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E
RESTEREMO A GUARDARE
LE GOCCE DI PIOGGIA...
di
Farfallina
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Seduta
dietro un tavolo della Caffetteria Picasso assaporo una cioccolata calda che
uno sbrigativo cameriere mi ha servito in una tazza di ceramica bianca. Lo stesso fa Maddalena che mi tiene compagnia.
Oltre la vetrata della caffetteria, nella piccola piazza a forma ovoidale, una pioggerella sottile bagna le bancarelle degli ambulanti che ogni giovedì
mattina danno vita a un mercatino delle pulci
nel quartiere dell'Oltretorrente.
- Beh, allora? Hai novità? - mi chiede Maddalena.
- No, nessuna, e tu?
- Ormai dovresti saperlo che mi succede raramente di essere
apportatrice di novità. Tu piuttosto, stai scrivendo qualcosa?
- Ho qualche idea, anzi più di un racconto mi gira per la testa, ma ancora non ho scritto una sola
parola.
- Ah, e non vuoi anticiparmi niente? Sono tutte storie di sesso, vero? Ma perché non scrivi qualcosa di più normale?
- Stavolta mi piacerebbe scrivere una storia che ha come protagonista una donna che ama contemporaneamente due uomini, ma non sa decidere quale scegliere fra l'uno e l'altro. Però non so che finale dare al racconto, ci devo pensare, ma una intuizione prima o poi mi verrà.
- Humm... intrigante come idea.
- Ma non del tutto nuova, però.
- Dici?
- Beh, che una donna possa innamorarsi di due uomini contemporaneamente è abbastanza scontato. E' più difficile che accada il contrario, non credi?
- Perché?
- Raramente un uomo si innamora di due donne allo stesso tempo. Non ne sono capaci, loro pensano solo a scopare. Sono animali, assomigliano alle scimmie.
- Se lo dici tu.
- Mi piacerebbe scrivere la storia di un marito che viene a conoscenza, in modo del tutto accidentale, della presenza di un altro uomo nella vita della moglie. Uno che accetta di condividerla con l'amante senza dirle che è al corrente della loro tresca, un uomo che rimane in attesa che lei decida di fare una scelta definitiva fra lui e l'altro. Che ne dici? Ti piace come idea?
- Ma come ti è venuta in mente questa vicenda?
Esito qualche istante prima di risponderle. Non mi va di dirle la verità. Infine decido di spiattellarle la storia di un film che ho visto di recente e mi ha profondamente turbata.
- Se devo essere sincera è da tanto che ci penso. L'idea mi è venuta assistendo alla proiezione di un film alla televisione. La pellicola di cui ti sto parlando è di un regista francese. Sai bene quanto sono affezionata al cinema francese, vero? Ebbene terminata la proiezione mi sono ripromessa di scrivere qualcosa sull'amore a tre, perché quello era il tema del film. Lo sai che sono testarda, specie quando mi incaponisco in qualcosa che desidero fare.
- Sì, lo so.
- Tu che ne pensi?
- A cosa ti stai riferendo? Al tuo racconto? Al regista? Alla storia? Oppure alla sceneggiatura del film?
- Beh, intanto potrei parlarti del regista.
- E chi è?
- Guediguian.
- Dovrei conoscerlo? E' famoso? A me non dice niente questo nome. E' un regista francese?
- Per inquadrare meglio la sua figura posso dirti che è uno di quei registi che racconta storie alla maniera di
Truffaut. Ma le mostra attraverso una fotografia, quella della pellicola, in modo del tutto distaccato come sa fare solo
Rohmer. Hai presente le opere di questi due registi?
- Ma sì, certo, mica sono a digiuno di cinema, perlomeno non del tutto come pensi tu.
- Questo non l'ho mai messo in dubbio.
- Ma cosa ha di così speciale costui?
- Di speciale non ha granché, ma nelle sue opere, semplici e passionali, tratta problemi e vicissitudini di uomini e donne comuni. Gente che si trova a condurre una vita simile a quella che conduciamo tu e io. Hai capito?
- Interessante.
- Il film è una storia d'amore e tradimenti. Gli argomenti preferiti dei miei racconti, lo sai.
