● Vita
● Lo Scopo Dell'Insegnamento Socratico
Socrate nacque ad Atene
nel 469 a.C. Il padre era scultore e la madre levatrice.
Fu dunque di modeste origini, a differenza dei filosofi precedenti e dello
stesso Platone, che in genere erano rampolli di famiglie aristocratiche.
In gioventù fu allievo di Archelao, discepolo di Anassagora, ed apprese la
filosofia della natura da questi insegnata. Ben presto, tuttavia, cominciò ad
interessarsi di temi etici e politici, disinteressandosi così dello studio
della 'fisica'.
"Conosci te
stesso"... questo è ciò che è indispensabile per raggiungere Dio, questa
è la via che da l'accesso alla verità assoluta. Socrate
si propone di educare gli uomini ad acquistare una consapevolezza sempre più
profonda del significato del loro operare e delle loro potenzialità. Attraverso
la riflessione l'uomo diviene virtuoso, cioè acquisisce la padronanza
consapevole delle proprie capacità.
Dal concetto socratico del bene traspare una concezione interiorizzata dell'uomo, le cui peculiarità risultano orientate verso la sua anima, considerata come la vera realtà umana, nei confronti della quale il corpo svolge una vera funzione strumentale. Il motto "conosci te stesso", quindi, viene da Socrate inteso come un'esortazione a riconoscere nell'anima la vera realtà dell'uomo e nella virtù il suo compimento. Questo motto venne ripreso più tardi anche da S.Agostino (Religioso) e Karl Marx (Ateo) per spiegare che la ricerca di Dio è INTERIORE... "chi cerca Dio al di fuori di se è alienato da tutti e tutto..."
Socrate non
concepisce Dio con sembianze umane (dei greci) ma in un piano superiore.
Nell’Apologia dice che nell’aldilà spera di essere giudicato da giudici
migliori che sulla terra.
Il Dio non è visto iracondo con vizi umani ma come intelligenza. Prevaleva l’aspetto intellettivo su quello fisico. Dio è l’intelligenza prima che regola e dà equilibrio al mondo. Un Dio che si trova in un’altra dimensione, condizione, sfera celeste ripresa da Platone (Iperuranio). Un Dio non visibile ma che imprime la sua volontà alle cose. Le cose non si muovono senza senso ma con un fine che Dio ha dettato.
Socrate diceva che una voce interiore gli suggeriva cosa fare dicendogli di non partecipare alla vita politica. Egli lo chiama Daemonium ma in realtà si tratta del Dio che, dando i segni al filosofo, lo distoglieva a fare certe cose o lo ispirava per poter diffondere certi valori.
Si dice che un giorno cadde in un pozzo e la sua serva lo derise. Distratto, rapito, in estasi per le argomentazioni celesti, nelle faccende terrene non era affatto pratico. Il Dio di Delfi (ispiratore) dice che Socrate è sapiente perché sa di non sapere.

La confutazione va dal momento in cui si comprendono gli errori fatti (momento di preparazione).
La maieutica è invece paragonata ad un parto (influenza della madre levatrice), momento dell’espulsione, in cui il discepolo comprende la verità e mette da parte le menzogne (fantasmi).
Si ha un fallimento quando alla base c’è una cattiva preparazione (formazione culturale, etica, morale) per poter essere all’altezza nelle vicende della vita.
Il vero sapere
socratico è il sapere di non sapere (Dio di Delfi). Riconosceva che quello
umano è molto limitato in confronto a quello divino. Il suo atteggiamento
ironico ha funzione metodica al fine di far contraddire l’interlocutore.
Mettendosi in inferiorità, il sofista inizia a parlare per poi contraddirsi.
Secondo Socrate è molto importante avere una conoscenza basilare delle cose poiché con il sapere, implicato ad una buona confutazione, si poteva raggiungere Dio. Diceva inoltre che il male era causato da questo “sapere fallace” dell’uomo.
Gli uomini fanno del male solo perché non conoscono il bene, quindi per ignoranza. Questo concetto sarà criticato fortemente solo in seguito con l’avvento del Cristianesimo ed in particolare con le tesi di Sant’Agostino che sostiene che l’uomo commette il male per sua volontà.
Se non vi è bastato tutto il malloppone vi siete appena ingoiati provate a visitare questo sito costruito dalla nostra amica Francesca che adora la filosofia dell'ateneo Socrate
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