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LE COLONIE DEGLI ALTRI        

Il Sudan di Gordon, Kitchener e degli altri

     
Horatio Herbert Kitchener (1850-1916) was born on 24 June 1850 near Kerry in Ireland. Kitchener frequenta l’accademia di Woolwich fino al 1870 quando ancora ventenne lo si trova sui campi di battaglia della Loire in Francia nell’ultima guerra persa dei Bonaparte contro la Germania. Rientrato in patria ha un incarico coi Royal Engineers nel 1871. Quando gli inglesi si presero il compito di riorganizzare l’esercito Egiziano contro i movimenti integralisti nel Sudan (1883) Kitchener venne distaccato al Cairo. Nella vicenda della difesa di Khartoum nel 1884-85 ad opera di Charles George Gordon  avrà una piccola parte in una colonna di salvataggio al comando del Gen. Garnet Joseph Wolseley che arriverà in ritardo per motivi “politici”. Kitchener rimase comunque in Sudan per sventare altre minacce mahdiste fino al 1889 ricoprendo la carica di Governatore di quella regione. Nel 1892 venne nominato comandante in capo dell’Esercito Egiziano e con l’appoggio degli italiani (Kassala) riconquistò tutte le terre perse ad opera degli integralisti. Gli italiani gli restituirono poi Kassala.Kitchener
-A series of victories culminated in the battle of Omdurman and the reoccupation of Khartoum in 1898 (2/9). Kitchener’s reputation in Great Britain was enhanced by his firm, tactful, and successful handling (from September 18, 1898) of an explosive situation at Fashoda (now known as Kodok), where Jean-Baptiste Marchand’s expeditionary force was trying to establish French sovereignty over parts of The Sudan. (See Fashoda Incident vedi incidente di fashoda in calce) He was created Baron Kitchener in 1898.
Con lo scoppio della guerra Anglo-boera venne nominato capo di S. M. del Maresciallo di campo Sir Frederick Sleigh Roberts. Si occupò della riorganizzazione dell’esercito e della logistica antiguerriglia e ne assunse la piena responsabilità quando alla fine del 1900 Roberts venne richiamato. I suoi metodi incentrati sui campi di concentramento (stimate 26.000 vittime) suscitarono molto scalpore e imbarazzo nella puritana Inghilterra.
- During the last 18 months of the war, Kitchener combated guerrilla resistance by such methods as burning Boer farms and herding Boer women and children into disease-ridden concentration camps. These ruthless measures, and Kitchener’s strategic construction of a network of blockhouses across the country to localize and isolate the Boers’ forces, steadily weakened their resistance.
Dopo questo ebbe alti incarichi in India, Australia e Nuova Zelanda e la nomina a Maresciallo che precedette il suo ritorno in Egitto come Console generale. La deflagrazione del grande conflitto (1914) trovò la madre patria in condizioni peggiori delle sue colonie dal punto di vista militare (non aveva mai fatto assegnamento sulle forze terrestri lasciate a professionisti e volontari).
 

Gordon, Charles George 

 

Gordon nasce nel 1833. E' in Crimea poi in Cina nel 1860 alla presa di Pechino nell'azione di repressione di rivolte interne. Fu qui che prese il soprannome di  Cinese. Nel 1873 è in Egitto dove  il khedive lo incarica di una campagna contro i commercianti di schiavi che infestano la provincia del Sudan o Equatoria di cui diverrà anche governatore al buon risultato ottenuto. La piaga della schiavitù, benché abrogata in tutto il  mondo era ancora florida in Sudan e Etiopia ai danni delle popolazioni non mussulmane e nere del Sud per opera di Arabi. Ritornerà  qui qualche anno dopo quando scoppia il problema della predicazione integralista del Mahdi  Muhammad Ahmad. Contro l'ordine di evacuare europei ed Egiziani si trincera a fine '84 a Khartoum nella convinzione che la madrepatria gli venga in soccorso con una armata. Rimarrà tagliato fuori per molti mesi e i soccorsi di Wolseley e Kitchener arriveranno solo 2 giorni dopo la sua morte (26/1/85) e dopo il massacro di migliaia di civili (molti morti anche di Tifo)

