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PRENDIMI
L'ANIMA
di
Farfallina
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Q uesta
mattina, svegliandomi, mi sono accorta
che ero sola nel mio
letto. Ho cominciato a toccarmi
fra le cosce e mentre godevo del mio
piacere ho pensato che sto
buttando via la mia vita. In effetti
fino a oggi non ho combinato niente
di speciale. Le occasioni per realizzare
qualcosa d'importante le ho avute, però
ho lasciato che mi sfuggissero dalle mani senza
riuscire a coglierle.
Da pochi mesi ha compiuto
trentadue anni e nella
vita ho sbagliato tutto, proprio tutto.
Seguito a fare l'infermiera ma
non ci metto più la medesima passione
di una volta. Se mi adopero a esercitare
questa professione è soltanto perché mi permette di
guadagnare il denaro necessario per
mantenermi; forse dovrei decidermi a staccare la spina e cambiare
tipo di lavoro al più presto. Quello di cui ho bisogno è
di una donna che nutra per me un affetto
spropositato e
sappia farmi godere, invece più nessuno
mi ama. Anche Luisella
mi ha mollato e ora sono sola.
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Molte delle mie amiche,
a proposito del momento più bello della loro vita,
raccontano che è stato quando hanno conosciuto l'uomo di cui si sono perdutamente innamorate, e che in seguito ne è diventato il
marito. Altre dicono che è stato quando hanno trovato lavoro, l'indipendenza, guadagnato un mucchio di denaro, fatto carriera,
o addirittura quando hanno comprato una casa. Per me il giorno più bello della mia vita è stato quando ho baciato per la prima volta Luisella
sulle labbra. Lei non si è ritratta, anzi ha contraccambiato il mio gesto ficcandomi la lingua nella bocca, andando con la punta sotto la mia lingua, spingendomela in lato verso il palato, scaraventandomi
un litro di saliva nella bocca, dandomi a intendere che era sua intenzione farmi godere
come nessun altra donna aveva saputo
fare prima di
lei, e devo ammettere che c'è riuscita.
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Mentre mi affaccendavo a consumare la colazione,
caffellatte e
brioche, nella caffetteria che ho sotto
casa, mi sono soffermata a leggere
un articolo che compariva nella pagina delle
scienze del Corriere della Sera. Un titolo in grassetto
nella parte bassa della pagina ha attirato la mia attenzione. La notizia faceva riferimento a un caso di amnesia temporanea di cui
era stata vittima una donna,
dell'età di trent'anni come me, protagonista di un rapporto sessuale particolarmente
intenso. Un caso clinico tanto raro, svelava
l'autore dell'articolo, da essere pubblicato su una delle più importanti riviste mediche americane di neurologia.
Nella fattispecie l'autore
dell'articolo dava notizia di una donna che, accompagnata dal
marito, aveva fatto ricorso alla cure
dei medici del Pronto Soccorso perché
non ricordava nulla di quanto le era accaduto nelle precedenti 24 ore.
L'ultimo ricordo che aveva
bene impresso nella memoria era che stava facendo l'amore col
marito. Un coito particolarmente
intenso l'aveva condotta
a godere di un micidiale orgasmo e le
aveva provocato la perdita della
memoria. Sottoposta a una
lunga serie di esami clinici, in
particolare radiologici come la tomografia
assiale computerizzata e la risonanza magnetica, non aveva mostrato alcuna anomalia o danno
biologico al cervello.
Gli specialisti
neurologi,
dopo essersi consultati, avevano convenuto, senza comprendere
appieno le cause che
avevano provocato il vuoto mentale della
donna, che si era trattato di una rara sindrome d'amnesia transitoria che le aveva impedito per un certo lasso di tempo di ricordare porzioni di eventi passati.
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E' possibile che una notte di sesso
spinto possa provocare in una donna un'amnesia temporanea?
A detta dei medici pare proprio di sì, anche
a me è successo un paio di volte
con Luisella mentre
eravamo impegnate a leccarci a vicenda
la clitoride in un sessantanove. Con nessuna altra donna,
prima di fare l'amore con lei, mi
era capitato di raggiungere un simile piacere. Per fortuna in entrambe le occasioni si è trattato di una condizione di perdita della memoria
transitoria, durata soltanto pochi minuti, dopodiché sono tornata a essere padrona
della mia funzione mnemonica. Della cosa non ho mai parlato con nessuno, nemmeno con Luisella, ma stamani
leggendo sulle pagine del Corriere della Sera che altre donne hanno avuto
il mio stesso malessere, mentre facevano
del sesso spinto, mi
sono tolta dalla testa ogni preoccupazione, se mai l'ho avuta, anche se non sono, affatto, certa che il perdurare di eventi come quelli di cui sono
stata protagonista, immagino da eccesso di piacere, possano
provocarmi danni al cervello. In una di queste due occasioni, subito dopo avere raggiunto l'orgasmo,
ricordo che mi sono trovata a esclamare più di una volta:
- Dove mi trovo? Cosa è successo?
Il mio comportamento deve
avere messo in imbarazzo Luisella, ignara di quanto mi stava succedendo.
Ho seguitato a ripetere quella medesima domanda, trattenendomi
però da pronunciarla, mentre m'impegnavo a succhiare
la clitoride alla mia compagna per farle raggiungere
un orgasmo come
quello che avevo avuto io.
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Nella
memoria
ho bene impresso alcune frasi
che Luisella e io ci siamo scambiate, stremate
dopo una notte d'amore, la prima volta che abbiamo
fatto del sesso.
- Sei una maiala! - mi ha detto subito dopo che
mi ero prodigata con le guance affossate
fra le sue
cosce a farle raggiungere l'ultimo di
una lunga serie di orgasmi a grappolo.
- Perché? - le ho risposto indispettita da quella
affermazione alquanto rozza.
- Perché tu Erika sei bellissima. E del tuo corpo,
come dicono i contadini della Bassa a proposito della
femmina dei maiali, non butterei via niente.
- Che stronza che sei. - le
ho risposto piacevolmente soddisfatta
dopo che mi aveva leccata da capo
a piedi.
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E' un vero peccato che Luisella non sia più
qui accanto a me, forse ha preso paura
quando è stata partecipe e causa dei miei due casi di perdita temporanea della memoria. Immagino che sia così, non saprei spiegare altrimenti
quale potrebbe essere la ragione per cui
di punto in bianco mi ha mollata. Forse dovrei recuperare la pagina del Corriere
della Sera e fargliela avere, magari capirebbe.
Boh!!!
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