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FACCIA
DA DONNA
di
Farfallina
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I
rumori della città mi giungono attenuati dai doppi vetri della finestra. Il sole è spento, prossimo al crepuscolo, velato da un ammasso di nubi. Non occorre che mi
sporga dal davanzale per rendermi conto che
fuori c'è un gran casino.
Fra non molto Ginevra farà ritorno a casa. Devo affrettarmi se voglio farmi trovare travestito da donna. Vorrei mettere fine al più presto a questa carnevalata, ma se mi presto al gioco che
abbiamo messo in piedi è solo per compiacerla. Non
posso dirle di no.
Ginevra sta attraversando una profonda crisi d'identità. I sintomi
di questo cambiamento fisico e umorale non sono né le rughe né la secchezza vaginale, tipica delle donne ormai prossime alla menopausa, bensì la voglia di
fare sesso con un'altra donna. Sostiene che a quarant'anni si sente lesbica e vuole fare l'amore soltanto con delle donne. E' questo il motivo per cui, da qualche mese, ha proclamato uno sciopero del sesso. Malgrado ciò pretende che io adempia a certi servizietti intimi come farebbe una qualsiasi lesbica con lei.
Non desidera tradirmi né andare in cerca di nuove avventure. Vuole restarmi fedele ed è questa la ragione per cui, nell'intimità della nostra abitazione, mi obbliga ad assumere le sembianze di una donna, perlomeno una volta o due alla settimana. E questa è una di quelle sere.
Da quando abbiamo dato inizio a questa strana recita assecondo mia moglie in ogni suo desiderio erotico, assoggettandomi anche alle cose più strane. Qualche giorno fa, tanto per fare un esempio, mi ha fatto dono di un'inusuale lucidalabbra. E' un prodotto di cosmesi, messo in commercio da poco tempo, che garantisce un effetto collagene e fa aumentare lo spessore delle labbra. Se il cosmetico manterrà le promesse con cui
è pubblicizzato su molte riviste femminili potrei trovarmi, nel giro di pochi mesi, con un paio di labbra debordanti come quelle di Alba
Parietti. Mi domando con quale coraggio potrei uscire
da casa, stare in mezzo alla gente, con due labbra a forma di canotto. Mah!
All'inizio ho considerato questo travestimento al pari di qualsiasi altro gioco erotico che Ginevra e io
eravamo soliti mettere in pratica per dar vigore alle nostre pulsioni erotiche.
Come era già accaduto in passato, mi
ero sentito lusingato dal mettere in pratica una delle sue fantasie. Cercare nuove strade per trastullarci, scambiandoci i ruoli e gli abiti per assicurare alla nostra storia un certo rimescolio, ho pensato fosse una cosa carina e normale. A tutti i componenti delle coppie piace sentirsi considerati dal proprio partner, c'è qualcosa di estremamente gratificante in questo. Ma a tutto c'è un limite perché questa nuova esperienza ci sta causando un
inquietante sconvolgimento famigliare.
Ginevra vuole fare l'amore con me solo se mi travesto da donna. E insiste a non volere essere penetrata. Se provo a ficcarle il cazzo fra le cosce e puntare la cappella nella fessura della figa si rifiuta di farlo, vuole che mi comporti da donna a tutti gli effetti.
Per compiacerla ho dovuto cambiare molto del mio aspetto di uomo. Da un giorno all'altro mi sono trovato a dovere sterminare i bulbi piliferi delle gambe, delle braccia, del petto e persino quelli del pube. A depilarmi mi sono servito del rasoio, poi sono passato alle creme e ai saponi depilatori, anche se questo tipo di depilazione mi sono accorto che lascia sulla pelle la radice del pelo e comporta una ricrescita piuttosto rapida. Ginevra sostiene che la ceretta a caldo sarebbe il rimedio ideale per una peluria folta e spessa come la mia. Le ho dato retta e ci ho provato, ma è troppo dolorosa. Mi sono rifiutato di seguitare a farlo e sono tornato alle creme depilatorie.