- Però non hai ancora fatto cenno al titolo del film.
- "Marie-Jo e i suoi due amori". Ti dice qualcosa questo titolo? Magari ti sarà capitato di vedere la pellicola durante uno dei frequenti passaggi alla tivù.
- Humm... boh! Non credo proprio.
- L'attrice protagonista della pellicola è anche la moglie del regista francese.
- E questo che centra?
- Non lo so. L'ho detto tanto per incuriosirti.
- E' carina?
- Affatto!
- E allora che ha di così singolare?
- La bellezza della protagonista e quella degli altri attori protagonisti della pellicola sta nella loro normalità. Torno a ripetermi, forse, ma la normalità di cui ti parlo è la medesima dell'ambiente in cui vivono e si muovono i protagonisti della storia ed è un po' anche la nostra. La tua e la mia, hai capito adesso?
- Ci scommetto che il film è stato girato nella piovigginosa Parigi, vero? - mi chiede Maddalena con tono sarcastico mentre una piega della pelle le segna la guancia sinistra.
- Sbagli, è stato girato a Marsiglia. Ed è un pregio perché nella pellicola si intravedono i caldi colori mediterranei di quella città. Marsiglia ho avuto modo di visitarla qualche anno fa e posso dire, senza paura di essere smentita, che è la meno francese delle città transalpine.
- Voglio credere alle tue parole. Sarei curiosa di vederlo questo film. E' stato girato di recente?
- Penso di sì.
- Lo trovo il DVD se vado in qualche videoteca?
- Che cazzo ne so, però a casa ne ho una copia registrata in videocassetta. Se t'interessa posso prestartela, ma ti conviene tenere a portata di mano un paio di fazzoletti durante la proiezione perché tutte le volte che mi è capitato di vedere il film li ho inzuppati di lacrime.
- Non ci credo. Cazzo! Una come te, col mestiere che fai in ospedale, che si mette a piangere mentre sta a guardare un film che racconta di un triangolo amoroso.
- E tu allora? Non ricordi quanto hai pianto assistendo alle immagini di E.T.
- Beh, che c'è di strano? In tanti lo hanno fatto.
- Sai che ti dico? Seguita a gustarti la cioccolata va, che è meglio.
- Ma dai, stavo scherzando, non capisco perché te la prendi tanto, eh?
- Non si può mai parlare di cose serie con te, uffa!
- Va bè, dai, vai avanti e raccontami il resto del film.
- No.
- Non fare l'offesa, eh. Mi hai
incuriosita, adesso voglio sapere tutto di questa storia.
Maddalena si apre in un ampio sorriso. Raccoglie con il cucchiaino un po' di cioccolata dalla tazza e la mette davanti alla mia bocca. Esito prima si schiudere le labbra, infine cedo alle sue insistenze e assaggio la cioccolata al sapore di gianduia, mentre la mia, al fondente, è sicuramente meglio.
- Marie-Jo, la protagonista femminile della pellicola, è una donna di mezza età, neanche tanto carina, che ama ed è riamata dal marito. Ma un giorno qualunque, non ricordo in che modo, incontra un uomo, ci fa l'amore, e quella che all'inizio doveva essere soltanto una avventura si trasforma in una vera passione, una di quelle totalizzanti che ti cambiano la vita.
- A me non è mai accaduto di perdere la testa per un uomo che non sia mio marito, anche se di avventure fuori dal matrimonio ne ho avute parecchie. Tu lo sai bene, vero?
- Sto parlando di una passione che ti scombussola la vita, non lo hai ancora capito? Di un sentimento capace di restituire a una donna che ha superato la mezza età, come siamo tu e io, la gioia di vivere, ma soprattutto la speranza d'iniziare una nuova vita.
- Humm... per me sono soltanto delle illusioni. A queste cose credevo da adolescente, adesso non più. Non esiste il principe azzurro, ormai dovresti saperlo. Per
qualsiasi donna è meglio sposare un uomo pieno di soldi, anche se non è tanto bello, magari simpatico come ho fatto io, piuttosto che ingannare
se stesse rincorrendo delle illusioni.
