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STRIP CLUB
di Farfallina

 

  
  
K
atarzyna era solita raggiungere ogni sera Parma da Brescia servendosi del treno. Era nella città ducale che si esibiva come ballerina di lap-dance sulla pedana del Gattopardo, uno dei tanti Strip Club sparsi nella Pianura Padana.
   Ogni notte, dopo avere dato sfoggio delle movenze del proprio corpo, strusciando tette, culo, e figa contro una pertica di legno, finiva con l'accompagnarsi a qualche occasionale cliente fra quelli che nel locale avevano assistito a una delle sue esibizioni.
   Quello della ballerina di lap-dance lo considerava un mestiere come tanti, perlomeno questo raccontava ai clienti che le chiedevano il motivo di quella scelta professionale, illudendosi che il mostrarsi nuda su una pedana di lap-dance le fosse utile per trovare riscatto da una vita di stenti da cui era fuggita lasciando la Polonia.
   Il cadavere di Katarzyna, tagliato a pezzi, era stato ritrovato in un cassonetto dell'immondizia, ingabbiato dentro un trolley, all'alba di una nebbiosa mattina d'inverno. A fare la triste scoperta era stata un'anziana donna incuriosita dalla presenza di un trolley, nuovo di zecca, confuso nell'immondizia. Avvertito il marito a fatica avevano provveduto a togliere dal cassonetto la valigia incuriositi dal fatto che era pesantissima. 
   Schiacciato a forza dentro il trolley trovarono il cadavere tagliato a pezzi di una donna, che in un secondo tempo la polizia identificò essere quello di Katarzyna.
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   Mirko arrestò il Bmw nell'area di parcheggio distante un isolato dal Gattopardo. Il locale era il medesimo dove Katarzyna era solita esibirsi prima del decesso. Erano trascorsi tre mesi dal ritrovamento del cadavere della ragazza polacca, e da allora non aveva più messo piede nel nigth-club.
   Quando raggiunse l'ingresso del Gattopardo si ricordò della prima volta che Katarzyna gli aveva fatto un pompino. Ripensò alle parole che in quella occasione si erano scambiati subito dopo che aveva sborrato nella bocca della ragazza.
   - Ce l'hai bellissimo, lo sai? - gli aveva detto Katarzyna con la bocca grondante di sperma.
   - Sì, lo so. - le aveva risposto, distratto com'era, consapevole della bellezza del proprio cazzo, soprattutto per le dimensioni fuori del comune. - Tu invece sei stata molto brava a succhiarlo. Te lo hanno mai detto che hai del talento per questo genere di cose?
   - Sì, in tanti, ma con te è stato diverso rispetto a quando lo faccio con gli altri uomini.
   - Ma va... sai che ci avrei scommesso di sentirti dire queste parole.
   - Ognuno nasce con un talento speciale, non credi?
   - Certo, hai ragione.
   - Il mio è quello di fare bene i pompini. - aveva concluso Katarzyna prima di riprendere a masturbarlo. - Il tuo invece...
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   Mirko aveva saputo del ritrovamento del cadavere della ragazza leggendo il giornale. La notizia era comparsa sulla prima pagina del Gazzettino di Parma, il quotidiano a maggiore diffusione nella città, congiuntamente alla immagine del cassonetto dove era stato ritrovato il corpo martoriato della ragazza.
   L'estensore dell'articolo di cronaca, alludendo alla fortuita circostanza del ritrovamento del trolley, rivelava che i due anziani avevano tentato d'aprire la valigia, ma quando una mano imbrattata di sangue era spuntata dalla valigia, spaventati, avevano abbandonato il trolley sulla strada, davanti al cassonetto, ed erano fuggiti via. Successivamente avevano telefonato alla polizia, consapevoli che il trolley doveva tenere segreto qualcosa di molto ripugnante.
   Gli inquirenti erano riusciti a risalire all'identità della donna, contenuta a fatica nel trolley, grazie al frammento dell'etichetta di una compagnia aerea appiccicata alla valigia, testimonianza di un viaggio fatto di recente da Katarzyna in Polonia. 
   Le indagini della polizia, secondo quanto riportava l'estensore dell'articolo di cronaca nera, avevano seguito il movente passionale, ricercando il colpevole dell'omicidio in un amante deluso, oppure in uno spasimante insoddisfatto, ma a distanza di tre mesi dal rinvenimento del cadavere l'inchiesta sull'omicidio della ragazza sembrava finita in un vicolo cieco, come chiunque avrebbe potuto costatare leggendo le pagine del Gazzettino di Parma.
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   Al Gattopardo era possibile assistere a spettacoli in cui le ragazze, mentre ballavano nude su di una pedana, si lasciavano toccare, entro certi limiti, dai clienti, ma erano molti gli uomini che mostravano alle spogliarelliste qualche biglietto da cento euro e successivamente le scopavano in uno dei privé messi a disposizione dal gestore del locale.
