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Corso Cavour

Altre foto: corso - chiesa di Sant'Anna e di San Gioacchino

Il lungo ed elegante vicolo che internamente costeggia la metà superiore del lungolago aronese, collegando largo Garibaldi con Piazza del Popolo, è il "salotto commerciale" di Arona, luogo in cui la città accoglie il più gran numero di visitatori con una variegata offerta. Accanto a quelle di raffinatissimi negozi di confezioni, sfilano le vetrine di bottegai, fioristi, librai, cartolai, pasticcieri, gioiellieri, ecc, in un percorso quantomai moderno.
Tuttavia le origini di questo vicolo sono assai antiche come dimostrano alcune residue abitazioni del Quattrocento e del Cinquecento.
Diviso in più tratti esso portava i nomi di "contrada della Rogoretta e di San Cristoforo" nel secolo XVI, poi contrada di "San Carlo e di Sant'Anna" ancora a metà dell'Ottocento.
Molte tracce materiali di questa secolare storia sono tuttora visibili, altre solo da ricordare: le mura a lago della città innanzitutto chiudevano da vicino tutto il quartiere tra corso e lungolago ed essendo piuttosto alte lo rendevano umido ed insalubre. Così nel 1837 furono abbattute, lasciando spazio ad una passeggiata un po' più larga ottenuta con il terrazzamento di un tratto di sponda.
Ma prima di entrare nel corso vero e proprio all'imbocco di piazza Garibaldi, alle spalle del distrutto baluardo seicentesco di Porta Cantone si osserva, sull'angolo a lago dell'Hotel Giardino un bassorilievo in calcare, di provenienza limitrofa, che riproduce una torre borromea della città.
Poco addentro il corso ecco la chiesa di Sant'Anna e di San Gioacchino che fu edificata nel 1721 e la facciata fu rifatta nel 1841. Lo spoglio arredo delle cappelle, dotate solo di grosse tele sulla vita dei due Santi, culmina con la pala d'altare opera del quotato pittore aronese De Albertis. Essa raffigura la Madonna fanciulla tra i genitori.
Sulla destra precede la chiesa un tozzo edificio a due piani che era una caserma della guarnigione settecentesca del quartiere Pertossi. Il corso si snoda da qui in avanti accompagnato da stretti vicoli a lago ed a monte. Di questi ultimi, quelli che conducono a piazza San Graziano sono stati ben rimodernati di recente, aumentando così lo sviluppo lineare delle vetrine.
Sull'asse principale di tanto in tanto si possono cogliere pregevoli scorci: balconcini panciuti in ferro battuto, cantonali e pilastrini in pietra a vista, uno splendido portale ogivale tardogotico con conci in pietra delle cave locali di tre diverse colorazioni: gialla, bianca e rosato, sapientemente alternati a costituire una cornice pregevole per l'ingresso in un cortiletto con ringhiere in legno rifatte su precedente modello più antico, attraverso un transito con alto soffitto a cassettoni.
A sinistra vicolo Cesare Battisti conduce alle chiese di Santa Maria e dei Martiri, lungo piazza San Graziano e al seicentesco monastero della Purificazione che ospita oggi la biblioteca comunale.
Alcune decine di metri più in là, sul corso, accanto alla bottega del panettiere, un altro cortile doppio di proprietà privata si apre ai visitatori curiosi senza difficoltà: è quello della vecchia casa Pirola. Il proprietario appassionato antiquario e mobiliere vi raccolse un piccolo "lapidario profano", forse ad imitazione di quello sacro della Canonica di Santa Maria, sorto a fine Ottocento. Nei muri del primo cortile egli incastonò colonne, bassorilievi, fregi architettonici antichi in pietra e in cotto e perfino vasetti ceramici. Al fondo poi del secondo cortile più vasto, serrato da una bella cancellata, fa mostra una facciata a diversi piani con ricostruzione armonica di bifore slanciate e fregi, col bel porticato e due alte colonne in pietra d'Arona sormontate da statue.
Più avanti l'angolo di corso Cavour con via Battelli è custodito dalla figura di San Carlo benedicente. La statua del "Sancarlin" (versione uguale e contraria del colosso del Sacro Monte) è la perfetta copia moderna del "Sancarlin" seicentesco trasferito da qui alla sala consiliare aronese, per tutelarlo dalle intemperie.
Il tratto finale del corso vede sull'angolo destro un pregevole palazzo con portico e colonnato, già Ospitante almeno dal Settecento il Monte di Pietà voluto da San Carlo. A piano terra è visibile un bel locale in cui è collocato un negozio di confezioni con volte a vela finemente affrescate tra il Quattrocento e il Cinquecento (vedi la Piazza del Popolo).
È stato infine scoperto di recente, sul lato sinistro della salita di via Pertossi, uno splendido pilastrino in marmo rosa di Candoglia con tre colonne e capitelli in bassorilievo di reimpiego che risale al X-XI secolo.