   

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Kitchener: Your country needs you - Il tuo paese ti vuole. Con questo slogan si lanciò nel 1914 (4 agosto) nella nuova veste di Ministro della Guerra in una corsa contro il tempo per dare al paese almeno 50 divisioni. La guerra come diceva sarebbe stata lunga e solo la resistenza dei francesi non portò la guerra sul suolo britannico nei successivi 2 anni. La coscrizione obbligatoria restò ancora per un anno un tabù. 
- By the end of 1915 he was convinced of the need for military conscription, but he never publicly advocated it, in deference to Prime Minister Herbert H. Asquith’s belief that conscription was not yet politically practicable.
Le sue relazioni col Gabinetto furono sempre difficili perchè era difficile lavorare con lui non abituato alle decisioni collegiali. In seguito ad un articolo dei giornali di Lord Northcliffe la responsabilità del settore munizioni gli venne tolta. Kitchener offrì anche le sue dimissioni  ma la sua popolarità non spinse il gabinetto ad andare oltre. Come faceva sempre metteva in guardia i colleghi con la frase che la guerra l’avrebbe vinta l’ultimo milione di uomini. La nuova faccia della guerra che richiedeva anche l’intervento di larga parte della industria  lo mise in difficoltà per le farraginose procedure “democratiche “ che ancora là operavano (era il problema dei prezzi e delle commesse).
- His cabinet associates, who did not share in the public idolatry of Kitchener, relieved him of responsibility first for industrial mobilization and later for strategy, but he refused to quit the cabinet. La sua fine sarà la sfortunata operazione dei Dardanelli (o di Gallipoli). Nel successivo incarico di consulente militare dei Russi in grossa difficoltà trovò la morte  nell’affondamento dell’incrociatore HMS Hampshire al largo di  Orkneys il 5 giugno 1916. Si parlò anche di complotto
 

Kitchener come veniva al disegno col messaggio "arruolatevi"

     
Quando anche il Q.G di Gordon a  Khartoum fu sotto attacco lui prese la spada ma venne finito dagli assalitori che portarono la testa al Mahdi. Si disse che questi fosse contrariato e che visse la cosa come una maledizione. Dopo 6 mesi moriva dello stesso tifo che aveva mietuto più vittime della guerra in città. L'assalto frontale di 52.000 ribelli a Omdurman anni dopo(il 2 settembre 1898) contro l'esercito angloegiziano rinforzato e preparato di Kitchener si frantumò in una disfatta che lasciò 11.000 mahadisti sul terreno contro un bassissimo numero di inglesi. La tomba del Mahdi, rintracciata, venne distrutta e le sue ceneri gettate nel Nilo ad eccezione della testa che se la tenne Kitchener e la seppellì poi a Omdurman.   Wolseley , Garnet Joseph was then sent to Egypt, where he waged his most brilliant campaign, ending a nationalist uprising under ‘Urabi (Arabi) Pasha in 1882, for which he was rewarded with a barony by Prime Minister William Gladstone. In 1884 Wolseley organized and headed an expedition to the Nile in an attempt to rescue General Charles “Chinese” Gordon and Egyptian forces at Khartoum, where they were under attack by Sudanese rebels. Wolseley was elevated to viscount for his efforts, but bitterly regretted government delays which prevented reaching Gordon in time. Wolseley later commanded troops in Ireland (1890-94), became field marshal and commander in chief of the British army (1895-1901).
Il Sudan degli Italiani - Il racconto di Cassala  

Marescialli di Campo britannici http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_field_marshals_of_the_British_Army