   Una volta dentro al night club Mirko impiegò una manciata di secondi ad abituarsi alle luci colorate. Raggiunse il bar delle consumazioni, illuminato da una serie di faretti a luci intermittenti, e andò a sedersi sopra uno degli sgabelli a trampolo disposti intorno al bancone. Nel momento in cui il barman gli si fece incontro ordinò un Negroni, dopodiché gli girò le spalle e volse lo sguardo verso la sala.
   I divani intorno alla passerella erano occupati da clienti assorti a guardare il corpo di una ragazza intenta a strusciarsi contro una pertica, in evoluzioni artistiche spettacolari, al ritmo di una musica pop degli anni ottanta.
   L'esibizione pareva svolgersi senza particolare entusiasmo da parte degli astanti. Nessuno degli spettatori era abbastanza eccitato da mettere in atto dei toccamenti sulla pelle della spogliarellista. Il più delle volte quelli che venivano scambiati al bordo pedana erano toccamenti reciprochi. Mirko lo sapevo bene perché anche a lui piaceva toccare la pelle sudata delle ballerine di lap-dance che si esibivano sulla pedana. Ma più di tutto gli piaceva farsi succhiare l'uccello da qualche entraineuse mentre una delle ballerine si esibiva sulla pedana davanti a lui.
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   Stava sorseggiando il Negroni servitogli dal barman quando Anita, la donna che fungeva da amministratrice del locale e anche da maitresse, si avvicinò a uno sgabello lasciato libero davanti al bancone e andò a sedersi accanto a lui.
   - Hai da accendere? - disse infilando fra le labbra una sigaretta che si premurò di togliere dal pacchetto di Marlboro.
   Mirko prese l'accendino dalla tasca della giacca e le porse il fuoco. La donna avvicinò la sigaretta alla fiamma, aspirò il fuoco e accese la bionda, dopodiché gettò un paio di boccate di fumo verso il volto di Mirko, infine si rivolse a lui.
   - Non vai a sederti attorno alla pedana? Temi che non ti diventi duro il cazzo stasera?
   - Perché dici questo?
   - Forse perché è da troppo tempo che non ti facevi vedere da queste parti.
   - Hai ragione, è dalla morte di Katarzyna che non mettevo piede in questo night-club.
   - Povera ragazza, ti piaceva scopare con lei, vero? - disse la donna sottolineando la frase con sguardo indagatore.
   - Mi piaceva farmelo succhiare, come succedeva altri clienti del locale. Era brava come poche altre ragazze a fare dei pompini. Forse perché era polacca, là le ragazze sono sufficientemente disinibite e poi iniziano da giovani a farsi scopare.
   - Hai ragione, era davvero brava a fare pompini. E poi accontentare uno dotato come te non è affatto facile. Purtroppo è stata uccisa, ma di ragazze brave a succhiare ne ho molte altre da mettere a tua disposizione, se ti va di provare.
   - Humm... sarà difficile trovare una ragazza dotata come Katarzyna.
   - Allora non hai fiducia in quello che dico?
   - Ma no, è che...
   - Ti consiglio di fartelo succhiare da Irina.
   - Irina? E chi è?
   - E' nuova del locale, non la conosci, se vai a sederti davanti alla pedana te la mando e la metti subito alla prova.
   - Davvero è brava come dici tu?
   - Giuro!
   - Va bene dai, mandamela. Intanto vado a sedermi là. - disse indicando un divanetto sul lato sinistro della pedana dove la ballerina di lap-dance aveva finito di esibirsi, e stava facendo ritorno dietro le quinte.
   - Te la mando fra poco.
   - Okay! Sta bene.
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   Mirko andò a occupare il posto indicatogli dalla maitresse. Una volta seduto rimase in attesa che dal fondale della scena uscisse un'altra spogliarellista. Prima che accadesse una delle entraineuse, una ragazza bionda platino, venne a sedersi accanto a lui.
   - Ciaooo... - disse la ragazza dispensandogli un sorriso abbagliante.
   - Irina?
   - Sì, ho saputo che hai chiesto di me.
   - Beh, ad Anita ho fatto la richiesta di una ragazza speciale, una che sappia fare bene i pompini. Tu li sai fare bene?
   Presa alla sprovvista la ragazza si riprese subito dalla sorpresa e non fece passare altro tempo prima di dargli una risposta.
   - Chi ha provato la mia bocca dice che sono brava a fare pompini, vuoi che te lo succhi ora? Oppure dopo?
   - Non subito, prima voglio godermi un po' di spettacolo.
   Mirko aveva l'abitudine di assistere alle esibizioni delle ragazze per eccitarsi, soltanto dopo si sarebbe fatto succhiare il cazzo mettendo alla prova le presunte doti di bocca della ragazza bionda.
   - Ti spiace se ordino qualcosa da bere. - disse la ragazza.
   - No, affatto. Champagne?
   - E perché no?
   - Beh, forse è meglio se ordino uno spumante, altrimenti mi mandi in rovina. - le rispose sarcastico.
   Si premurò di richiamare l'attenzione del barman. Infine gli disse di portarle una bottiglia di spumante, cosa che l'uomo con farfallino nero attorno al collo e camicia bianca si premurò di deporre sul tavolino in breve tempo.
