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DOMANDE
E RISPOSTE SU ALIFOND
Cosa è Alifond
Come si aderisce ad Alifond
La contribuzione al fondo
Le prestazioni di Alifond
La tassasione
L'elezione degli
organismi e la gestione
Rapporto tra fondo e
iscritti
Controllo del fondo
Questioni varie
COSA E’ ALIFOND?
1. Cos'è Alifond?
È il Fondo pensione complementare per i lavoratori dell'industria
alimentare e degli altri settori industriali affini.
2. Cos'è un Fondo Pensione complementare contrattuale?
È
un Fondo che eroga una pensione complementare ai lavoratori associati ed
è istituito mediante il contratto collettivo nazionale.
3. Alifond ha scopo di lucro?
No. Tutti i guadagni conseguiti dal Fondo attraverso gli investimenti
sono distribuiti ai singoli lavoratori aderenti.
4. Cosa significa che il Fondo è a capitalizzazione individuale?
Ciascun lavoratore ha una propria posizione individuale nel Fondo,
presso la quale confluiscono i versamenti e gli interessi maturati.
5. Come funziona Alifond?
Alifond, come tutti i Fondi pensione complementari, è amministrato
pariteticamente dagli associati (lavoratori e aziende)
6. Chi investe i capitali versati al Fondo?
I
contributi versati al Fondo saranno gestiti da società specializzate
abilitate dalla legge e scelte attraverso una sollecitazione di
offerta attraverso quotidiani a maggiore diffusione ed in base alla
loro solidità e affidabilità.
7. Quali sono le prestazioni del Fondo?
Al
momento del pensionamento il lavoratore socio potrà scegliere tra avere
una rendita vitalizia oppure un mix tra rendita e capitale.
8. I lavoratori hanno l'obbligo di aderire a Alifond?
No. L'adesione ai Fondi pensione contrattuali è volontaria.
9. E le aziende sono obbligate ad aderire a Alifond?
Si, purché aderisca a Alifond anche un solo lavoratore dipendente.

COME SI ADERISCE A ALIFOND?
10. Quali lavoratori possono aderire a Alifond?
Possono aderire volontariamente al Fondo tutti i dipendenti di aziende
che applicano i contratti nazionali istitutivi, che abbiano superato il
periodo di prova e siano stati assunti con contratto:
- A tempo indeterminato
- A part-time a tempo indeterminato
- Di formazione lavoro
- Di apprendistato
- A tempo determinato purché sia pari o superiore a sei mesi (presso
la stessa azienda) nell'arco dell'anno solare
11. I lavoratori con contratto interinale possono aderire ad
Alifond?
No
12. I dirigenti possono aderire?
No, perché i dirigenti hanno un loro fondo intercategoriale.
13. I familiari dei soci possono aderire?
No. Alifond è riservato ai soli dipendenti.
14. Un lavoratore che ha una o più assicurazioni vita
privata individuale può aderire al Fondo?
Si e continua a beneficiare della detrazioni d'imposta sulla
polizza individuale.(dall'1/1/2001, per il futuro, sulla base delle
regole previste dal Dlg n.47/2000)
15. I lavoratori delle aziende associate a Confapi, che
applicano il contratto Federalimentare a quale Fondo possono aderire?
Vale il contratto nazionale applicato e quindi questi
lavoratori possono aderire a Alifond.
16. Come ci si iscrive a Alifond?
In modo volontario, mediante sottoscrizione di una apposita domanda
di adesione. Le domande sono disponibili presso l'ufficio del personale
in azienda, presso la rappresentanza sindacale unitaria della azienda,
presso le sedi sindacali territoriali di FAT CISL, FLAI CGIL e UILA UIL
e presso i patronati sindacali.
17. A chi va presentata la domanda di iscrizione a Alifond?
La domanda, compilata in ogni sua parte, compresa quella
relativa al trattamento dei dati personali, va presentata all'azienda.
18. Perché la domanda è in triplice copia?
Delle tre copie, debitamente firmate
sia dal lavoratore sia dall'azienda, una resta in possesso del
lavoratore, una dell'azienda e la terza deve essere inviata a Alifond a
cura dell'azienda.
È importante verificare che la domanda sia
tempestivamente trasmessa ad Alifond, poiché il lavoratore che aderisce
risulta effettivamente iscritto quando la sua domanda arriva ad
Alifond e viene accolta.
19. Che succede se un lavoratore non sottoscrive la parte di
domanda relativa al trattamento dei dati personali?
Nella domanda è richiesta la
possibilità di gestione dei dati personali solo ed esclusivamente per
le finalità legate ad Alifond.
Se il lavoratore non accetta il trattamento
di questi dati, la domanda di adesione non può essere accolta.
20. Quando ci si può iscrivere a Alifond?
Ci si può
iscrivere in qualsiasi momento, con tempi e modalità che verranno
definite dal regolamento del Fondo.
LA CONTRIBUZIONE AL FONDO
21. Come è costituto il versamento al Fondo?
Il versamento complessivo ad Alifond è costituito dal contributo
dell'azienda, da quello del lavoratore e da una quota del Tfr.
22. Quant'è il contributo a carico delle aziende?
Il contributo a carico delle aziende, definito dal contratto nazionale,
è pari all'1% della retribuzione utile al calcolo del Tfr.
23. Quant'è il contributo del singolo lavoratore?
I singolo lavoratore può scegliere di versare tra l'1%, 1,3%, 1.6% o il
2% della propria retribuzione utile al calcolo del Tfr.
24. Quant'è la quota di trattamento di fine rapporto (Tfr)
che viene versata a Alifond?
Per i lavoratori già occupati al 28.04.1993 si versa il 2% della
retribuzione utile al calcolo del Tfr (che significa il 27% del Tfr
maturato nell'anno).
Per i lavoratori che non hanno mai lavorato prima del 28.04.1993 si
versa l'intero Tfr maturato nell'anno.
Si parla naturalmente del TFR che matura dal momento della iscrizione e
non di quello già accantonato precedentemente, che continua a
rimanere in azienda.
25. Cosa si intende per lavoratori assicurati dopo il
28.04.1993?
Si tratta di tutti i lavoratori che hanno avuto il primo rapporto di
lavoro, cioè l'apertura della propria posizione assicurativa, a
partire dal 28.04.1993.
26. Un lavoratore dipendente occupato prima del 28.04.1993,
presso una azienda diversa da quella attuale, è considerato
neo-assicurato?
No. Quello che conta è la data di inizio del primo rapporto di lavoro e
di versamento dei contributi INPS, indipendentemente dall'impresa e
dal settore di appartenenza, anche se svolgeva una attività autonoma
(artigiano, commerciante, ecc.).
27. Si può versare la quota in cifra fissa?
No. La legge prescrive che la contribuzione deve essere espressa in
percentuale sulla retribuzione.
28. Individualmente si può scegliere di aumentare la
propria quota di contribuzione?
Si
limitatamente alla quota a proprio carico rispetto a quella ordinaria
minima dell'1% scegliendo tra l'1.3%, 1.6% e 2%. Non è possibile un
versamento in misura diversa.(e' possibile che tali limiti possano nel
futuro essere modificati e incrementati, alla luce della nuova normativa
fiscale di cui al Dlg n.47/2000)
29. Quando sarà possibile aumentare la propria quota di
contribuzione al Fondo ?
Questa è materia che verrà definita dal regolamento di Alifond. Il
lavoratore avrà comunque la possibilità di modificare la sua quota
di contribuzione anche successivamente, fermo restando il minimo
dell'1%.
30. Chi è neo assicurato dopo il 28.04.1993 può chiedere
che gli sia versato solo una parte del Tfr maturato?
No. È obbligatorio, in caso di adesione al Fondo, versare tutto il Tfr
maturato a partire dal giorno di adesione al Fondo.
31. In caso di Cig come prosegue il rapporto con il fondo?
La
contribuzione al fondo è rapportata al salario percepito dal
lavoratore, quindi nel calcolo è da escludere l'indennità di Cig. Le
quote di Tfr sono regolarmente versate al Fondo.
32. In caso di malattia o infortunio o maternità a quanto ammonta
la contribuzione?
La
contribuzione in tali casi sarà pari a quella versata a Alifond
nell'ultimo mese solare precedente agli eventi citati, sempre che il
lavoratore decida di continuare a versare: solo in questo caso infatti
prosegue anche il versamento aziendale.
