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I GENERALI  DI  ADUA

Baratieri, Baldissera, Albertone, Ellena, link Arimondi, Dabormida, Galliano

*Nei primi parlamenti dell’Italia unita, alla maggioranza parlamentare di Destra si oppose un eterogeneo raggruppamento di Sinistra costituito da Sinistra subalpina, capeggiato da Angelo Brofferio e Agostino Depretis, da democratici di estrazione mazziniana e  garibaldina come Francesco Crispi, Agostino Bertani, Nino Bixio, Giovanni Nicotera e Benedetto Cairoli o da democratici toscani come Francesco Domenico Guerrazzi. L'epoca della sinistra storica al potere va dal 1876, dimissioni governo Minghetti  sino alla "crisi di fine secolo" (1896), che sfociò nell'età giolittiana. Il primo presidente del consiglio appartenente alla Sinistra storica fu Agostino Depretis. I mazziniani e i repubblicani più intransigenti si rifiutarono di partecipare all’attività politica parlamentare ma influenzarono notevolmente, almeno fino al 1867, le scelte della Sinistra parlamentare. http://cronologia.leonardo.it/storia/a1876c.htm

 

ORESTE BARATIERI 12 novembre 1841 - 8 aprile 1901

 

Oreste Baratieri nato a Condino nel Trentino Austriaco - morto a Vipiteno/Sterzing Alto Adige Austriaco. Nato col nome di Baratter, decise di italianizzarlo prima in Barattieri e poi in Baratieri. Nel 1860 si unì ai mille di Giuseppe Garibaldi e partecipò con successo alla presa di Capua. Ancora affiliato delle "camicie rosse" dal 1860 al 1866, prese parte alla sfortunata battaglia di Mentana del 1867 contro l'esercito francese e nel 1872 abbracciò la vita militare, partendo dal grado di capitano. Eletto deputato per la Destra storica a Breno, in provincia di Brescia, Baratieri confermerà il suo seggio per sei legislature. Faceva parte di quella schiera che, quando ai garibaldini venne negato la costituzione di una armata in rosso  traslocò armi e bagagli in politica e della politica si fece scranno, anche per la carriera militare di cui non aveva nessuna competenza per studio, esperienza e applicazione. Governi nuovi, in cui gli ex erano maggioritari, avrebbero forse portato fuori l'Italia dalla arretratezza nel rispetto delle nuove teorie sociali !?*

Raggiunto il grado di colonnello venne nominato al comanda del 4° Bersaglieri a Cremona (1886)  poi al 1° reggimento d'Africa (foto sotto con Baldissera). Nel 1892 venne scelto dal re Umberto I d'Italia quale governatore della colonia Eritrea e comandante in capo delle truppe col grado di maggior generale e poi di generale comandante. Nel 1893, in un mandato di governo a Zanardelli, Baratieri ricoprì la carica di Ministro degli esteri per pochi giorni dovendo dimettersi per le rimostranze dell’ambasciatore Austriaco che non voleva irredenti nelle compagini governative dopo il trattato d’alleanza. Alle dimissioni di Baratieri corrisposero anche quelle di Zanardelli. Obbligato dal governo ad invadere l'Etiopia, dopo qualche successo contro gli abissini venne intimorito dall'eccidio di un reparto italiano compiuto sull'Amba Alagi nel dicembre del 1895 e per questo presentò le dimissioni, ma fu costretto dal primo ministro Francesco Crispi (che non intendeva rinunciare alla sua politica colonialista) a prendere le armi contro gli africani, nonostante essi fossero in netta superiorità numerica e logistica. L'attacco si concluse l'1 marzo 1896 con la battaglia di Adua, una delle disfatte più tremende della storia d'Italia.  Il 5 Giugno Baratieri venne processato"per abbandono di posto, codardia, e inettitudine di comando". Benchè l'avvocato militare avesse chiesto il massimo della pena, il tribunale lo assolse "per inesistenza di reato", segnandolo però con una grave condanna morale quale "elemento al di sotto delle esigenze della situazione". Negli ultimi tempi della sua vita soggiornò ad Arco, ma morì improvvisamente a Vipiteno, dove si era recato a visitare dei parenti. Da Wikipedia Baratieri cartografo  http://www.unibg.it/dati/bacheca/488/13994.pdf 

     

 

ANTONIO BALDISSERA 1838-1917

Baldissera arriva sul campo di battaglia, a scontro terminato, con i reparti allo sbando. Nato a Padova nel 1838, da famiglia povera, viene lasciato dalla madre vedova al Vescovo di Udine. Questi, raggiunta l'età, lo iscrive alla Accademia militare di Vienna con fondi di una istituzione retta dalla imperatrice Elisabetta (Sissi). Ne esce nel 1857 col grado di sottotenente. Respinti gli inviti di colleghi a passare nel Regio Esercito, combatte nel 1866 sul fronte Boemo contro la Prussia col grado di capitano. All'atto della cessione del Veneto all'Italia viene esentato dal giuramento di fedeltà all'imperatore e può scegliere di tornare in Italia. Passa in forza al Regio Esercito dove si distingue per il suo rigore e professionalità. Comanda da Colonnello nel 1886 il 7° reggimento bersaglieri di stanza a Firenze e da qui raggiunge l'Eritrea, inquadrato nei ranghi della colonna Asinari Di San Marzano. (nella foto sopra accanto a Baratieri (a sinistra) entrambi in comando di Bersaglieri) Quando il Di San Marzano abbandona il comando gli subentra, coi gradi da generale di brigata, con l'incarico di riorganizzare la colonia. Rientrato in Italia riceve l'incarico di sostituire Baratieri alla fine di febbraio del 1896 e dal 4 marzo (all'indomani della sconfitta di Adua) ne diventa governatore generale. Nonostante la nuova nomina Baratieri attacca e Baldissera è in viaggio su Suez. Fu nominato senatore ed insignito della onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'ordine Militare d'Italia. Era già stato decorato in Austria dell'Ordine di Maria Teresa e in Italia della croce di Commendatore dell'ordine M.I.. Muore a Firenze l'8 gennaio 1917.