Nel giugno del 1890 un migliaio di Dervisci, calati fra le tribù dei Beni Amer, protette dall’Italia, razziava e devastava la regione di Degà (Agordat). Alcuni giorni dopo, il maggiore Cortese, che comandava il presidio di Cheren, si mosse in aiuto dei Beni Amer con due colonne, una diretta su Degà, l’altra su Biscia. Quest’ultima, comandata del Cap. Gustavo FARA (B), raggiunti i razziatori la mattina del 27 giugno, li attaccò e li sbaragliò, uccidendone 250, ricuperando il bottino, conquistando 116 fucili e facendo numerosi prigionieri. Dopo questa vittoria, ad Agordat fu posto un presidio. La lezione ricevuta, tenne per circa due anni in rispetto i Dervisci: ma nel giugno del 1892 un migliaio di loro, uscito da Cassala, fece un’incursione nella valle del Mogareb. Contro di loro mosse, il 16 giugno, da Agordat, il Cap. HIDALGO, il quale affrontati a Serabetì, li attaccò e li disperse, uccidendone 150. Questo secondo successo assicurò la tranquillità per 18 mesi alla colonia italiana sulle frontiere del Sudan; ma verso la metà del dicembre del 1893 circa 10.000 Dervisci mossero da Cassala verso Agordat e giunsero in vista di quel forte il 21 di quel mese, fermandosi tra i villaggi di Algheden e Sabderat. A fronteggiarli corse il Col. Arimondi  (B), governatore interinale della colonia in assenza del Gen. Baratieri allora in Italia; aveva a sua disposizione il battaglione Fadda, il battaglione Galliano, lo quadrone Asmara (cap. Flamorin), lo squadrone Cheren (cap. Carchidio), la batteria Ciccodicola, la batteria Bianchini e la banda del Barca del ten. Miani; in complesso 42 ufficiali, 32 uomini di truppa italiana, 2106 ascarì, 213 cavalli e 8 cannoni, oltre la compagnia Persico con le bande delI’Acchelè-Guzai, in marcia verso Agordat. Comandante in seconda era Cortese. Verso il mezzogiorno del 21 dicembre 1892 Arimondi  fece muovere all’attacco l’ala destra, ma questa, sopraffatta dal numero dei nemici, dopo un furioso combattimento, dovette ripiegare ordinatamente, lasciando una batteria e costringendo al ripiegamento anche l’ala sinistra. Verso le ore 13 però, entrate in azione le riserve, gli italiani passarono al contrattacco, respinsero i Dervisci, riconquistarono i pezzi e, dopo sanguinose mischie, misero in rotta completa il nemico, che fu inseguito per alcune ore. Brillanti furono i risultati della vittoria: i Dervisci lasciarono sul terreno 1000 morti, 72 bandiere e oltre 700 fucili; gli Italiani tre ufficiali morti, due feriti e 230 uomini di truppa morti e feriti. Fra i nemici morti si annoverò l’emiro Ahmet M, comandante supremo. Per togliere ai Dervisci un’importantissima base d’operazione contro la Colonia Eritrea, il generale Baratieri decise di assalire Cassala, sebbene questa città non fosse compresa nella nostra zona d’influenza, e il 12 luglio del 1894 radunò ad Agordat il corpo che doveva operare, composto del I Battaglione Indigeni del maggiore Turitto (B) (3 compagnie coi capitani Severi, Spreafico e Sandrini), del Il Battaglione Indigeni del Magg. Hidalgo (5 compagnie coi capitani Martinelli, Barbanti, Magnaghi, Oddone e il ten. Beruto  (B)), del III Battaglione Indigeni del Cap. Folchi (3 compagnie coi capitani Castellazzi e Persico e il ten. ANGHERÀ), della 2a compagnia Perini del IV Indigeni, dello squadrone Cheren (cap. Carchidio), e della sezione d’artiglieria del ten. Manfredini, in tutto 1600 uomini, dei quali 56 ufficiali e 41 uomini di truppa bianca; in più 145 cavalli, 250 muli e 183 cammelli. Partito il 13 luglio, il corpo d’operazione giunse il 16 nella gola di Sabderat, dove pose il campo e il 17 mattina mosse su Cassala e dopo una breve azione di cavalleria, assalì il campo mahdista e la città, che poi espugnarono a viva forza. Gli italiani perdettero il cap. Carchidio, caduto durante una carica di cavalleria, e 27 soldati; 2 capi e 39 ascari furono feriti; presi 600 facili, 700 lame, 100 sciabole, 52 bandiere, 2 cannoni, quadrupedi. Il nemico, forte di 2000 fanti e 600 cavalli, fu inseguito verso I’Otbara. Per la presa di Cassala, dove fu lasciato il maggiore Turitto con un migliaio di uomini, il Baratieri ricevette un’alta onorificenza militare e un telegramma di felicitazioni del sovrano.  Da Cronologia.it  legenda B=bersagliere -