33. In caso di lavoratore che presta servizio militare di
leva cosa succede al capitale?
Il lavoratore resta iscritto al Fondo anche se non vi è contribuzione.
34. Nel periodo di sospensione del rapporto di lavoro, che
cosa succede al capitale?
Il capitale accantonato continua a rivalutarsi.
35. Con quale periodicità sono versati i contributi ad
Alifond?
Il
contributo a carico del lavoratore è trattenuto mensilmente dallo
stipendio. Ogni mese è quindi previsto il suo versamento a Alifond,
assieme al contributo a carico dell'azienda ed alla quota di Tfr.
36. In caso di licenziamento, o messa in mobilità, cosa
succede?
Il licenziamento e la mobilità prevedono l'interruzione del rapporto di
lavoro, e di conseguenza cessano i requisiti di partecipazione al
Fondo.
37. Ed in caso di cessazione del rapporto di lavoro per
altri motivi, escluso il pensionamento (es. dimissioni)?
Pure in questo caso cessano i requisiti di partecipazione al Fondo.
38. In questi casi cosa succede al capitale versato ed agli
interessi maturati?
In caso di cessazione dei requisiti di partecipazione al Fondo (escluso
il pensionamento) il lavoratore ha 3 scelte:
- ritirare il capitale più gli interessi maturati;
- trasferirsi in un altro Fondo in relazione ad una nuova attività;
- trasferirsi in un Fondo aperto.
39. Se un lavoratore socio cessa il rapporto di lavoro,
mantenendo la sua posizione nel Fondo, può continuare a contribuire
individualmente?
No. Non è possibile in quanto la contribuzione è vincolata
all'esistenza di un obbligo contrattuale e alla titolarità del posto di
lavoro.
40. C'è la possibilità di sospendere la contribuzione al
Fondo?
Si, è consentito sospendere la contribuzione a Alifond ed in seguito è
possibile riattivarla.
Ovviamente tale facoltà comporta la cessazione del contributo a carico
dell'azienda ed
il Tfr torna ad essere accantonato in azienda.
41. Si può trasferire nel Fondo quanto già versato in una
assicurazione privata?
No.
42. Il lavoratore può avere un anticipo dal fondo delle
quote Tfr versate, in modo simile a quanto avviene in azienda?
Dopo 8 anni di iscrizione a Alifond, il lavoratore ha diritto di
richiedere un anticipo, in caso di acquisto della prima abitazione per sé
o per i figli e di spese sanitarie per terapie e interventi
straordinari, riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
Recentemente il parlamento ha varato una nuova normativa (legge 144/99)
in cui oltre ai due casi già previsti si da la possibilità di
richiedere l'anticipo del Tfr anche per interventi edilizi di
manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservatorio e
di ristrutturazione edilizia.
La norma introduce una ulteriore condizione di miglior favore per
l'iscritto al Fondo, infatti potrà ottenere l'anticipazione non solo
dei contributi della quota Tfr ma anche l'anticipazione dei contributi
versati al Fondo da parte del lavoratore e da parte dell'azienda.
Inoltre,
viene data la possibilità all'iscritto di reintegrare successivamente
la propria posizione nel Fondo secondo le modalità che saranno
stabilite da Alifond stesso.
L'anticipo può essere richiesto anche nel caso che il lavoratore abbia
già usufruito dell'anticipo in sede aziendale.
L'anticipo va richiesto al Fondo per la quota di sua competenza.
43. Il lavoratore, oltre all'anticipo richiesto ad Alifond,
può continuare a richiedere anche l'anticipo del TFR precedentemente
accantonato in azienda?
Si, a patto -ovviamente- che non lo abbia già richiesto
precedentemente.
44. In caso di fallimento, amministrazione controllata o
concordato preventivo dell'azienda, come si recuperano eventuali quote
non versate al Fondo?
Il
lavoratore acquisisce i diritti di creditore privilegiato.
45. In caso di fallimento dell'azienda il lavoratore può
recuperare le quote di Tfr al Fondo di solidarietà dell'INPS?
Il
fondo di solidarietà serve a recuperare le quote di Tfr di cui
l'azienda è detentrice per la parte di Tfr già versato nel Fondo; il
fallimento dell'azienda non ha nessuna incidenza.
46. Le aziende debbono continuare a versare in ogni caso il
contributo dello 0,2% al Fondo di solidarietà Tfr dell'INPS?
Si.
47. Il lavoratore continua a versare il contributo dello
0,5%, che è trattenuto nel Tfr annuo?
Si, perché si tratta di normali contributi previdenziali.
48. Chi cambia azienda ma resta nello stesso settore
(alimentare o affine) decade da socio?
In caso di cessazione del
rapporto di lavoro, il lavoratore socio può riscattare il capitale o
continuare la contribuzione al Fondo, comunicando il cambio di azienda.
Se invece il rapporto di lavoro continua, non c’è interruzione del
rapporto associativo con Alifond.
49. Se il lavoratore socio passa da una azienda che applica uno
dei contratti nazionali istitutivi di Alifond ad una con altro contratto
nazionale cosa succede?
Il
lavoratore può richiedere il trasferimento della sua posizione da
Alifond al Fondo previdenziale integrativo istituito dal nuovo contratto
di appartenenza.
50. Il lavoratore può rivalersi sull'azienda che
ripetutamente non versa il dovuto al Fondo?
Come nei casi di violazione del contratto può rivolgersi ai servizi
legali del sindacato e comunque promuovere una causa nei confronti
dell'azienda.
51. In caso di mancato versamento può intervenire anche
Alifond?
Uno dei doveri di Alifond è controllare le regolarità dei versamenti.
In caso di ritardo nel versamento dei contributi le imprese sono
tenute a versare come penale un interesse pari al 5% più il tasso
ufficiale di sconto attualmente è il 2,5%.
52. Se nel futuro la contrattazione stabilirà un aumento
della contribuzione, per un lavoratore già socio al Fondo sarà
automatico o dovrà dare il consenso?
L'aumento sarà automatico, fatta salva la possibilità di ogni
lavoratore socio di esprimere il proprio parere negativo nelle forme
che saranno previste.
53. In caso di morte del lavoratore prima del pensionamento,
a chi va il capitale accantonato nella posizione individuale?
Recentemente è stata modificato il comma 3 dell'art. 10 delle legge
124/93 in materia di beneficiari in caso di morte del lavoratore
iscritto al Fondo.
La vecchia normativa prevedeva che in caso di morte del socio prima del
pensionamento di vecchiaia il capitale dello stesso potesse essere
riscattato dal coniuge, dai figli e dai genitori se conviventi e a
carico. In mancanza di tali soggetti il capitale sarebbe rimasto
acquisito al Fondo.
Ora con la modifica introdotta dall'art. 58 comma 8 punto C della legge
n. 144/99 il lavoratore potrà disporre in piena libertà che il suo
capitale in caso di morte prima del pensionamento di vecchiaia, in
mancanza di legittimi eredi (coniuge, figli e genitori se a carico e
conviventi) possa essere riscattato da soggetti diversi anche non legati
da vincoli di parentela purché vi siano precise disposizioni del
lavoratore socio al Fondo.
Qualora non vi siano eredi legittimi e il lavoratore non abbia
provveduto ad indicare altri soggetti legittimati a riscattare il
capitale, quest'ultimo rimarrà acquisita dal Fondo.
54. Nel caso non vi siano eredi e i soldi rimangano al Fondo
quale destinazione hanno?
Entrano nel patrimonio del Fondo e i benefici sono ripartiti fra tutti i
soci.
55. In caso di decesso di uno dei coniugi iscritti allo
stesso Fondo, chi resta in vita può trasferire sulla propria posizione
quella del coniuge?
No. La posizione del coniuge è riscattata dal superstite o da altri
eredi.

LE PRESTAZIONI DI ALIFOND
56. Che cosa eroga il Fondo al momento del pensionamento?
Quando il lavoratore socio raggiunge il diritto alla pensione di
vecchiaia o di anzianità ha diritto a prestazioni pensionistiche,
secondo quanto accantonato nella posizione individuale (contributi del
lavoratore, contributi dell'azienda, Tfr e interessi).
