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9°
NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI
di
Farfallina
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Uscendo
da casa Vittorio si premurò di scrivere un biglietto alla moglie, dopodiché lo
depose bene in vista sul tavolo della cucina.
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"Vado a fare la spesa al supermercato.
Ciao! Torno presto. "
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Quando raggiunse l'ipermercato trovò l'area del parcheggio
spoglia di autovetture. All'ingresso del grande magazzino, sulla
grande porta a vetri, trovò affisso un cartello con su scritto:
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"Sciopero per rinnovo del contratto di lavoro".
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Alla guida della station-wagon si portò in un market distante poche centinaia di metri dall'ipermercato dove era solito fare la spesa.
La merce esposta nel piccolo esercizio commerciale era di pessima qualità e i prezzi meno convenienti rispetto a quelli dell'ipermercato. Impiegò una decina di minuti a riempire il carrello della spesa, dopodiché si avvicinò alle
casse per pagare la merce.
Un certo numero di clienti
erano accalcati, in doppia fila, davanti
alle casse impazienti di depositare la merce custodita nei carrelli sui nastri trasportatori.
Vittorio s i soffermò a guardare con curiosità i volti delle persone che gli stavano d'intorno. Vagabondò con lo sguardo in ogni direzione fintanto che la sua attenzione fu rapita da una delle cassiere.
La ragazza, seduta accanto al nastro trasportatore, era impegnata a fare scorrere i codici a barre delle merci sull'apposito lettore ottico. Vittorio fu ammaliato dai lineamenti della ragazza. Una luce straordinaria sembrava illuminarle il viso.
Soltanto quando le fu vicino si avvide che sotto il camice a strisce grigio-rosse verticali germogliava una nuova vita. La pancia, molto pronunciata, era testimonianza di una gravidanza avanzata.
Incominciò a trasbordare la merce sul nastro trasportatore senza distogliere lo sguardo dalla ragazza. Lei, incurante dell'impertinente attenzione che le riservava l'uomo, proseguì nel fare passare le etichette dei codici a barre sul lettore ottico senza dare
alcun segno
d'insofferenza.
L'aspetto della ragazza era florido e la faceva sembrare più matura della sua giovane età. Il colorito olivastro della pelle le conferiva un alone lucente, mentre i capelli neri tagliati a
caschetto, al pari di un piccolo neo al margine inferiore delle labbra, le
dispensavano un piglio vivace. Ma l'attenzione di Vittorio cadde sull'incavo fra le mammelle, le cui forme parevano tracimare dalla camicetta della divisa da lavoro.
Mentre la merce transitava veloce sul lettore ottico, accumulandosi nella parte inferiore del bancone, Vittorio si trovò confuso
a causa del piacere che gli provocava la vista delle mammelle della ragazza. Il desiderio di succhiare quei capezzoli si fece spazio nella sua mente e gli provocò un insolito stato di eccitazione. Infilò una mano nella tasca
dei pantaloni, dopodiché spostò lateralmente il cazzo in modo da rendere meno visibile la protuberanza che sporgeva dalla stoffa.
Lui e sua moglie si erano adoperati in tutti i modi per
mettere al mondo un figlio, ma ogni tentativo si era rivelato infruttuoso. Eppure la lunga serie di esami
cui si erano sottoposti, dietro consiglio di un medico specialista, non aveva rivelato nessuna anomalia né fisica né tanto meno umorale in entrambi.
Oramai si era rassegnato a non diventare padre, ma la visione di quei seni prosperosi gli suscitarono un grande rimpianto.
Avrebbe voluto succhiarle quei capezzoli, gustare il sapore del latte
materno che fra non molto sarebbe sgorgato dalle mammelle, ma le parole della ragazza lo riportarono alla realtà.
- Sono centotrentadue euro e dieci centesimi. - disse la commessa porgendogli lo scontrino fiscale.
Perso nelle sue fantasie erotiche non diede risposta alla richiesta di denaro. Lasciò trascorrere alcuni secondi, infine trasse dalla tasca il portafoglio e consegnò tre banconote da cinquanta
euro. Nel momento in cui la ragazza si sporse in avanti per restituirgli la differenza Vittorio scorse sul taschino del grembiule un cartellino su cui c'era scritto un nome: Anna. Lo stesso nome di sua moglie.
Si affrettò a raccogliere la merce accumulata sul bancone e la ripose in alcuni sacchetti di plastica. Prima di allontanarsi diede un'ultima occhiata alla ragazza e alle tette.
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L'autovettura con cui aveva raggiunto il Market era parcheggiata poco distante l'uscita. Prese posto sul sedile dell'automobile e inserì la chiave nel pannello di comando. Stava per
accingersi ad avviare il motore eccitato
dal ricordo delle mammelle che avevano fatto capolino dalla scollatura del camice della cassiera.
Il pulsare del cazzo era un tormento che
pareva non dargli pace. Cominciò a strofinare la mano sulla stoffa dei pantaloni, poi abbassò la lampo e liberò il
cazzo. Lasciò che dalla bocca sfilassero alcune gocce di saliva sulla cappella e iniziò a masturbarsi, lentamente, come si trattasse di un dolce massaggio.
Con gli occhi socchiusi provò a immaginare la ragazza del supermercato nell'atto di allattare il proprio neonato. La mano prese a scorrere veloce sul
cazzo. La sborrata giunse rapida e si esaurì fra le dita che si schiusero sulla cappella evitando che gli schizzi di sperma insudiciassero la tappezzeria dell'automobile. Rimase alcuni istanti con le dita contratte in quella posizione, dopodiché prese dal cruscotto una confezione di fazzoletti di carta e
ripulì la mano dallo sperma. Mise in moto l'automobile e fece ritorno a casa.
Era trascorso un anno da
quando si era masturbato nell'area di
parcheggio quando Vittorio tornò a fare spesa nel medesimo
market; stavolta
ci andò in compagnia della moglie. Quando giunsero dinanzi alla cassa si diedero da fare a trasbordare la merce sul nastro trasportatore, solo allora si accorse che la cassiera era la
medesima che a suo tempo gli aveva provocato un particolare
turbamento alla vista delle mammelle.
L'aspetto della ragazza non era più
quello florido di un anno addietro. Il corpo,
allora fiorente e prosperoso, era avvizzito. Il viso appariva pallido e smunto. I seni avevano perso la loro prosperosità ed erano appassiti come quelli di un fiore che ha perduto i petali.
- Sono settantatre euro e ventidue centesimi. Paga con il Bancomat?
- Sì.
Digitò il codice e firmò la ricevuta. Caricò la merce sul carrello e insieme alla moglie e al figlioletto di due mesi, che per tutto il tempo
la compagna aveva tenuto in braccio mentre facevano la spesa, si allontanò.
Lungo il tragitto che li separava dall'automobile osservò con ammirazione le mammelle di sua moglie. Si considerò un uomo fortunato. Fra non molto sarebbe giunta l'ora della poppata. Lui e suo figlio, come succedeva da due mesi a questa parte, avrebbero potuto, ancora una volta,
nutrirsi con
quei capezzoli.
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