 

1901 - Imperatore Guglielmo II di Germania (1859 – 1941)
1902 - Sir Henry Norman (1826 – 1904)
1902 - principe Arturo di Sassonia-Coburgo-Gotha (1850-1942)
1903 - Sir Henry Evelyn Wood (1838 – 1919)
1903 - Sir George Stuart White (1835 – 1912)
1903 - Francesco Giuseppe I imperatore d'Austria  (1830-1916)

1908 - Francis Wallace Grenfell, 1°barone Grenfell (1841–1925)
1908 - Sir Charles Brownlow (1831 – 1916)
1909 -
Horatio H. Kitchener, 1°conte Kitchener (1850–1916)
1910 - Giorgio V Windsor, re d'Inghilterra (1865 – 1936)
1911 - Paul Methuen, 3° barone di Methuen (1845 – 1932)
1911 - Sir William Nicholson, 1° barone Nicholson (1845 – 1918)
1913 - Sir John French, 1° Conte di Ypres (1852 – 1925)
1916 - Nicola II Romanov, Zar di tutte le Russie (1868 – 1918)
1917 - Sir Douglas Haig, 1° conte Haig (1861 – 1928)
1917 - Sir Charles Egerton (1848 &ndash ; 1921)
1918 - Taish imperatore del Giappone (1879 – 1926)
1919 - Ferdinand Foch, Maresciallo di Francia, (1851 – 1929)
1919 - Sir Herbert Plumer, 1° visconte Plumer (1857 – 1932)
1919 - Sir Edmund Allenby, 1° visconte Allenby (1861 – 1936)
1919 - Sir Henry Wilson (1864 – 1922)
1920 - Sir William Robertson (1860 – 1933)
1921 - Sir Arthur Barrett (1857 – 1926)
1921 - Re Alberto I del Belgio (1875 – 1934)
1925 - Sir William Birdwood, 1° barone Birdwood (1865 – 1951)
1926 - Sir Claud Jacob (1863 – 1948)
1928 - Sir George Milne, 1° barone Milne (1866 – 1948)
1928 - Alfonso XIII, re di Spagna (1886 – 1941)
1930 - Hirohito, imperatore del Giappone (1901 – 1989)

 

Le grandi potenze europee alla guerra di Crimea convennero a Parigi nel 1856 di salvaguardare l’impero ottomano, la cui giurisdizione politica stendesi anche sulla valle del Nilo e nel Sudan, dove prevale il culto di Maometto, il capo del quale ora riconoscesi nel califfo reggitore dei dervisci, chiamato Mahdi. I dervisci si sentono in dovere di mantenere l’alta autorità del Mahdi sull’Egitto, e del Kedivè, da lui investito. Ecco perchè la guerra attuale degli inglesi contro i dervisci dell’alto Nilo non è isolata al popolo del deserto, povero e piccolo, ma pigli importanza mondiale: Francia, Russia,  Germania, partecipanti ai trattati di Parigi hanno occasione di favorire il moto dei dervisci per mantenere la supremazia del sultano di Costantinopoli e del Kedivè sull’Egitto e nel Sudan. La prima mossa di questo imbroglio egiziano venne dalle rimostranze del sultano contro il dominio inglese sull‘Egitto. Domanda subito assecondata dalla Francia e dalla Russia. Ora certamente volontari e speculatori francesi e russi favori ranno la causa dei dervisci, ad onta delle ipocrisie diplomatiche contrarie. Allo stesso modo favorirono, almeno indirettamente, la resistenza degli abissini alla invasione italiana incoraggiata dall’Inghilterra.