57. Com'è liquidata la prestazione pensionistica?
Il
pensionato può scegliere tra 2 forme di liquidazione: una rendita
vitalizia (pensione) per l'intera quota accantonata oppure parte in
capitale (al massimo il 50%) e parte in rendita vitalizia.
58. Quali sono le condizioni per il pensionamento di
vecchiaia nel Fondo?
Il
lavoratore deve aver cessato l'attività, avere l'età stabilita per
legge ed almeno 10 anni di iscrizione a Alifond.
59. E quali sono le condizioni per il pensionamento di
anzianità nel Fondo?
In
questo caso il lavoratore deve avere cessato l'attività, non deve avere
un'età inferiore di oltre 10 anni a quella di vecchiaia ed avere
almeno 15 anni di iscrizione al fondo.
60. E se un lavoratore raggiunge il pensionamento prima di avere
raggiunto i requisiti di anzianità di iscrizione al Fondo?
In
questo caso il lavoratore ha diritto a riscuotere dal Fondo l'intera
prestazione sotto forma di capitale.
61. I lavoratori prossimi alla pensione hanno convenienza a
iscriversi a Alifond?
Tutti i lavoratori hanno convenienza ad iscriversi ad un Fondo di
pensione complementare contrattuale, in quanto solo così potranno
usufruire del contributo dell'azienda e dei vantaggi contributivi e
fiscali.
62. A quanto ammonterà la rendita vitalizia?
La
rendita vitalizia (pensione complementare) è legata all'ammontare del
capitale complessivo maturato ed all'aspettativa di vita (sesso, età,
eventuale reversibilità) del lavoratore al momento del pensionamento.
63. Chi eroga la rendita vitalizia?
La rendita non è erogata
direttamente dal Fondo, ma da soggetti abilitati, convenzionati con
Alifond in quanto il capitale deve essere investito per garantire la
rendita.
64. La rendita può essere reversibile?
Il lavoratore, 4 mesi prima del
pensionamento, può richiedere che la pensione complementare sia
reversibile a favore di una persona da lui designata.
65. In caso di morte del lavoratore socio che sta usufruendo
della rendita cosa succede?
Dipende dal tipo di rendita: se era reversibile continuerà ad
essere erogata al beneficiario superstite.
66. La rendita si rivaluta nel tempo?
Si, essa è rivalutata di anno in anno sulla base del
rendimento ottenuto dalla gestione speciale curata dal soggetto, a cui
è stata affidata l'organizzazione della rendita.
67. Perché è necessario un periodo minimo di permanenza
per usufruire della rendita?
Perché al di sotto ditale periodo la rendita risulterebbe
modesta.
68. Le norme relative al diritto alla prestazione sono
legate alla legge in vigore per le prestazioni INPS, se questa viene
modificata cosa succede?
La norma già oggi è formulata in maniera da potersi adeguare
ad eventuali riforme del sistema pensionistico.
69. In caso di sospensione del rapporto di lavoro, quei
periodi sono da considerarsi a tutti gli effetti iscrizione al Fondo, ai
fini delle prestazioni?
I periodi di sospensione sono validi al fine della maturazione
dell'anzianità di iscrizione al Fondo.

LA TASSAZIONE DEI
CONTRIBUTI E DELLE PRESTAZIONI
NOTA: LA NORMATIVA FISCALE DAL 1/1/2000 HA SUBITO
LE MODIFICHE PREVISTE DAL DLG. N.47/2000, CHE RIORDINA TUTTA LA MATERIA
RELATIVA ALLA TASSAZIONE DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E DELLE POLIZZE
INTEGRATIVE INDIVIDUALI. GLI SLIDES PUBBLICATI NEL SITO (WWW.FLAI.IT
NELLA SEZIONE 'ORGANIZZAZIONE', 'DOCUMENTAZIONE' http://www.flai.it/zip/novita_fiscali_versione_estesa.zipILLUSTRANO
LE NOVITA' DEL DECRETO.
70. È prevista una particolare normativa per la tassazione dei
contributi e delle prestazioni?
Si.
71. Il versamento al Fondo a carico del lavoratore è
assoggettato ai contributi previdenziali?
Si. Il contributo versato dal lavoratore è assoggettato ai normali
contributi previdenziali sia a carico dello stesso lavoratore sia a
carico dell'azienda.
72. Il versamento a carico del lavoratore comporta la
riduzione proporzionale della pensione pubblica?
No. Il contributo a carico del lavoratore non comporta nessuna riduzione
della sua pensione pubblica.
73. Com'è trattato fiscalmente il contributo al Fondo a
carico del lavoratore?
Il contributo a carico del lavoratore è deducibile dal reddito ai fini
fiscali e comporta una riduzione dell'IRPEF pari all'aliquota marginale
normalmente pagata dal lavoratore. (VEDI CAMBIAMENTI DLG N.47/2000)
74. Cos'è l'aliquota marginale?
È l'aliquota massima che è raggiunta dal proprio reddito imponibile
fiscale annuo: attualmente sino a 15.000.000 è il 19% da 15.000.001 a
30.000.000 il 27% da 30.000.001 a 60.000.000 il 34% ecc.
75. Per recuperare l'aliquota marginale sui contributi versati al
Fondo, il lavoratore deve fare la dichiarazione dei redditi?
No. Il lavoratore non deve compilare il mod. 730 o modello unico, perché
è l'impresa ad occuparsi dell'abbattimento fiscale direttamente in
busta paga mese per mese.(VEDI DLG N.47/2000)
76. I versamenti del lavoratore sono prelevati dal lordo o
dal netto della retribuzione?
Dall'imponibile fiscale, cioè dal lordo Irpef.
77. A quale tassazione è assoggettato l'1% versato
dall'azienda?
L'azienda paga solo il contributo di solidarietà all'INPS (10%) ed è
esente da IRPEG.
Ai fini fiscali per il lavoratore il versamento aziendale sarà
assoggettato alle tasse al momento della riscossione.
78. La quota di tfr, trasferita dall'azienda al Fondo, è
assoggettata a tassazione?
No. L'eventuale tassazione avverrà solamente al momento della
riscossione, in caso di opzione sotto forma di capitale.
79. Se il lavoratore ha già una posizione assicurativa
individuale, ai fini della tassazione, i versamenti ai due fondi sono
cumulabili o rimangono separati?
Rimangono separati.
I versamenti a Alifond sono esenti da IRPEF mentre quelli ad
assicurazioni private danno diritto attualmente ad una detrazione
fiscale del 19%.
VEDI MODIFICHE DLG N.47/2000
80. Com'è assoggettata fiscalmente la rendita vitalizia (pensione
complementare)?
La rendita vitalizia costituisce reddito ai fini fiscali nella misura
dell'87.5% del suo ammontare.
81. Il capitale ritirato ai fini della tassazione è
cumulabile con altri redditi?
No. In caso di pagamento di tutto o in parte del maturato sotto forma di
capitale, la quota relativa ai versamenti dei lavoratori è esente da
tassazione. La parte restante (quote aziendali, Tfr e interessi
maturati) è soggetta a tassazione separata con aliquota determinata con
gli stessi criteri utilizzati per la determinazione della aliquota di
tassazione del TFR.
VEDI ANCHE DLG N.47/2000
82. Dal punto di vista fiscale è più vantaggioso riscuotere una
parte in capitale o tutto in rendita?
Ambedue le prestazioni sono incentivate fiscalmente. Il capitale con la
tassazione separata, la rendita con l'esenzione del 12.5% del suo
importo.
La scelta è legata alle situazioni individuali.
VEDI MODIFICHE DLG. N.47/2000
83. La normativa fiscale che favorisce l'adesione al fondo
che stabilità avrà?
È interesse delle imprese, dei lavoratori e dello Stato favorire una
crescita del sistema pensionistico complementare, perciò nei prossimi
anni, compatibilmente con la finanza pubblica, si può prevedere
l'introduzione di nuovi incentivi fiscali.
L’ELEZIONE DEGLI
ORGANISMI E LA GESTIONE DI ALIFOND
84. Quali sono gli organismi di Alifond?
L'amministrazione di Alifond è affidata a organismi paritetici tra
lavoratori e imprese, i cui componenti sono eletti dagli associati e
restano in carica 3 anni.
L'Assemblea dei rappresentanti degli associati, composta da 60
componenti
Il Consiglio di Amministrazione, composto di 12 componenti
Il
Presidente e il vicepresidente
Il Collegio dei Revisori Contabili (4 effettivi e 2 supplenti)
85. Cosa significa "organismi paritetici tra lavoratori
e imprese"?