A volte, quando esco di casa, Ginevra mi obbliga a indossare, al posto dei boxer, un intimo da donna. Dice che non c'è niente di più seducente che stare a guardarmi con addosso le
coulotte. Le piacciono quelle velate e ricoperte da ricami floreali. Le trova sexy e, a suo dire, le stimolano l'immaginazione quando me le vede addosso. Una volta al mese, per farle piacere, fingo di avere il mestruo e sotto il tessuto delle coulotte inserisco degli assorbenti.
Non so perché mi affanno con simili cretinate. Se lo faccio è solo per compiacere Ginevra perché so che ne ricava un grande piacere. Io invece non provo nessun godimento nel portare in giro degli assorbenti tutto il giorno. Un paio di volte ho persino provveduto a tingerli di rosso, fingendo che fossero imbrattati di mestruo, per soddisfare la curiosità di Ginevra.
Un paio di sera alla settimana, e questa è una di queste sere, vuole che mi travesta con abiti dai colori fosforescenti, quelli che lei stessa ha provveduto a comperarmi. Ormai ci ho fatto il callo a stare insaccato dentro a degli abiti femminili. Ginevra ha provveduto a comperarmi tutti gli accessori necessari al mio essere donna: parrucca, unghie finte, calze autoreggenti, body, e seno posticcio. Per farla contenta ho persino imparato a camminare su dei tacchi da 10cm. e portare la gonna. Tutto sommato ho l'impressione di essere più bello quando sono travestito da donna anziché nella mia primitiva identità di uomo.
In piedi, davanti alla specchiera, mi accarezzo l'areola dei capezzoli. Roteo i polpastrelli delle dita sul petto fintanto che l'apice dei seni sono diventati turgidi. Da quando do a intendere a Ginevra di essere una donna mi tocco i capezzoli sempre più spesso e non so farmene una ragione. So soltanto che mi piace toccarmi in questo modo.
Lascio la stanza da letto e mi ficco dentro il box della doccia. Sotto il getto d'acqua calda ci resto il tempo necessario per levare dalla pelle le tracce di sudore, poi esco.
Fra non molto mia moglie sarà di ritorno ed è mia intenzione farmi trovare con la pelle fresca e morbida. Devo fare in fretta ad asciugarmi. E' una vera fortuna che madre natura mi abbia dotato di un fisico longilineo, con fianchi stretti, torace poco sviluppato e spalle tutt'altro che sporgenti.
Stendo una emulsione idratante sulle cosce e le gambe, dopodiché sono pronto a vestirmi. Indeciso sul tipo d'intimo da indossare scelgo un perizoma a tinta unita, con sfumature rosa, dello stesso colore del reggiseno a balconcino opportunamente imbottito con gomma piuma.
Torno a guardarmi allo specchio. L'intimo che ho scelto mi sta addosso a pennello. La pelle abbronzata e la lingeria rosa mi fanno sembrare una gran
figa. Giro su me stesso e guardo l'immagine del mio corpo riflesso nello specchio soddisfatto. Prima d'iniziare a imbellettarmi il viso do una pennellata di smalto alle unghie dei piedi e delle mani. Per ultimo cospargo il viso e il collo con un fondotinta marcato per mascherare le tracce dei peli della barba.
Un tocco di fard sulle guance le rende più rosee. Il pomo d'Adamo, nota dolente del mio corpo di maschio, resta visibile ma non so come potrei fare a mascherarlo. Indosso le autoreggenti e le agganciò al reggicalze che ho provveduto a cingermi alla vita.
Oggi è il compleanno di Ginevra. Per l'occasione ho comperato un costosissimo abito da sera nero, lungo fino ai piedi, con un'ampia spaccatura laterale che mette in evidenza la coscia lunga e affusolata. Sarà un sorpresa per lei.
Sto per calzare le scarpe nere, lucide, con tacco da 10cm. quando sento aprire la porta di casa. Fra poco Ginevra sarà qui, davanti a me e faremo l'amore. A quarant'anni ha deciso che vuole essere lesbica. Ma io cosa sono diventato? Un
crossdresser? Un uomo travestito da donna? Un gay? Un transessuale? Sarà pure un gioco quello che Ginevra e io stiamo conducendo, ma quello di cui sono certo è che non so più a che sesso appartengo.
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