IL MERAVIGLIOSO TUBETTO

 

RICCARDO

Quando vado da Riccardo aspetto sempre di vedermelo lì tale e quale a otto anni fa. E, immancabilmente, è così. Ho lasciato un pezzo di mondo nella mia memoria e posso ritrovarlo quando voglio. Salgo le scale che mi portano alla sua camera, busso, bussare convenzionato... Mi apre sempre allo stesso modo, con la siringa in bocca, anche se la siringa non c'era otto anni fa. Ma è proprio la siringa che lo ha mantenuto identico e ha mantenuto così tutti gli altri. Stesso modo di muoversi, stesso modo di parlare, stesse cose da dire, le stesse battute, gli stessi pensieri, gli stessi pantaloni, la stessa risata, lo stesso amore, che è così scontato che esista che ogni volta ce ne nutriamo come fosse l'unica cosa che ci rimane per cena. ...........................

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RICCARDO II

Ricca ha un pitone. È lungo su x giù 2 metri. Se lo tocchi sembra ferro, ma non è viscido come dicono, è solo freddo. E trovo strano che una cosa così fredda si muova. Il pitone mi fa schifo. Ricca gli dà da mangiare dei pulcini. Proprio come nelle fiabe i pulcini sono gialli gialli, teneri e caldi. Caldi. E vivi. Il pitone li mangia solo vivi. Ricca li guarda mentre il pitone li ingoia, piano, uno per uno. Li guarda e sorride. Per lui è l'orribile meraviglioso spettacolo della natura e della morte, che poi sono la stessa cosa. Lui è padrone, lui sa, o più modestamente lui osserva, guarda, impara. ....................

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RICCARDO III

La settimana scorsa sono stato da Riccardo per la sua disintossicazione. Da due giorni non toccava la siringa. Gli ho fatto dei massaggi perchè aveva dolori lancinanti ai muscoli, dice che una volta mentre lo massaggiavo si è addormentato, così mi fa massaggiare sempre. Però non si addormenta più anzi si lamenta che smetto troppo presto. Gli ho preparato litri di camomilla, perchè mia madre che segue la disintossicazione di decine di ragazzi, dice che non gliu prescriveranno nessun calmante, nessun antidolorifico, niente, che sono ancora più tossici e pericolosi dell'eroina. Così gli faccio la camomilla. Litri. Ma dopo tre giorni non la vuole più, gli fa schifo. Allora gli faccio dei bagni caldi e i massaggi con le creme. Riccardo suda. Suda e puzza. La stanza puzza ma è buon segno. Cinque giorni, ormai è fatta. Vado a casa mia. Quando ritorno, due giorni dopo, Ricca ha comprato un milione e mezzo di cocaina per disintossicarsi. Non riesce a resistere ai dolori muscolari, dice. La cocaina non crea dipendenza fisica, mi dice. Sarà facile. Ricca si fa una pera ogni mezzora. La stanza è un'acquitrino di sangue ............

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È sempre lo stesso Riccardo, va tutto bene. Ciao.