Gli organismi dirigenti di Alifond sono eletti per il 50% dai lavoratori
associati e per il 50% dalle aziende associate.
86 Quali sono i compiti dell'Assemblea?
L'Assemblea elegge i componenti del Consiglio di Amministrazione e dei
Revisori contabili.
Ha inoltre compiti di controllo sugli atti del C.d.A. e, in seduta
straordinaria, decide le modifiche allo Statuto.
87. Chi ha diritto a eleggere i componenti dell'Assemblea?
Hanno diritto al voto tutti gli associati (lavoratori e aziende) che
sono in regola con il versamento dei contributi alla data di indizione
delle elezioni.
Nella fase iniziale il diritto al voto spetterà a tutti i lavoratori
(ed alle loro aziende), che avranno manifestato la volontà di adesione,
consegnando la relativa domanda e la cui richiesta di iscrizione sia
stata ricevuta e accettata dal Fondo.
88. Chi propone i rappresentanti nell'Assemblea?
Possono presentare le liste per l'elezione dei componenti l'assemblea:
per i lavoratori le Organizzazioni Sindacali che hanno costituito
Alifond (FAT-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL), le OO.SS. firmatarie del CCNL
oppure il 5% di lavoratori soci.
Per le imprese, le Associazioni imprenditoriali.
89. Quali requisiti deve avere un candidato all'Assemblea?
Essere socio del Fondo.
90. Quali sono i compiti del Consiglio di Amministrazione?
Il Consiglio di Amministrazione elegge, al suo interno, il Presidente e
il Vicepresidente e cura la gestione del Fondo.
91. Chi può essere eletto nel Consiglio di Amministrazione?
Non è necessario che siano soci di Alifond.
Per gli amministratori dei Fondi pensione tuttavia, la legge fissa
precisi requisiti di professionalità e di onorabilità.
92. Chi amministra i capitali e gli investimenti del Fondo?
Il capitale del Fondo si trova presso una Banca Depositaria e gli
investimenti sono gestiti da una o più soggetti gestori abilitati,
secondo gli indirizzi del C.d.A. di Alifond..
93. Quali sono i compiti della Banca Depositaria?
Incassa i contributi (lavoratori, imprese e Tfr), tiene in deposito e
certifica il patrimonio del Fondo, autorizza i gestori alle operazioni
di investimento sulla base delle indicazioni del C.d.A. e risponde al
Fondo anche patrimonialmente, per le eventuali inadempienze.
94. E i compiti dei gestori?
I gestori, scelti tra Assicurazioni, Banche, SIM, Gestori di Fondi
Comuni di Investimento, eseguono le operazioni di investimento,
indicate dal C.d.A. e nei limiti di legge.
95. Il Fondo ha propri dipendenti?
Per tutte le competenze gestionali ed amministrative, il Fondo utilizzerà
un apposito Service specializzato.
Per i direttori dei Fondi sono previsti appositi requisiti di
professionalità.
96. Quali sono i costi di gestione del Fondo coperti dalla
quota associativa?
Sulla quota associativa gravano le seguenti tipologie di spese:
- Sede, struttura organizzativa, beni
strumentali
- Attività degli Organi Statutari
- Gestione amministrativa e contabile del
Fondo
- Spese legali
97. Le spese di gestione rimarranno invariate o aumenteranno?
Quelle previste rappresentano il tetto massimo: le oscillazioni dovranno
stare entro tale limite.
98. Quanto costano ad ogni lavoratore associato le spese di
gestione?
Le spese di gestione di Alifond non potranno superare il limite dello
0,12% della retribuzione utile al calcolo del Tfr del lavoratore
associato, fino ad un massimo di 50.000 annue
99. E i costi finanziari e della Banca Depositaria?
Saranno stabiliti nelle rispettive convenzioni stipulate con i gestori e
con la Banca Depositaria.
100. Per gli investimenti quali sono i criteri che ispirano
il Fondo?
Il Fondo si ispira a criteri di trasparenza, diversificazione del
rischio, ottimizzazione dei rendimenti e contenimento dei costi.
101. Se la Banca Depositaria fallisce che cosa succede?
Il patrimonio del Fondo è solo depositato presso la Banca Depositaria,
ma la stessa non può utilizzarlo, quindi non esiste il pericolo di
perdita derivante da un fallimento.
102. Se un gestore fallisce cosa succede?
Il patrimonio del Fondo è presso la Banca Depositaria, quindi non
esiste pericolo di fallimento.
103. Il capitale del Fondo può essere messo a rischio dagli
investimenti?
Solo nei limiti di legge che tendono a garantire il capitale.
104. Se vi sono errori di gestione sui rendimenti, c'è una
forma assicurativa che risarcisce il danno?
No, non e' prevista una forma assicurativa, tuttavia il Fondo verifica e
mette a confronto i risultati dei gestori e li può cambiare e,
inoltre, il Fondo si cautela attraverso scelte prudenti di investimento.
105. Il Fondo può fallire?
Per legge il Fondo non può fallire.
106. Il Fondo attiverà più linee di investimento?
La gestione delle risorse del Fondo avverrà, in una prima fase,con
un'unica linea di investimento per tutti i lavoratori soci, e questo
comporterà unico uguale rendimento per tutti gli associati (monocomparto).
Successivamente le linee d'investimento saranno differenziate, in
funzione delle diverse esigenze degli associati: ciò darà rendimenti
diversi (pluricomparto).
Il passaggio a più linee di investimento (pluricomparto) sarà
deliberata dal C.d..A. che dovrà stabilire anche le relative modalità
con cui il lavoratore socio potrà scegliere e darne comunicazione al
Fondo.
Comunque il lavoratore potrà modificare la propria scelta di linea di
investimento nel corso della sua permanenza nel Fondo.
RAPPORTO TRA FONDO E
ISCRITTI
107. Quante volte e con quali modalità si
comunicano informazioni agli iscritti?
Almeno una volta all'anno il Fondo invierà a ciascun lavoratore socio e
a ciascun pensionato un prospetto individuale con l'estratto conto.
Sarà data inoltre informazione a ogni lavoratore socio ogni qualvolta
sarà realizzata una modifica dello Statuto.
108. Vi sono sportelli per avere informazioni
in tempo reale?
Direttamente dal Fondo no.
Nella convenzione con il Service amministrativo si possono prevedere
sportelli decentrati sul territorio, rapporti e convenzioni con i
patronati sindacali ecc...
109. Se il lavoratore socio rileva errori nel
prospetto a chi può rivolgersi?
Può rivolgersi al Fondo, direttamente o tramite il Service.
CONTROLLO DEL FONDO
110. La Commissione di Vigilanza può
intervenire sulla Banca Depositaria?
La Banca depositaria è soggetta al controllo della Bankitalia.
La Commissione di Vigilanza può segnalare a Bankitalia eventuali
inadempienze.
111. Quali sono gli organi di controllo interni
al Fondo?
L'Assemblea e il Collegio dei Revisori Contabili.
112. Quando gli organi di controllo interno verificano delle
inadempienze nella gestione del Fondo cosa succede?
Il
Collegio dei revisori contabili è tenuto per legge ad informare
tempestivamente la Commissione di Vigilanza. L'Assemblea dei soci, dal
canto suo, può disporre delle azioni di responsabilità nei confronti
degli amministratori e dei revisori inadempienti.
113. La Commissione di Vigilanza può
adottare sanzioni nei confronti del Fondo dei gestori?
Si. Sono previste sanzioni proposte dalla Commissione di Vigilanza e
adottate dagli organi competenti.
114. Il Consiglio di Amministrazione può
prendere provvedimenti nei confronti della Banca Depositaria e
dei gestori finanziari e amministrativi in caso di inadempienze?
Si, è uno dei suoi compiti principali.
QUESTIONI VARIE
115. Perché un giovane dovrebbe aderire al Fondo?
Per costruirsi una pensione complementare, beneficiando del versamento
dell'azienda, del risparmio fiscale, del maggior rendimento del Tfr.
116. Quali sono i vantaggi di un lavoratore vicino all'età
pensionabile?
La possibilità di beneficiare di un capitale aggiuntivo al Tfr,
derivante dal versamento aziendale, dal risparmio fiscale e dal
maggior rendimento del Tfr.