Le parole pronunciate da Maddalena non sono vere, lo so. Suo marito non è ricco, anzi tutt'altro, infatti di professione fa l'operaio, però mi infastidisce quando smorza i miei discorsi buttando tutto sul ridere.
- Cazzo! Sei la solita
stronza. - l'aggredisco.
- Ma dai, stavo solo scherzando.
- Lo so, ed è questo che m'infastidisce.
- Dai, non fare la schifiltosa, seguita a raccontarmi la tua storia,
giuro che non t'interrompo più. Giuro!
- Ma se non t'interessa ascoltare le mie parole è inutile che io prosegua,
ecchecazzo!
- Sbagli a dire che non mi interessano, anzi, sono tutt'orecchi e curiosa di sapere come va a finire il film.
- Devo crederci?
- Sì.
- Beh, diciamo che la donna non si dà pace. E' tormentata tra la voglia di rimanere fedele al marito che ama e il desiderio di sentirsi di nuovo viva, giovane, e desiderabile, perché è così che la fa sentire l'amante durante i rari momenti d'intimità.
Quest'ultimo però è stanco di condividerla con il marito e la vorrebbe tutta per sé. Glielo dice melanconicamente a più riprese, ogni volta che stanno insieme, e la cosa la mette in crisi.
- Ma lei che tipo di donna è?
- Beh, non è una di quelle mogli annoiate che desiderano a tutti i costi trasgredire. E' soltanto una donna che ama in maniera innocente due uomini, una che porta avanti questi due amori con dei sensi di colpa. Ma che non riesce a vivere con totale serenità la situazione affettiva in cui si è venuta a trovare suo malgrado.
- Nella vita reale succede di rado che due amanti si separino dalle loro famiglie per mettersi insieme, specie se di mezzo ci sono dei figli. Gli amanti preferiscono vedersi saltuariamente alimentando questa passione che sanno bene essere transitoria. Si tradisce per la voglia di trasgredire e di provare nuove emozioni, non per mettere in piedi una nuova famiglia. Condividi questo mio convincimento?
- Sarà anche vero quello che dici, non lo metto in dubbio, ma non ho sufficiente esperienza per dare un giudizio nel merito. Nel caso specifico l'amante non ha famiglia, è un uomo solo, ed è questa la ragione che lo spinge a chiedere ripetutamente alla donna di andare a vivere con lui. Lei però non riesce a staccarsi dal marito. E' questo il suo vero problema. Ama entrambi e anche quando decide di andare a convivere con l'amante sta male perché sente che le manca il marito accanto a sé.
- E allora? Cosa fa quel cornuto del marito?
- Il suo dolore si trasforma in disperata attesa, infatti, non assume nessun atteggiamento di rifiuto verso la moglie. Non dà in escandescenze, non le usa violenza, né a parole né la riempie di botte come fanno la maggioranza degli uomini quando scoprono che la moglie li tradisce. Quello che fa, quando scopre il tradimento, è di restarle accanto senza informarla che è a conoscenza dell'adulterio. Lo fa perché considera quel tradimento una infatuazione passeggera e spera che le passi in fretta. Mantiene il medesimo atteggiamento anche il giorno in cui lei decide di andarsene da casa per
andare a convivere con l'amante. Lui rimane ad attenderla a casa insieme alla figlia.
- Resto dell'idea che un nuovo amore, specie per una donna di mezza età, crea solo delle illusioni, ma forse anche tu e io abbiamo bisogno di illusioni per seguitare a vivere, vero?
- Non è con la razionalità né con l'esperienza che abbiamo acquisito con l'età che si contrasta la nascita di un amore, non credi? L'amore è un sentimento indecifrabile, non insegue un modello precostituito
e...
- Dimmi come va a finire il film. Rimane a scopare con l'amante o ritorna dal marito? Non mi dire che vanno a vivere tutt'e tre insieme, eh... perché tanto non ci credo.
- Allora non crederci.
- In poche parole se deciderò di chiederti in prestito la videocassetta mi troverò ad assistere alla proiezione di una storia d'amore del tutto inusuale. E' così?
- Nella vita reale un uomo e una donna sono costretti a compiere delle scelte fra famiglia e passione. Nel nostro caso la protagonista del film si sente completa solo conservando entrambi gli amori, vivendo un amore sdoppiato, ma amare due uomini allo stesso modo è doloroso perché in ogni momento sente la mancanza dell'altro che non è lì con lei.