   La pedana degli spettacoli fu occupata da una nuova ballerina di lap-dance. La spogliarellista, una ragazza mora dalle forme tonde, si attaccò al palo abbracciandolo con tutt'e due le cosce, dopodiché cominciò a fare scendere il culo verso la pedana, inarcando la schiena all'indietro, seguendo il ritmo di una musica compulsiva, dando il meglio sé con lo strofinamento ripetuto del pube contro la pertica di legno.
   I gesti della spogliarellista più che la presenza di Irina accanto a sé contribuirono a fare diventare il cazzo duro a Mirko. Se la sarebbe inculata volentieri, la spogliarellista, aveva un debole per le ballerine di lap-dance, specie per quelle in carne. Più di una volta era stato a letto con Katarzyna, la polacca, un tipo burroso, dalle forme tonde. Ma era altrettanto sicuro che nessun'altra donna avrebbe potuto fargli quello che gli aveva fatto lei con la bocca.
   Solo dopo molte acrobazie la spogliarellista gettò sul pavimento il reggipetto provocando negli uomini seduti in prima fila erezioni visibili a occhio nudo. A Mirko lo spogliarello aveva attizzato il cazzo ed era ansioso di mettere alla prova la ragazza che gli stava seduta accanto facendosi succhiare l'uccello. Lo avrebbe fatto per constatare se davvero era brava a fare pompini come gli aveva suggerito Anita, la maitresse del Gattopardo.
   Stava sorseggiando lo spumante insieme a Irina quando la spogliarellista, dalle tette troppo perfette per non essere siliconate, si sporse in avanti con tutta la mercanzia. Subito dopo fece lo stesso gesto inchinandosi verso gli altri clienti, accrescendo la voglia di Mirko di toccarle le tette.
   Alcuni clienti seduti attorno la pedana allungarono le mani per toccarla, molti lo fecero sporgendosi in avanti con la bocca e i denti, annusando la pelle della spogliarellista, leccandola per assaggiare il sapore della sua carne.
   La ragazza scivolò a terra, si mise in ginocchio, e avvicinò il bacino al bordo della pedana. Poco alla volta finì per allargare le cosce, mettendo il pube a portata di mano degli spettatori, molti dei quali non mancarono d'infilarle qualche banconota da dieci e venti euro sotto il perizoma, approfittando del gesto per sfiorarle con le dita il pube. La spogliarellista rimase con le palpebre socchiuse, le cosce spalancate, la schiena inarcata, disposta a farsi toccare, sudata, con addosso gli sguardi degli uomini e anche quello di Mirko eccitato dal gesto.
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   Il piacere che Irina sapeva dare a Mirko nel succhiargli l'uccello, che con tanta dedizione tratteneva nella bocca, inumidendolo di saliva, bene si coniugava con quello che sapeva trasmettergli la spogliarellista con le sue movenze erotiche. Tutt'a un tratto la ballerina di lap-dance si mise in piedi. Slacciò una dopo l'altra le stringhe che le reggevano lo slip fintanto che, scarcerato il pube, lo mostrò in tutta la sua bellezza rasato e sudato.
   La ragazza lasciò cadere sulla pedana l'indumento intimo, immediatamente raccolto da un uomo del pubblico che subito avvicinò il tessuto alle narici per annusare il profumo di figa di cui era impregnato.
   Se gli uomini attorno alla pedana si erano eccitati alla visione del corpo nudo della spogliarellista, Mirko lo ero ancora di più perché Irina era davvero brava a succhiargli l'uccello, ma lui non voleva venire troppo presto e glielo disse facendole rallentare l'azione delle labbra, anche se non vedeva l'ora di sborrarle in gola.
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   Mirko teneva d'occhio la bocca della spogliarellista che si esibiva sulla pedana mentre gli uomini tutt'attorno sbavavano alla vista dei capezzoli turgidi della ragazza, intenta a fare un gioco erotico con una bottiglia di Coca-Cola che seguitava a infilare nella figa e nel buco del culo. Più si lasciava toccare dai clienti assiepati attorno alla pedana più guadagnava denaro, perché gli uomini le lanciavano addosso biglietti di banca per attirarla verso di sé cercando di palparla e farle toccare il cazzo mentre si masturbavano.
   Irina, prima che la spogliarellista terminasse l'esibizione, fece venire Mirko, facendolo tremare tutto da capo a piedi. Accadde nel momento stesso in cui la spogliarellista stava per uscire di scena fra gli applausi del pubblico battendo lei stessa le mani sulle natiche. Ma la serata era solo all'inizio e questo Mirko lo sapeva bene.
   Le esibizioni sulla pedana di strip-tease deliziarono il resto della serata di Mirko al Gattopardo. Altre entraineuse presero il posto di Irina a succhiargli l'uccello, ma nessuna di loro si mostrò brava quanto la era stata Katarzyna, e si rammaricò di averla ammazzata.

 

 
     
 

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