117. Chi sarà costretto a cambiare più volte lavoro quali
convenienze ha nell'aderire al Fondo?
Dal punto di vista pensionistico chi cambierà più volte lavoro può
avere più motivi per costruirsi un sistema previdenziale complementare.
In ogni caso rimangono tutti i vantaggi precedentemente illustrati.
118. È possibile passare da un Fondo chiuso ad un Fondo
aperto?
Il trasferimento della posizione ad un Fondo aperto non potrà avvenire
prima che siano trascorsi 5 anni di permanenza in Alifond limitatamente
ai primi 5 anni di vita del Fondo.
Successivamente a tale termine la posizione non potrà essere trasferita
prima di 3 anni di permanenza.
119. Se un lavoratore passa a un Fondo aperto, quanto potrà
versare?
A tutt'oggi solo la sua quota e per i neo-occupati anche il Tfr, oltre,
naturalmente, alla quota già precedentemente accantonata nel Fondo di
provenienza.
120. Quanto tempo occorre per riscattare o trasferire la
propria posizione?
Il Fondo provvede al trasferimento o alla liquidazione dell'intera
posizione entro sei mesi dal ricevimento della richiesta.

Risposte
a domande frequenti
su ARTIFOND
Generalità
sul Fondo
Adesioni e Recessi
Gestione Finanziaria
Prestazioni
Tasse
Rapporto tra Artifond
e gli iscritti
Generalità sul
Fondo
CHE COS’È UN FONDO PENSIONE
COMPLEMENTARE?
Un Fondo Pensione Complementare è
un’associazione, senza scopo di lucro, istituita per garantire agli
iscritti un trattamento previdenziale in aggiunta (e non in
sostituzione) a quello erogato dal sistema obbligatorio pubblico, nelle
due forme alternative:
·
di pensione vitalizia;
·
di capitale in unica soluzione (max. 50%) più pensione vitalizia.
CHE COSA SIGNIFICA FONDO PENSIONE A
“CONTRIBUZIONE DEFINITA”?
“Contribuzione definita” significa che
l’ammontare dei contributi da versare al Fondo è predeterminato;
generalmente esso è fissato in misura percentuale rispetto alla
retribuzione; tale misura è stabilita in sede di Accordi Collettivi ed
è differenziata in funzione del settore di appartenenza. Il vantaggio
per il lavoratore sta nel fatto che sin dalla adesione, e in ogni
momento della sua appartenenza al Fondo, egli può conoscere esattamente
l’entità della contribuzione a proprio carico (cui si aggiunge
quella, pure predeterminata, a carico dell’azienda e quella derivante
dalla quota di TFR destinata al Fondo).
CHE COSA SIGNIFICA FONDO PENSIONE
COMPLEMENTARE “NEGOZIALE”?
Con questo termine si indicano i fondi pensione
istituiti mediante la contrattazione collettiva.
CHE COSA SIGNIFICA FONDO PENSIONE A
“CAPITALIZZAZIONE INDIVIDUALE”?
La prestazione erogata da ARTIFOND dipende, in
conformità alla legge, dal valore della “posizione individuale” di
ciascun lavoratore associato; tale posizione è costituita dal complesso
della contribuzione versata al Fondo e dai rendimenti realizzati, al
netto delle spese. La prestazione del Fondo complementare quindi non è
determinabile in via preventiva.
QUAL’È LA FINALITÀ DI ARTIFOND?
Finalità di ARTIFOND è garantire ai lavoratori
associati prestazioni pensionistiche complementari a quelle erogate dal
sistema obbligatorio pubblico. ARTIFOND, pertanto, non ha scopo di
lucro; tutti i proventi della gestione finanziaria del patrimonio del
Fondo (al netto dei costi) sono infatti accreditati alle posizioni
individuali dei soci lavoratori.
COSA S’INTENDE PER POSIZIONE INDIVIDUALE?
Si intende l’equivalente di un “conto corrente
personale”, che viene aperto presso il Fondo all’atto
dell’adesione. Su di esso è depositato il capitale risultante
dall’insieme dei contributi individuali (quote datore, lavoratore e
TFR) e dei rendimenti prodotti dalla gestione finanziaria del patrimonio
del Fondo.

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Adesioni e
Recessi
PERCHE’ ADERIRE A ARTIFOND ?
Perché aderendo a ARTIFOND ogni lavoratore, con i
versamenti mensili fatti dall'azienda a suo nome, si costituisce una
pensione aggiuntiva a quella pubblica, usufruendo di tutte le
agevolazioni previste dalla legge.
I LAVORATORI PROSSIMI ALLA PENSIONE HANNO
CONVENIENZA AD ISCRIVERSI AD ARTIFOND?
Tutti i lavoratori hanno convenienza ad iscriversi
a ARTIFOND in quanto solo così possono usufruire del contributo
dell’azienda e dei vantaggi fiscali. Il lavoratore che avrà maturato
i requisiti per aver diritto alla pensione obbligatoria senza aver
raggiunto il numero di anni di adesione al Fondo necessario per ottenere
la pensione complementare, avrà in ogni caso diritto a ricevere dal
Fondo la liquidazione in capitale dell’intera sua posizione risultante
dal “conto personale” e quindi di tutte le contribuzioni versate
dall’azienda e dal lavoratore, della quota di TFR e delle
rivalutazioni.
CHI PUÒ ADERIRE A ARTIFOND?
ARTIFOND è riservato ai lavoratori delle aziende
del settore artigianato appartenenti a tutte le categorie contrattuali
con esclusione dell’edilizia. Al fondo possono aderire anche i
dipendenti delle associazioni che hanno istituito il fondo.
I LAVORATORI CON CONTRATTO A TEMPO
DETERMINATO O CON CONTRATTO DI FORMAZIONE LAVORO O GLI APPRENDISTI
POSSONO ADERIRE AL FONDO?
Si. Ad ARTIFOND possono aderire tutti i lavoratori
ai quali viene applicato un CCNL del settore artigianato (con esclusione
dell’edilizia), indipendentemente dalla tipologia di contratto: a
tempo determinato, part-time, formazione lavoro, apprendistato ecc.
UN LAVORATORE CHE HA SOTTOSCRITTO UNA
POLIZZA VITA PUO' ADERIRE AL FONDO?
SI.
L’adesione ad ARTIFOND è totalmente svincolata
da qualsiasi altra forma di risparmio a fini previdenziali; sotto il
profilo fiscale, il lavoratore che aderisce ad ARTIFOND gode:
1. del beneficio
della deducibilità dal reddito dei contributi versati al Fondo
(nell’ambito dei limiti previsti dalla legge);
2. del beneficio
della detraibilità dalle imposte sul reddito dei premi pagati su
eventuali sue polizze di assicurazione sulla vita (o infortuni).
SE UN LAVORATORE HA GIA’ UNA POSIZIONE
ASSICURATIVA INDIVIDUALE, I VANTAGGI FISCALI RELATIVI AI VERSAMENTI AD
ARTIFOND E ALLE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE SONO CUMULABILI?
Si, i versamenti ad ARTIFOND sono esenti
dall’IRPEF in quanto diminuiscono l’imponibile fiscale. Infatti il
lavoratore può portare le contribuzioni pagate alle forme
pensionistiche complementari ed individuali in deduzione
dall’imponibile fiscale, entro i limiti del 12% del reddito e fino ad
un massimo di lit. 10.000.000.
SE IL LAVORATORE NON RICEVE LA
DOCUMENTAZIONE PER ISCRIVERSI A ARTIFOND, A CHI SI DEVE RIVOLGERE?
Il lavoratore potrà rivolgersi: all’azienda, ai
sindacati, agli enti bilaterali territoriali, ai patronati delle
associazioni delle imprese artigiane e dei sindacati, alle sezioni
regionali o interregionali del fondo, ai consulenti del lavoro, oppure
al sito Internet del fondo.
COSA S’INTENDE PER LAVORATORI ISCRITTI
DOPO IL 28/4/93?
Si tratta di tutti i lavoratori che hanno iniziato
il primo rapporto di lavoro successivamente alla data del 28/04/1993
ovvero che hanno aperto la propria posizione previdenziale obbligatoria
pubblica dopo tale data.
