in cui il generale soggiornò
nel 1797; la sala da ballo; le curiose sale inferiori, con decorazioni
"alla grottesca" incrostate di tufo, conchiglie, marmi.
Sul lato meridionale un fantastico giardino all'italiana articolato
su 10 terrazze digradanti, ornate di essenze rare (ognuna con
descrizione botanica), statue e fontane, In cima alle terrazze
vi è un'immensa "macchina teatrale", il teatro
Massimo, dove campeggia l'unicorno, simbolo della casata. L'insieme,
in particolare il giardino, rappresenta una delle più spettacolari
e suggestive scenografie architettonico-ambientali create dal
barocco in Italia.
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