I nomi dei fotografati al link -Kassala il Fumetto-

   
Una lettera di Arthur Conan Doyle dal Cairo nell'aprile del 1896 per la "Westminster Gazette" informa sulla scarsa entità delle forze in campo contro i dervisci del Mahdi
Londra, 9 aprile 1896.
LA STAMPA inglese mette in dubbio le notizie allarmanti mandate dal Cairo ai giornali .- francesi, specialmente quella relativa ad un esercito di 50 mila dervisci che verrebbe formato dal Mahdi. In una lettera dall’Egitto il dottor Arthur Conan Doyle, divenuto celebre negli anni scorsi per aver scritto “Le avventure di Sherlock Holmes”, spiega che l’effettivo delle truppe disponibili giunge appena a 5 mila egiziani e 4 mila inglesi.Conan Doyle il papà di Holmes Inoltre egli giudica gli egiziani molto inferiori ai dervisci ed esprime gravi timori sui risultati della campagna. L”Echo” invita i suoi lettori a sottoscrivere una petizione alla Camera dei Comuni contro la spedizione del Sudan ed in favore dello sgombero dell’Egitto. Esso rammenta che il governo inglese promise ripetutamente lo sgombero e che lord Granville, fin dal 1884, promise alla Francia di ritirare le truppe al principio del 1888. Intanto dal Sudan si annuncia che Cassala è come perduta: la caduta della piazzaforte in mano ai dervisci è data per imminente (non è vero gli italiani la terranno fino a che le cederemo a loro). Si aggiunge che Kitchener, generale in capo comandante la spedizione su Dongola, dovrà raddoppiare gli effettivi.
da historia n. 457/1996
 

Morte di Gordon

L'INCIDENTE DI FASHODA    
Una battaglia senza quartiere si combatteva allora dentro i ministeri e nei potentati economici: L’imperialismo nella sua fase coloniale più spinta a caccia di nuovi mercati e di materie prime. Era nell’opinione generale che gli inglesi volessero unire il Cairo col Capo di Buona Speranza per mezzo di ferrovia continua sui loro territori e altrettanto si diceva da Est a Ovest. Il concorrente più temibile in Africa era allora la Francia. Gli altri erano già scesi a compromessi o si apprestavano come i Boeri Olandesi che saranno sconfitti. Se L’Italia aveva fallito in Etiopia i francesi l’asse Est Ovest lo vedevano meglio sotto la loro bandiera, partendo proprio da Gibuti fresca colonia sul mar Rosso con il progetto della ferrovia per la capitale Etiope già fatto. Quanto era campato in aria quel piano francese forse non lo sapremo mai e tuttora il sospetto è che fosse una manovra diplomatica di avvicinamento per compensare altre prese di posizione. Per la pubblica opinione d'oltralpe è e rimase la Grande Impresa. Dopo reiterate richieste del maggiore Jean-Baptiste Marchand il primo governo stabile (erano gli anni del caso Dreyfus, c’erano spioni ovunque) mette la pistola in mano al Marchand eroe coloniale. "Andate a Fashoda, la Francia spara il suo colpo di rivoltella". Siamo a Parigi: è giugno 1896. E’ sperabile che simili decisioni non siano state prese da un Presidente un po’ su di giri e un maggiore, eroe per eroe, all’oscuro di politica. Ma tant’è allora l’influenza militare sul governo sembrava prevalere.  