AI FINI DELLA CONTRIBUZIONE AD ARTIFOND CHE
DIFFERENZA C’È TRA UN LAVORATORE DI “PRIMA OCCUPAZIONE FINO AL 28
APRILE 1993”, RISPETTO AD UNO DI “PRIMA OCCUPAZIONE SUCCESSIVA AL 28
APRILE 1993”?
Per i lavoratori di prima occupazione successiva
al 28 aprile 1993 che aderiscano ad un Fondo Pensione Complementare è
prevista, dalla legge, l’integrale destinazione al Fondo stesso del
TFR maturando (ovvero gli accantonamenti successivi alla sua adesione al
Fondo).
NEI CASI PARTICOLARI (MATERNITA', CIG ECC.)
COME PROSEGUE IL RAPPORTO CON IL FONDO?
Il lavoratore rimane associato al Fondo. Le
contribuzioni, nei casi di sospensione dell’attività lavorativa per
qualunque ragione (malattia, maternità, CIG, ecc.), sono costituite
dalla quota TFR, dalla quota azienda e dalla quota dipendenti. La quota
TFR va calcolata sul “maturato”, indipendentemente dalle prestazioni
lavorative effettuate. La quota a carico dell’azienda e la quota a
carico del lavoratore vanno invece calcolate sullo stipendio
effettivamente percepito nel periodo in cui si verifica l’evento in
questione.
IN CASO DI LAVORATORE CHE DEVE PRESTARE
SERVIZIO DI LEVA COSA SUCCEDE?
Il lavoratore resta iscritto al Fondo, anche se
non vi è contribuzione né maturazione del TFR.
NEL PERIODO DI SOSPENSIONE (ASPETTATIVA,
PERMESSI) DEL RAPPORTO DI LAVORO, CHE COSA SUCCEDE AL CAPITALE?
Il capitale accumulato presso ARTIFOND continua ad
essere gestito e ad essere addebitato di spese.
IN CASO DI MOBILITA' DEL LAVORATORE COSA
SUCCEDE?
Poiché la mobilità prevede l’interruzione del
rapporto di lavoro, cessano i requisiti di partecipazione al Fondo.
IN CASO DI CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
PER MOTIVI DIVERSI DAL PENSIONAMENTO (ES. DIMISSIONI, LICENZIAMENTO)
COSA SUCCEDE?
In questi casi cessano i requisiti di
partecipazione al Fondo.
IN CASO DI CESSAZIONE COSA SUCCEDE AL
CAPITALE VERSATO ED AGLI INTERESSI MATURATI PRESSO ARTIFOND?
In caso di perdita dei requisiti di partecipazione
al Fondo (escluso il pensionamento), il lavoratore può operare sul
capitale maturato tre scelte:
·
Richiedere la liquidazione in capitale dell’intero ammontare
(RISCATTO)
·
Trasferirlo presso un altro Fondo Pensione Complementare in relazione
alla nuova attività (TRASFERIMENTO)
·
Lasciarlo in gestione ad ARTIFOND, senza ulteriori contribuzioni
(POSIZIONE SILENTE). Le spese saranno comunque addebitate alla posizione
individuale.
SE UN LAVORATORE, PUR AVENDO CESSATO IL
RAPPORTO DI LAVORO, MANTIENE LA SUA POSIZIONE NEL FONDO, PUO' CONTINUARE
A CONTRIBUIRE INDIVIDUALMENTE?
No. Non è possibile, poiché la contribuzione è
disciplinata da obbligo contrattuale.
IL LAVORATORE PUO' AVERE UN ANTICIPO DAL
FONDO SULLE QUOTE DI TFR VERSATE?
La possibilità di richiedere ed ottenere
anticipazioni nel caso del fondo pensione è più agevole. Dopo otto
anni d’iscrizione al fondo pensione , il lavoratore ha diritto a
richiedere un anticipo su tutto quanto (quota azienda, quota lavoratore
e TFR) versato al fondo per l’acquisto della prima casa per sé o per
i figli, ristrutturazioni, per spese sanitarie. In questo caso è
possibile reintegrare le somme prelevate, nei tempi e nei modi previsti
dallo Statuto di ARTIFOND.
Rimane altresì intatto, il diritto di richiedere
l’anticipo per la quota di TFR gestito dall’azienda , secondo la
disciplina contrattuale.
IN CASO DI FALLIMENTO, AMMINISTRAZIONE
CONTROLLATA O CONCORDATO PREVENTIVO DELL'AZIENDA, COME SI RECUPERANO
EVENTUALI QUOTE NON VERSATE AL FONDO?
Il lavoratore acquisisce i diritti di creditore
privilegiato.
In questi casi interviene il Fondo di garanzia
dell’INPS, finanziato dai lavoratori con il versamento dello 0,50%
della retribuzione annua utile al calcolo del trattamento di fine
rapporto.
LE AZIENDE DEVONO CONTINUARE A VERSARE IN
OGNI CASO IL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' EX LEGGE 297/82 ART.3?
Attualmente sì.
IL LAVORATORE CHE CAMBIA AZIENDA MA RESTA
NELLO STESSO SETTORE PUO' CONTINUARE AD ESSERE ISCRITTO Ad ARTIFOND?
Si, purché la nuova azienda rientri nel settore
d’applicazione dei contratti collegati ad ARTIFOND.
COSA SUCCEDE SE UN LAVORATORE ISCRITTO AD
ARTIFOND PASSA AD UNA AZIENDA CHE APPLICA UN DIVERSO CCNL?
Il lavoratore può chiedere il trasferimento della
sua posizione da ARTIFOND al fondo di previdenza complementare del nuovo
CCNL di competenza. In alternativa, il lavoratore può riscattare il
capitale maturato. Può optare anche per il mantenimento della sua
posizione previdenziale presso ARTIFOND (POSIZIONE SILENTE) in assenza
di contribuzioni. L’ultima opzione è da sconsigliare a quel
lavoratore che ha un altro fondo di destinazione, ed un azienda
disponibile a contribuire.
IL LAVORATORE CHE SIA ASSOCIATO AD ARTIFOND
E CHE CONTINUI A PRESTARE LA SUA NORMALE ATTIVITA’ LAVORATIVA, PUO’
CHIEDERE IL TRASFERIMENTO AD ALTRO FONDO PENSIONE?
Si, in costanza dei requisiti di partecipazione ad
ARTIFOND il lavoratore può decidere di trasferire la sua posizione ad
altro Fondo Pensione (anche aperto). Tale opzione non può però essere
esercitata prima che siano trascorsi cinque anni dall’iscrizione ad
ARTIFOND.
IL LAVORATORE DESTINATARIO DI ARTIFOND
POTREBBE ADERIRE AD UN FONDO APERTO ?
No, l’adesione ad un fondo pensione aperto può
avvenire solo se non è previsto nessun fondo “negoziale” dalla
contrattazione applicata all’impresa presso la quale egli presta la
propria attività. Il lavoratore che aderisce ad ARTIFOND può scegliere
di trasferire la propria posizione maturata presso un fondo aperto
soltanto dopo che siano trascorsi almeno cinque anni di iscrizione ad
ARTIFOND. Parimenti il lavoratore può trasferire quanto maturato ad
ARTIFOND ad un fondo pensione aperto nel caso vengano meno i requisiti
di partecipazione ad ARTIFOND.
L’ADESIONE AD ARTIFOND PRESENTA VANTAGGI
RISPETTO ALLA POSSIBILE ADESIONE AD UN FONDO PENSIONE APERTO?
Si, perché le imprese versano un contributo
a loro carico a vantaggio del lavoratore che vede dunque aumentare il
proprio montante contributivo. La quota totale dei contributi versati ad
ARTIFOND è dunque la risultante dei contributi a carico del lavoratore,
delle imprese e delle somme di TFR maturando (l’intera indennità di
fine rapporto maturata ogni anno per i lavoratori assunti dopo il
28/04/1993 oppure il 16% del TFR maturando per i lavoratori assunti
prima del 28/04/1993).
ESISTONO FONTI ISTITUTIVE DI FONDI PENSIONE
COMPLEMENTARI REGIONALI PER I LAVORATORI DELL’ARTIGIANATO?
Attualmente no. Tuttavia l’intesa
interconfederale dell’8/09/1998 tra Confartigianato, CNA, CASA, CLAAI,
CGIL, CISL, UIL, prevede la possibilità di istituire Fondi Regionali
intercategoriali. La richiesta di poter istituire un Fondo pensione
Regionale deve essere presentata alle fonti istitutive nazionali da
tutte le rappresentanze delle fonti istitutive medesime presenti nella
Regione.
