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SERVIZIO
AFFISSIONI
di
Farfallina
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A ll'uscita dalla fabbrica
ho l'abitudine di percorrere in sella
alla bicicletta la pista ciclabile che conduce alla collina, prospiciente il faro di San Fermo, per soffermarmi guardare il profilo delle navi che solcano il mare. E' nella solitudine di quel posto, fra le piante d'erica, lontano dal chiasso della gente, che ho fatto conoscenza di Tommaso.
Una sera, poco prima dell'imbrunire, stavo spingendo
i pedali della bicicletta, lungo la salita che costeggia il lungomare, quando ho scorto la figura di un uomo.
Era seduto sulla panchina alla sommità della collina e manteneva gli occhi fissi su un enorme cartellone pubblicitario. Il manifesto, su cui spiccavano le
tonde forme delle natiche di una ragazza, propagandava un perizoma griffato "Roberta".
Il culo della modella era di una straordinaria bellezza. Il perizoma sottile e trasparente naufragava nell'incavo dei glutei. Ho interrotto il cammino e mi sono intrattenuto a osservare le parti sporgenti del
culo.
Piazzato quasi a ridosso della panchina sono rimasto stregato
da quella immagine. Tutt'a un tratto ho visto l'uomo abbassare la lampo dei pantaloni ed estrarre il
cazzo, dopodiché, ignaro della mia presenza, ha cominciato a masturbarsi.
Imbarazzato dalla strana situazione in cui mi
ero venuto a trovare mi sono allontanato cercando di non fare
troppo rumore, invece ho urtato
con un piede la pedaliera della bicicletta
attirando l'attenzione dell'uomo. Allarmato dal rumore
ha girato il capo nella mia direzione e mi ha incenerito con lo sguardo. Ha nascosto il cazzo dentro la patta dei pantaloni e subito dopo si è rivolto a me.
- E' Michelle...
- Chi?
- Michelle Unziker
- Non la conosco, mi spiace.
- Non pensa che assomigli a mia moglie?
- Non lo so.
- Glielo assicuro, hanno il medesimo
tipo di culo. Anzi, quello di Marta è ancora più bello di questo.
- Beh, è fortunato ad avere una moglie così fatta.
- Dice?
- Sì, certo.
- Glielo metterebbe volentieri nel
culo, eh!
- Non lo so, se lo dice lei... - ho risposto imbarazzato.
- Purtroppo qualcun altro ci ha già pensato. Un uomo me l'ha portata via.
- Mi spiace.
- Le sembrerà strano ma il profilo di quel
culo. - ha proseguito, indicando con l'indice della mano il manifesto. - E' identico a quello di Marta, per questo vengo qua.
- L'amava molto, vero?
- Pensavo di conoscerla a fondo, ma la sua condotta mi ha stomacato.
- E' finito tutto fra voi?
Tommaso non ha risposto. Ha accennato una frase, ma le parole sono evaporate dalle sue labbra. Ha tolto dalla giacca il pacchetto delle sigarette e
mi ha invitato a sedere accanto a lui
- Fumi? - mi ha chiesto dandomi del tu.
- Sì, grazie.
Ho fumato la sigaretta prestando attenzione alle sue parole. Mi ha raccontato di quanto gli piaceva fare l'amore con la sua ex moglie descrivendo certi loro coiti nei minimi particolari. Tutt'a un tratto mi sono ritrovato con il cazzo duro e ho schiacciato il mozzicone della sigaretta sotto il piede per l'eccitazione.
Quando ho lasciato Tommaso, dopo avere fumato un altro paio di sigarette, il buio era sceso sulla collina. Il cartellone pubblicitario, illuminato a intervalli regolari dai fari delle macchine, che a quell'ora transitavano numerose sulla strada provinciale, metteva in dovuto risalto le natiche della modella. Fissando lo sguardo sull'immagine non mi meravigliai che gli fosse venuta
la voglia di masturbarsi.
La sera seguente ho scorto di nuovo Tommaso seduto sulla panchina. Sono andato a sedermi accanto a lui e ci siamo intrattenuti a guardare l'immagine sul cartellone pubblicitario. Abbiamo fumato una sigaretta dopo l'altra, senza parlare, fintanto che l'aria umida della sera ci ha liberati dal nostro torpore e abbiamo cominciato a conversare. E come un mare in tempesta ognuno ha tirato fuori quanto di più confuso aveva dentro di sé. Lo stesso è accaduto le sere successive.
Una sera, uscendo dal lavoro, ho trovato la panchina vuota. Non c'era Tommaso ad aspettarmi. Ho guardato la plancia dove in precedenza c'era affisso il manifesto che ritraeva la ragazza del perizoma e un dolore lancinante mi ha trafitto il costato.
Sulla plancia, al posto del manifesto che ritraeva il culo della
Unziker, c'era un vistoso poster che pubblicizzava una vettura
con le caratteristiche di una monovolume.
Ancora oggi quando vado a sedermi su quella panchina e ripenso al culo di Michelle Unziker il cazzo mi ritorna
duro.
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