Baldissera come Barattieri non sono bersaglieri secondo la regola generale che vuole un bersagliere tale dalle origini ammettendo solo dal grado di Colonnello in su il passaggio ad altro corpo non esistendo in tempo pace la Brigata Bersaglieri. La storia dei bersaglieri si incrocerà decine di volte con questi personaggi spesso ambigui e raramente all'altezza degli uomini che comandavano.

     

 

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  GIUSEPPE EDOARDO ARIMONDI

Nacque a Savigliano (Cuneo) da Pietro Francesco e da Barbara Appiotti il 26 aprile 1846. Allievo nella Scuola militare Modena ne usci nel 1865 col grado di sottotenente dei bersaglieri e partecipò...continua...

 

MATTEO FRANCESCO ALBERTONE 1840 - 1919

     

Da Istituto Enciclopedia Italiana dizionario biografico degli Italiani

 

Nacque ad Alessandria il 29 marzo 1840. Uscito nel 1861 dall’Accademia Militare col grado di sottotenente dei bersaglieri, partecipò alla campagna contro il brigantaggio nell’Italia meridionale, poi alle campagne del 1866 e del 1870 (vedi i suoi Ricordi dell’impresa di Roma del 1870, in Nuova Antologia, LV [1920], pp. 97- “4). Capitano nel Corpo di Stato Maggiore, insegnò alla scuola di guerra. Nel 1888 ebbe il comando del 1° reggimento cacciatori del Corpo speciale d’Africa; poi, fino al 1890, il comando della piazza dl Massaua. Rimpatriato, tornò in Africa nel 1895 col grado di Maggior Generale, e assunse il comando di una brigata di ascari eritrei, con la quale partecipò alla battaglia di Adua. Nel consiglio di guerra precedente la battaglia, presieduto da Baratieri, l’A, aveva consigliato l’attacco del campo scioano e prospettato i pericoli di una ritirata. Il 1° marzo, alla testa degli indigeni (costituenti buona parte dell’ala sinistra d'avanguardia) 4 battaglioni con 14 cannoni andò oltre gli ordini del comandante e si distanziò troppo dalle meno mobili truppe metropolitane, provocando un’azione tattica intempestiva e slegata, che fu una delle cause dell’esito negativo della giornata. Fatto prigioniero, l’A, tenta  il suicidio, disperando della liberazione che arriva in autunno. Fu liberato infatti dopo la firma della pace di Addis Abeba (26 ott. 1896) e decorato con medaglia d’argento (l’altra l’aveva ottenuta nel 1864). Giunto in Italia nel 1897, ebbe per breve tempo il comando della brigata Re, e nello stesso anno fu collocato in posizione ausiliaria, a sua domanda. Mori a Roma il 13 febbr. 1919.

   

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Ellena di Alberto Parducci

 

GIUSEPPE ELLENA non si hanno notizie se non che è artigliere, capitano nel 1874, probabilmente alla scuola di artiglieria e genio di Torino, avendo lasciato scritti adottati ai corsi.

http://www.ardito2000.it/ADUA.html 

Così la descrisse (Adua) Tradigò nel libro "I Bersaglieri e i loro atti di valore da Goito ad Adua:"

Su quei greppi fatali, i fanti dal lucido pennacchio, soverchiati da masse preponderanti, caddero eroicamente.....rimasti con una quarantina di superstiti, Compiano e il capitano Fabbroni, roteando la sciabola come guerrieri antichi, cercavano di aprirsi un varco in mezzo alla ressa dei nemici; ma circondati dalle orde scioane, caddero entrambi sotto i loro colpi, mentre l'intero battaglione, preso sul fianco da una grande massa di nemici,dovette soccombere". Quando tornò il silenzio c'erano solo una quarantina di superstiti. Perduto lo Zebon-Darò, gli italiani salirono verso il monte Rajo per evitare l'accerchiamento. Gli episodi di eroismo non si contarono. Sulla cresta più alta del monte, 4 fanti piumati dell'8° reggimento tennero testa da soli a 400 abissini. Il cadavere di uno di loro, Oreste Razzano da Napoli, fu poi ritrovato con una lancia piantata nel petto, avvinghiato a quello del nemico. Alle 9,30 entrò nella mischia il maggiore Galliano con i suoi 1200 ascari, ma neanche il suo intervento valse naturalmente a mutare la situazione. Nel giro di 6 ore furono abbattuti 10 ufficiali e 900 soldati. Anche il generale Arimondi morì eroicamente. Era accovacciato vicino alle batterie quando un gruppo di cavalieri Galla si lanciò al galoppo contro le nostre linee. Senza voltarsi, l'ufficiale ordinò ai serventi di fare fuoco, ma nessuno obbedì all'ordine poichè erano tutti morti. Allora si alzò. Fu ucciso mentre tentava di opporsi alla carica con la sciabola sguainata. La ritirata fu un calvario. Sfiniti e assetati, gli italiani si ritirarono verso Hiehà.

     

Una rara immagine di Baratieri a sinistra e Baldissera a destra al loro arrivo in Africa alla fine del 1886 al comando di reparti bersaglieri

 

VITTORIO E. DABORMIDA  

Nato a Torino  il 22 novembre 1842 da Giuseppe .. continua...

T. Col. GIUSEPPE GALLIANO

(Il Leone) 1846-1896 ..continua....

 

 

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