La richiesta di istituzione può essere presentata
ove sussista la duplice e congiunta condizione che i lavoratori iscritti
al fondo nazionale, occupati nella regione richiedente, siano in numero
di 45.000 e che il fondo nazionale abbia già, detratti gli iscritti
occupati nella regione richiedente, almeno 105.000 iscritti. Il fondo
nazionale, prima dello scorporo, avrà almeno 150.000 iscritti. Le parti
istitutive nazionali valuteranno la sussistenza delle condizioni di
equilibrio organizzativo ed economico finanziario suddette del fondo
nazionale, nonché la sussistenza delle stesse condizioni per il fondo
regionale per il quale è richiesta la costituzione. Ove sussistano tali
congiunte condizioni e previa verifica, le fonti istitutive autorizzano
unanimemente la costituzione del fondo regionale. Successivamente
verranno avviate tutte le procedure idonee al fine di provvedere al
trasferimento, nel fondo regionale, delle somme maturate dai lavoratori
occupati nella regione in questione nel fondo nazionale, previo consenso
dei lavoratori stessi. E’ ovvio che tale procedura di autorizzazione,
prevista dall’accordo, non esclude l’adempimento degli altri
obblighi vigenti a norma di legge per l’istituzione di fondi di
previdenza complementare regionali.
IL LAVORATORE PUO' RIVALERSI SULL'AZIENDA CHE
RIPETUTAMENTE NON VERSA IL DOVUTO AL FONDO?
Si, perché si tratterebbe di violazione del
contratto.
IN CASO DI MANCATO VERSAMENTO DELL'AZIENDA
PUO' INTERVENIRE ANCHE ARTIFOND?
Uno dei doveri d’ARTIFOND è controllare la
regolarità dei versamenti e segnalare al lavoratore ed alle parti
fondatrici l’irregolarità riscontrata; il lavoratore potrà procedere
al recupero delle sue spettanze per via collettiva e/o individuale.
SE NEL FUTURO LA CONTRATTAZIONE STABILIRA'
UN AUMENTO DELLA CONTRIBUZIONE, PER UN LAVORATORE GIA' SOCIO DEL FONDO
L'AUMENTO SARA' AUTOMATICO O IL LAVORATORE DOVRÀ DARE IL PROPRIO
CONSENSO?
L’aumento sarà automatico.
IN CASO DI MORTE DEL LAVORATORE PRIMA DEL
PENSIONAMENTO, A CHI VA IL CAPITALE ACCANTONATO NELLA POSIZIONE
INDIVIDUALE?
Tenuto conto della normativa attualmente vigente
la posizione del lavoratore deceduto è riscattata dalla moglie, in
mancanza dai figli, in mancanza dai genitori (se conviventi e
fiscalmente a carico) ovvero, in assenza dei soggetti citati, da altro
beneficiario indicato da disposizioni del lavoratore iscritto al fondo.
In ultima istanza, in mancanza di indicazioni del lavoratore iscritto,
la posizione resta acquisita al fondo pensione.
IN CASO DI DECESSO D’UNO DEI CONIUGI
ISCRITTI ALLO STESSO FONDO, CHI RESTA IN VITA PUO' TRASFERIRE SULLA
PROPRIA POSIZIONE QUELLA DEL CONIUGE?
No.
La posizione del coniuge deceduto è riscattata
dal coniuge superstite, in mancanza dai figli, in mancanza dai genitori
solo se conviventi e fiscalmente a carico, in mancanza valgono eventuali
disposizioni del lavoratore che individuino un beneficiario, in mancanza
la posizione resta acquisita al fondo pensione.
QUANDO SI HA LA PERDITA DEL DIRITTO
D’ASSOCIAZIONE AD ARTIFOND?
L’associazione ad ARTIFOND non può proseguire:
·
Nel caso di passaggio del dipendente a dirigente;
·
Nel caso di passaggio del lavoratore dipendente allo status di
lavoratore autonomo
·
In caso di decesso
L’aderente nelle prime due situazioni, deve
quindi comunicare ad ARTIFOND le sue scelte di riscatto o trasferimento.
Nel caso di decesso del dipendente, la vedova o
gli eredi dovranno presentare domanda di riscatto accompagnata dalla
documentazione legale rilasciata dal Comune di residenza e/o dal Giudice
Tutelare (in presenza di minori).
L'associazione invece prosegue nel caso
d’aderente che abbia maturato il diritto alla pensione complementare.
Il "pensionato" continua a far parte del "gruppo"
ARTIFOND.
Il LAVORATORE DIPENDENTE ASSOCIATO AD
ARTIFOND PUO’ ESERCITARE IL RECESSO?
Il recesso unilaterale del lavoratore in costanza
di rapporto di lavoro non è previsto.
E’ data facoltà al lavoratore di sospendere la
sua contribuzione al fondo pensione negoziale (ciò produrrà
l’interruzione dei versamenti dell’azienda e del TFR). In questo
caso il capitale accumulato continuerà a maturare interessi e a
pagare spese. Al momento in cui sarà maturato il diritto alla pensione
di vecchiaia o anzianità il lavoratore percepirà le prestazioni
(capitale e rendita oppure solo rendita).
Il lavoratore potrà riscattare il maturato sotto
forma di solo capitale nel caso intervenga una causa di cessazione dei
requisiti di partecipazione al fondo ARTIFOND.
COME OTTENERE IL RISCATTO DELLA POSIZIONE
INDIVIDUALE IN SOLO CAPITALE?
Il lavoratore può esercitare il riscatto della
posizione individuale per il 100% sotto forma di capitale una tantum in
tutti i casi in cui vengano meno i requisiti di partecipazione al fondo
pensione ARTIFOND:
-
cessazione del rapporto di lavoro (se non si è maturato il diritto alle
prestazioni previste da ARTIFOND);
-
decesso
Il capitale versato (quota dipendente + quota
azienda + TFR) più il rendimento maturato al momento della richiesta può
essere riscattato al 100% quando l’aderente cessi, per qualsiasi
motivo, il proprio rapporto di lavoro con l’azienda da cui dipende,
purché non sia ancora maturato il diritto alla prestazione
pensionistica complementare; in quest’ipotesi si potrà richiedere il
rimborso del solo 50%, andando la parte rimanente in prestazione
pensionistica.

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Gestione
Finanziaria
CHI S’OCCUPA DEGLI INVESTIMENTI
FINANZIARI?
I contributi versati al Fondo sono gestiti da
società specializzate, "Gestori Finanziari", abilitati dalla
legge e scelti in considerazione della loro solidità ed affidabilità
secondo i criteri in materia stabiliti dalla Commissione di vigilanza
sui fondi pensione.
CHI HA CONCRETAMENTE LA DISPONIBILITA’ DEI
RISPARMI ACCUMULATI?
Per favorire un’efficiente gestione e per
consentire un buon andamento dei numerosi controlli necessari a tutela
del risparmio previdenziale, le risorse finanziarie non sono consegnate
al gestore del fondo, ma alla Banca depositaria: una banca presso cui il
fondo pensione e il gestore depositano materialmente le risorse
accumulate. La banca depositaria esercita importanti funzioni di
garanzia per gli iscritti al fondo: verificherà la regolarità di tutte
le operazioni, che tutte le operazioni svolte dai gestori siano conformi
sia allo Statuto del fondo che alle leggi, e che vengano seguite le
indicazioni fornite dal consiglio di amministrazione del fondo e
contenute nelle convenzioni di gestione sottoscritte con i vari gestori.
Ancora, la banca custodirà i valori mobiliari in cui è stato investito
il patrimonio del fondo (dunque, svolge da intermediario per ogni
operazione di investimento e disinvestimento), svolge un controllo
preventivo di legittimità sulle istruzioni impartite ai gestori e uno
successivo rispetto alla destinazione dei frutti degli investimenti, e
periodicamente invia agli organi del fondo le informazioni necessarie a
valutare l’operato dei gestori. La banca depositaria va scelta tra le
aziende e gli istituti di credito che hanno sede statutaria o succursale
in Italia, che presentino una adeguata organizzazione aziendale oltre
che un ammontare di mezzi patrimoniali non inferiore alla misura
stabilita in via generale dalla Banca d’Italia.