Una spedizione in territorio Sudanese, allora infestato da integralisti poteva anche passarla liscia nei confronti dell’Inghilterra che si trovava in cattive acque, ma impiegarci 2 anni per arrivare era come fare una telefonata prima di partire avvisando delle intenzioni. 4.200 km ca. si calcola abbia fatto la colonna Marchand in quasi 14 mesi (in media 300 km al mese, 10 al giorno, ma molti navigando su corsi d'acqua) attraverso terre inesplorate e circondati da popolazioni ostili. Erano così tanti? Avevano problemi logistici?. Niente di tutto questo: erano in 150 !!!!: sei ufficiali, quattro sottufficiali, un medico, un interprete, un segretario, un funzionario amministrativo, un "paesaggista" e 150 soldati indigeni +70.000 metri di tessuto e 16.000 kg di perline di vetro da scambiare con i selvaggi, tartufi, pate', trippa, cognac, pernod, champagne e 1.300 litri di bordeaux rosso (per gli ufficiali) per un totale di 100.000 chili ripartiti su tre carichi. Erano partiti dall’Africa Equatoriale Francese Brazzaville (o Congo Brazzaville) per arrivare due anni dopo ad un piccolo approdo sul Nilo chiamato Fashoda. Ad attenderli non c’era nessuno: avranno pensato gli inglesi “questi si sono anche persi e bisognerà rintracciarli”. A Fashoda la spedizione avrebbe dovuto trovare anche una missione di “conforto” partita da Gibuti (de Bonchamps) attraverso il territorio Etiopico, ma questi ci avevano ripensato e avevano messo loro i bastoni fra le ruote (gli inglesi non sono gli italiani). Fa caldo in Africa e in Agosto è meglio risparmiarsi. Il 2 settembre Kitchener sbaraglia i mahdisti a Omdurman in uno scontro che non ha storia se si pensa alla sconfitta di anni prima e il 18 una piccola flottiglia di cannoniere si presenta davanti al forte che alza bandiera francese.  

- …. Parigi (dopo 3 mesi d’assedio) dette ordine a Marchand di abbandonare Fashoda. La vicenda ebbe una conseguenza del tutto inattesa. Dopo avere regolato con una prova di forza il loro contenzioso africano i due Paesi scoprirono che potevano andare d'accordo e conclusero qualche anno dopo una "Intesa cordiale". Se nel 1914 combatterono insieme contro la Germania, lo si deve in gran parte a Fashoda. Ciascuno dei tre protagonisti di questa storia andç per la sua strada. Marchand divenne generale, combatté contro i boxers in Cina e contro i tedeschi a Verdun, ebbe diritto a un grande monumento in memoria della sua spedizione dopo la morte sul campo nel 1915. Kitchener fu governatore del Sudan, diresse l'esercito inglese contro i boeri, divenne ministro della Guerra all'inizio della Prima guerra mondiale e morì per un siluro tedesco nel 1916 mentre stava navigando verso la Russia. … Sergio Romano dal Corriere Della Sera

- Both sides were polite but insisted on their right to Fashoda. News of the meeting was relayed to Paris and London, where it inflamed the imperial pride of both nations. Widespread popular outrage followed, each side accusing the other of naked expansionism and aggression. The crisis continued throughout September and October, and both nations began to mobilise their fleets in preparation for war.  Sul piano terrestre una Guerra non avrebbe avuto storia e a conti fatti su quello navale sarebbe stata una disfatta per i colori francesi (ma cambiava il futuro scenario politico europeo).   

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la tomba del profeta

KHARTOUM http://www.arsmilitaris.org/pubblicazioni/Madhi.pdf

Regia: Basil Dearden
Sceneggiatura: Robert Ardrey
Attori: Charlton Heston, Laurence Olivier, Michael Hordern, Alexander Knox, Richard Johnson, Marne Maitland, Zia Mohyeddin, Nigel Green, Ralph Richardson, Johnny Sekka Gran Bretagna 1966
Sceneggiatura: Robert Ardrey
Fotografia: Edward Scaife
Musiche: Frank Cordell

 

http://www.heritage-history.com/www/heritage.php?Dir=books&MenuItem=display&author=langjean&book=gordon&story=_front  

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