- Ma non hai appena detto che alla fine della storia abbandona il marito per andare a vivere con l'amante? Cosa fa dopo? Ritorna di nuovo dal marito?
- Se proprio vuoi sapere come va a finire il film te lo racconto, ma così facendo ti perderai il gusto della sorpresa nel caso decidessi di vedere la pellicola.
- Allora non farlo, non dirmi niente, non voglio sapere come va a finire.
- E' lecito amare due persone allo stesso modo? Perlomeno è questo il dilemma che mi sono posta vedendo il film. Ma lo stesso quesito me lo sono
posta in più di una occasione, tu che ne pensi?
- Dalla tua descrizione sembrerebbe che i due uomini, il marito e l'amante, siano delle figure marginali rispetto alla protagonista femminile del film, è così?
- Non per me, anzi, mi sono sorpresa nel pensare ai modi diversi che hanno i due uomini nell'amare la medesima donna. L'amante, nel periodo che precede l'abbandono della famiglia da parte della donna, era cosciente che lei seguitava a condividere ogni notte il letto con il marito con cui proseguiva ad avere rapporti intimi, ciononostante l'amava anche quando, dopo ogni loro incontro, la vedeva andare via per fare ritorno fra le braccia del marito.
- Non riesco a capire che ha di tanto speciale questo film. Tutto quello che hai raccontato è abbastanza normale.
- Infatti, una delle prerogative che fa di questo film un capolavoro è che il regista racconta, con estrema bravura, una storia di normalità in cui tutti ci possiamo facilmente rispecchiare. I protagonisti della pellicola sono gente comune. Il marito fa di professione il muratore, l'amante il pilota di una nave o meglio di un rimorchiatore, lei invece guida l'ambulanza e lavora per i servizi sociali.
- Beh, adesso posso sapere come si conclude la storia? Ormai non c'ho più cioccolata nella tazza ed è ora che vada a fare la spesa al supermercato.
- Il film non ha la pretesa di consegnarci una morale. Non ci sono buoni e cattivi, non ci sono prepotenti e nemmeno inganni. La tragedia è questa: nessuno dei protagonisti ha delle colpe se non quella di amare.
- Cazzo! Adesso non ci resta che piangere e siamo a posto. Andiamo, dai, si è fatto tardi, devo andare al supermercato prima che i mie due figli ritornino da scuola
- E ti lamenti? Fai la signora
con un marito che ti mantiene. Io invece mi devo sbattere otto ore al giorno ad accudire malati terminali in ospedale.
- Non sai come invidio questa tua vita spericolata.
- Ma va...
Ci alziamo dalle sedie e paghiamo le consumazioni alla cassa. Fuori, nella piazzetta, piove a dirotto. Restiamo a guardare per qualche istante il cielo da cui scende la pioggia. Ci scambiamo un ultimo saluto e apriamo l'ombrello, dopodiché ci apprestiamo ad andare ognuno per la propria strada.
- Non mi hai detto come si conclude il film. La protagonista della storia chi sceglie dei due? Sta con l'amante o il marito?
- Non te lo dico, ma ti presto la videocassetta se ti va di vedere il film.
- Non importa... magari un giorno o l'altro te la chiedo.
- Sì, va bene, ciao.
- Ciao Erika.
L'ombrello mi protegge dalla pioggia insistente. Sul marciapiede prendo la strada che va nella direzione di Via D'Azeglio distante un solo isolato. Maddalena si avvia nella direzione opposta alla mia verso Via Bixio.
Mentre cammino ripenso a Marie-Jo e ai suoi due amori. Anch'io come lei amo un uomo, Lorenzo, con lui faccio coppia fissa da una decina di anni anche se non abbiamo mai voluto parlare di matrimonio e nemmeno di convivenza, ma non posso fare a meno di fare l'amore con Fabrizio, uno studente universitario di medicina con cui ho una storia che va avanti da più di un anno. Amare due persone è lacerante, proprio come ho visto nel film. Ho una sola vita e due amori ed è un percorso duro e doloroso quello che mi attende.
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