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Prestazioni
QUALI SONO LE CONDIZIONI PER IL
PENSIONAMENTO DI VECCHIAIA NEL FONDO?
Il lavoratore deve avere cessato l’attività,
avere l’età stabilita per legge ed almeno cinque anni d’adesione ad
ARTIFOND.
E QUALI SONO LE CONDIZIONI PER IL
PENSIONAMENTO D’ANZIANITA' NEL FONDO?
Il lavoratore deve avere cessato l’attività,
non deve avere un’età inferiore di oltre 10 anni a quella di
vecchiaia ed avere almeno 15 anni d’adesione ad ARTIFOND.
E SE UN LAVORATORE RAGGIUNGE IL
PENSIONAMENTO PRIMA D’AVERE RAGGIUNTO I REQUISITI D’ANZIANITA'
D’ISCRIZIONE AL FONDO?
In questo caso, venendo meno il rapporto di
lavoro, il lavoratore ha diritto di riscattare l’intera prestazione
sotto forma di capitale.
A QUANTO AMMONTERA' LA RENDITA VITALIZIA?
La rendita vitalizia (pensione complementare) è
legata all’ammontare del capitale complessivo maturato e
all’aspettativa di vita del lavoratore al momento del pensionamento.
CHI EROGA LA RENDITA VITALIZIA?
La rendita vitalizia non è erogata direttamente
dal Fondo, ma da una società assicuratrice, convenzionata con ARTIFOND.
LA RENDITA VITALIZIA PUO' ESSERE
REVERSIBILE?
Il lavoratore, al momento del pensionamento, può
richiedere che la pensione complementare sia reversibile a favore di una
persona da lui designata.
IN CASO DI MORTE DEL LAVORATORE CHE STA
USUFRUENDO DELLA RENDITA, COSA SUCCEDE?
Dipende dal tipo di rendita. Se era reversibile
continuerà ad essere erogata al beneficiario superstite.
IN CASO DI SOSPENSIONE DEL RAPPORTO DI
LAVORO, QUESTI PERIODI SONO CONSIDERATI ISCRIZIONE A TUTTI GLI EFFETTI
Ad ARTIFOND AL FINE DEL RAGGIUNGIMENTO DEL DIRITTO ALLE PRESTAZIONI?
Si. I periodi di sospensione sono validi al fine
della maturazione dell’anzianità d’iscrizione al Fondo, se nel
frattempo non è stato chiesto e incassato il riscatto.
IL PERIODO DI MANCATO VERSAMENTO DEI
CONTRIBUTI Ad ARTIFOND DA PARTE D’UN LAVORATORE CHE, PUR AVENDO
CESSATO IL RAPPORTO DI LAVORO, MANTIENE LA SUA POSIZIONE IN ARTIFOND, E'
VALIDO AL FINE DEL RAGGIUNGIMENTO DEL DIRITTO ALLE PRESTAZIONI?
Si. La rendita sarà commisurata all’ammontare
del capitale accumulato al momento della cessazione contributiva, cui va
aggiunti i rendimenti successivamente maturati.

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Tasse
IL CONTRIBUTO VERSATO DAL LAVORATORE
COMPORTA LA RIDUZIONE PROPORZIONALE DELLA PENSIONE PUBBLICA?
No. Il contributo a carico del lavoratore non
comporta nessuna riduzione della sua pensione pubblica. Infatti, la
ritenuta avviene in busta paga sulla retribuzione al netto degli oneri
sociali e quindi non modifica l’imponibile utile per il calcolo dei
contributi obbligatori.
COM’É TRATTATO FISCALMENTE IL CONTRIBUTO
AL FONDO A CARICO DEL LAVORATORE?
Il contributo a carico del lavoratore è dedotto
alla fonte dal reddito ai fini fiscali e comporta una riduzione
dell’IRPEF pari all’aliquota marginale di riferimento del reddito
IRPEF.
COS’É L'ALIQUOTA MARGINALE?
E’ l’aliquota massima che è raggiunta dal
proprio reddito annuo imponibile fiscalmente. Attualmente i limiti sono:
sino a 15 milioni il 18,5%, da 15 a 30 milioni il 26,5%, da 30 a 60
milioni il 33,5% da 60 a 135 milioni il 39,5%.
PER RECUPERARE L'ALIQUOTA MARGINALE SUI
CONTRIBUTI VERSATI AL FONDO, IL LAVORATORE DEVE FARE LA DICHIARAZIONE
DEI REDDITI?
Il lavoratore che percepisce esclusivamente
redditi di lavoro dipendente non deve compilare il mod. 730 o Modello
Unico, perché è l’impresa ad occuparsi dell’abbattimento fiscale
con l’aliquota massima relativa all’imponibile (aliquota marginale).
Coloro che percepiscono anche altri redditi
otterranno l’abbattimento del reddito IRPEF in misura pari ai
contributi trattenuti in busta paga mensilmente e versati al fondo,
all’atto della dichiarazione dei redditi all’amministrazione
finanziaria dello Stato (mod. 730 o modello UNICO).
A QUALI ONERI SOCIALI E' ASSOGGETTATA LA
CONTRIBUZIONE VERSATA DALL'AZIENDA A FAVORE DEL LAVORATORE?
La contribuzione dell’azienda è assoggettata al
contributo di solidarietà all’INPS (10%) ed è un costo fiscalmente
deducibile. Il predetto contributo di solidarietà è a totale carico
dell’azienda.
LA QUOTA DI TFR CHE VIENE TRASFERITA
DALL'AZIENDA A ARTIFOND E' ASSOGGETTATA A TASSAZIONE?
No. Sarà tassata al momento della liquidazione
del capitale.
COM'É ASSOGGETTATA FISCALMENTE LA RENDITA
VITALIZIA (PENSIONE COMPLEMENTARE)?
La rendita vitalizia (pensione complementare)
costituisce reddito ai fini fiscali nella misura del 100% del suo
ammontare e è tassata con i criteri applicati al reddito del lavoratore
dipendente (come la pensione pubblica). E’ esente da tassazione la
parte di rendita derivante dai rendimenti riconosciuti dal fondo
pensione.
Le rivalutazioni annuali della rendita sono
assoggettate al 12,50% a titolo d’imposta.
COM'É ASSOGGETTATA FISCALMENTE LA
LIQUIDAZIONE IN CAPITALE?
Se l’assicurato chiede una liquidazione in
capitale fino a 1/3 del maturato individuale derivante da (contributi
versati + TFR+ rendimenti) tali somme ad esclusione dei rendimenti (già
tassati all’11% anziché il 12,50 previsto per le rendite finanziarie)
sono tassate con aliquota media progressiva degli ultimi 5 anni
DAL PUNTO DI VISTA FISCALE E' PIU'
VANTAGGIOSO RISCUOTERE IL CAPITALE O LA RENDITA?
Indubbiamente il sistema di imposizione fiscale è
premiante nei confronti degli iscritti che all’atto del pensionamento
optano per la pensione.
La migliore combinazione per sfruttare a pieno i
vantaggi fiscali si ha nel richiedere non più del 33% del maturato
sotto forma di capitale liquido e trasformando la restante parte di
patrimonio accumulato in rendita pensionistica.
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Rapporto
tra Artifond e gli iscritti
QUANTE VOLTE E CON QUALI MODALITA' SI
COMUNICANO INFORMAZIONI AGLI ISCRITTI?
Almeno una volta all’anno con l’estratto conto
inviato da ARTIFOND ad ogni socio. Sarà data inoltre informazione ai
soci sull’impiego delle risorse sui soggetti scelti come gestori, sui
risultati annualmente conseguiti e ogni qualvolta sarà realizzata una
modifica dello Statuto. Inoltre si potranno ipotizzare ulteriori momenti
informativi.
CHI COMUNICA INFORMAZIONI AGLI ISCRITTI?
Il Fondo.
SE IL LAVORATORE - SOCIO RILEVA ERRORI NEL
PROSPETTO A CHI PUO' RIVOLGERSI?
Può rivolgersi al Fondo.
A CHI MI RIVOLGO PER INFORMAZIONI?
Per problemi di qualsiasi genere inerente
normativa di adesione, problemi amministrativi e varie, ci si deve
rivolgere a ARTIFOND Tel 06 44340043 - fax 06 44340051.

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